venerdì 30 novembre 2018

John Carpenter: aggiornamento uscite home video (novembre 2018) PARTE 3


Il 2018 non smette di sorprendere. E ogni tanto possiamo avere qualche buona notizia anche sul fronte italiano dell’home-video. 

Innanzitutto abbiamo finalmente una conferma: dopo anni di assenza Halloween tornerà disponibile in edizione italiana l’anno prossimo! 
Non sappiamo ancora se solo in blu-ray o anche 4K come all’estero, ma i rappresentanti dell’etichetta Midnight Factory hanno fatto sapere che stanno lavorando duramente per dare agli appassionati un’edizione di cui andare fieri. 
Dopo l’annuncio a sorpresa dell’edizione limitata di Grosso Guaio a Chinatown, in uscita tra pochi giorni, l’arrivo di Halloween rende la collana Midnight Classics un appuntamento da seguire con grande interesse per gli estimatori di Carpenter e dell’horror di qualità. 
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Sempre per il 2019 sono previste altre due uscite importanti per il nostro mercato: la Eagle Pictures – che negli ultimi anni ha pubblicato i blu-ray di Essi Vivono e Il Signore del Male – distribuirà altri due cult carpenteriani nel nostro Paese, ovvero The Fog (9 Gennaio) e Fuga da New York (23 Gennaio).

I due film usciranno in un’edizione combo (blu-ray+dvd) per una nuova collana denominata Il collezionista. Qui di seguito packaging e artwork delle due release:


Come dicevo nel precedente articolo, sono usciti da poco i remaster di questi stessi film in formato UltraHD, in esclusiva per alcuni paesi europei. Logica vorrebbe che questi due blu-ray italiani, in arrivo a ridosso delle controparti estere, includano i nuovi trasferimenti (ottenuti da scansioni a 4K dei negativi originali). 

Purtroppo le cose in Italia non sono mai così semplici. Eagle, così come altri distributori locali, ha già fatto brutti scherzi in passato. Ad esempio di recente hanno annunciato un nuovo blu-ray de La Casa 2 (di S.Raimi) – altro film da poco rimasterizzato in 4K – ma è stato confermato che il disco non conterrà il nuovo trasferimento, bensì quello precedente uscito cinque anni fa. 

Nel caso del film di Raimi poco male perché la vecchia edizione non è da buttare, ma nel caso dei due titoli di Carpenter cosa comporterebbe un riciclo di vecchi master? 
In poche parole un fiasco totale: Fuga da New York è arrivato in blu-ray con un video indecente che di HD non aveva nulla, mentre The Fog era fermo ad un’edizione dvd, ma il blu-ray disponibile in Europa lasciava comunque a desiderare; ricordo che entrambi i titoli fino a poco tempo fa erano in mano a Universal, che distribuiva nel nostro Paese i trasferimenti realizzati da StudioCanal.

Ora che i diritti per l’Italia sono stati acquisiti da Eagle Picutures, è imperativo negoziare per distribuire le nuove versioni, già pronte e provenienti da master 4K di altissima qualità. 

Confidiamo che l’azienda italiana non abbia optato per una magra soluzione al risparmio, perché sarebbe una tremenda occasione mancata, e vi consigliamo di evitare acquisti frettolosi e a scatola chiusa dettati dall’entusiasmo. Se e quando avremo maggiori delucidazioni a riguardo non tarderemo a diramarle sui canali de Il Seme della Follia.

Artticolo a cura di Riccardo De Franco

mercoledì 28 novembre 2018

Grosso Guaio A Chinatown: la scheda tecnica completa della nuova edizione Midnight Factory


Riceviamo e pubblichiamo dalla Midnight Factory, la scheda completa dell'edizione in DVD e Blu-Ray di Grosso Guaio A Chinatown di John Carpenter, disponibile a partire dal prossimo 13 dicembre.

Titolo  GROSSO GUAIO A CHINATOWN 
Titolo originale  Big trouble in Little China 
Etichetta  Midnight Classics 
N. Dischi DVD  2 
N. Dischi BD  2 

Sinossi Jack Burton, camionista, accompagna l'amico ristoratore Wang Chi all'aeroporto, dove deve arrivare la di lui fidanzata Miao Yin. Ma nella Chinatown di San Francisco le gang dettano legge e i Signori della Morte rapiscono la ragazza. Il mandante è il misterioso Lo Pan, che necessita della ragazza per realizzare un'arcana profezia. Chi e Jack si affidano all'anziano Egg Shen e ai suoi consigli, decisi ad affrontare ogni pericolo pur di riportare la ragazza a casa. 

Regia  John Carpenter 
Cast  Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun 
Nazionalità USA 
Anno 1986 
Genere  Avventura/Fantasy 

Video DVD / Video BLU RAY 16/9; 2:35 1080p @23.98 fps; 2:35 

Audio DVD 
Disco 1: Italiano - 5.1 Dolby Digital Italiano 5.1 DTS; Inglese – 5.1 Dolby Digital Inglese – 2.0 Dolby Digital. 
Disco 2: Inglese 2.0 Dolby Digital 
Audio BLU RAY
Disco 1: Italiano – 
5.1 DTS HD master audio Inglese – 5.1 DTS HD master audio Inglese – 2.0 DTS HD master audio 
Disco 2: Inglese 2.0 Dolby Digital 
Sottotitoli DVD e BD Italiano 

Extra 
  • Commento audio di John Carpenter & Kurt Russel 
  • Trailer 
  • Tv Spot 
  • Vintage Featurette 
  • Scene Eliminate 
  • Interviste 
  • Finale Esteso 
  • Video musicale
  • Galleria fotografica 
CONTIENE 3 CARD DA COLLEZIONE 

Durata DVD 96 min disco 1; 162 min disco 2 
Durata BLU RAY 100 min disco 1; 162 min disco 2 

Data di Uscita 13 /12 /2018 

Visto censura 81772 del 28/08/1986 


domenica 25 novembre 2018

RECENSIONI CARPENTERIANE: Live Retrospective 2016


Sul sito Revolve Merchandise per 19.90 (+ 16.98 di spese di spedizione) dollari potete acquistare il blu-ray Live Retrospective prodotto dalla Storm/King. Nel giro di una ventina di giorni avrete a casa (BR disponibile anche in Pal Area 2) la registrazione dello show di John Carpenter tenutosi a Londra nel corso del suo tour del 2016.

Il filmato è professionale, girato dalla stessa Sandy King e ripreso con più camere da diverse angolazioni. L' audio e il video sono molto buoni, quindi potete dimenticare i filmini da smartphone di YouTube, dato che potrete ascoltare bene ogni singola nota suonata e godere di tutte le gigionerie nelle quali il nostro si produce per un'ora e un quarto sempre masticando bubblegum and kick ass. Coloro che hanno avuto la fortuna di essere presenti alle date italiane del tour sa quanto è travolgente il concerto, per gli altri invece può comunque essere una buona occasione per RockandRollare col Maestro. La scaletta è la medesima performata anche qui da noi ed include quasi tutti i temi portanti delle pellicole di John più un pugno di estratti dai suoi album Lost Themes

L'unica pecca di questo prodotto è l'artwork a dir poco spartano; un triste amaray con la sola copertina riproducente un paio di foto e la dicitura che elenca i membri della band. Ma, hey, la proposta vale ogni centesimo del suo costo. Ora non resta che aspettare una release in formato CD audio perché, se possibile, i brani suonano anche meglio rispetto alle versioni di Anthology.


martedì 20 novembre 2018

John Carpenter: «i film sono il mio amore. Ma farne uno è come andare a lavorare in miniera»


Il regista e compositore John Carpenter ci parla della differenza tra fare musica e fare un film, su come individuare e capire i propri limiti, e sul perché non bisogna soffermarsi troppo a pensare.

INTERVISTATORE: Ci sono stati undici film su Halloween fino ad ora, compreso l’ultimo. Come ti senti nel vedere la tua opera superare tutte queste permutazioni, molte delle quali non ti vedevano nemmeno coinvolto in prima persona? 
JOHN CARPENTER: Beh, me lo sono lasciato alle spalle tempo fa. Non era più il mio film. Posso dire di aver apprezzato il primo di questi, ma non gli altri. Quest’ultimo invece, il più recente, mi ha preso molto, e quindi ho deciso di tornare a lavorarci. E ciò mi ha reso molto felice. 

Lo reputi divertente il fatto che questo franchising su Halloween si sia protratto per così tanto tempo? O è qualcosa a cui non hai mai fatto caso? 
Molti dei film erano molto diversi dall’originale. Mi piacevano il secondo, il terzo, e adesso questo più recente, ma gli altri erano semplicemente troppo diversi. Quindi li ho praticamente ignorati. 

E alcuni di essi non erano nemmeno un granché. Ciò ti infastidisce? 
[ride] diciamo che non c’era niente che potessi fare, quindi che mi infastidisca o meno, purtroppo è andata così. 

Cosa ti ha spinto a ritornare sul film? 
Diverse cose. Jason Blum mi convinse che provare a migliorarlo sarebbe stata una buona idea. Scrissi la colonna sonora, fu divertente, e mi sembrò affascinante l’idea di provare a rendere il film migliore, piuttosto che restare a guardare senza fare nulla. 

Cosa ti affascina così tanto di Halloween al punto tale da spingerti a rifarlo e a re-immaginarlo così tante volte? 
[ride] credo il fatto che incuta timore. Poi era uno di quei film che potevi produrre a bassissimi costi e con ottimi guadagni. Film del genere attraggono i registi… tutti ad Hollywood avevano quell’aria da “Ooh, un tizio con la maschera? Facciamoci un film!” 

Pensi che questo possa essere l’ultimo film su Halloween? 
Chi può dirlo. Anche in passato pensai di fermarmi ad un certo punto. Ma mi sbagliavo. 

Come ti sei approcciato alla colonna sonora di questo nuovo “Halloween”? è certamente qualcosa di diverso da quello che hai fatto 40 anni fa. 
Oh, assolutamente si! Innanzitutto lavoro ultimamente insieme a mio figlio e al mio figlioccio, ed è una cosa che mi rende molto felice. Ho cominciato a lavorare a questa colonna sonora realizzando che la musica del film originale necessitasse di qualche accorgimento, una sorta di restyling con moderne tecnologie e in un contesto del tutto diverso. Avevamo materiale vecchio, ma allo stesso tempo qualcosa di totalmente nuovo. Insieme al regista David Gordon passai attraverso uno “spotting process”, un qualcosa che compositori e registi fanno regolarmente. In pratica il regista dice al compositore dove vuole la musica all’interno del film. Da compositore, ero solito prendere nota di tutto quello che il regista mi diceva, e domandargli cose del tipo “cosa vuoi trasmettere attraverso questo brano? Cosa vuoi che ci metta qui? Come possiamo migliorare quest’altra parte? David è un tipo davvero in gamba in fatto di musica, quindi il processo si svolse nel migliore dei modi. 

Quando realizzasti la Colonna sonore del film originale, nel 1978, non guardavi il film durante il processo di composizione. Lo facesti alla ceca. 
Si. È un modo diverso di comporre musica, andando avanti senza guardare il film e poi tagliare le parti che non si sposano bene con le riprese. È quello che feci all’inizio, perché non avevo abbastanza soldi per sincronizzare film e musica, ma l’ultima colonna sonora l’ho scritta guardando il film. 

Quali sono I pro e i contro di questi due differenti approcci? 
La musica deve assolvere ad una funzione, quella di supportare il film, di renderlo migliore. È più facile quando si compone fotogramma dopo fotogramma, guardando il film, perché ti rendi conto di più cose, ma entrambi i metodi sono validi. In generale, preferisco comporre guardando il film, scrivere musica man mano che il film si evolve. 

A causa di un budget limitato e del poco tempo a disposizione, hai scritto la colonna sonora del primo Halloween in pochi giorni. Come pensi che ciò abbia influito sul processo creativo? Ti ha aiutato lavorare sotto pressione? 
No [ride]. Non aiuta mai. È una cosa terribile. Devi farlo pe necessità, ma non ti aiuta in alcun modo. Avere più tempo è sempre meglio. 

In qualche modo, stavi adattando la tua musica allo stile di regia di David Gordon? Avevi la sensazione che ciò stesse accadendo? 
In un certo senso si. La visione è la sua. Il mio lavoro di compositore è quella di supportare la regia. È quello che fa chi compone colonne sonore. 

In che misura tieni conto dell’ascoltatore – o del pubblico nel caso di un film – quando scrivi musica? Ti concentri su di essi oppure solo sul film in senso stretto? 
L’attenzione è tutta sullo spettatore. Devi sempre tener conto di quello che il pubblico percepisce quando guarda un film. Ma allo stesso tempo sei al servizio del film e della storia al suo interno, quindi direi che bisogna tener conto di entrambi. 


Come hai accennato in precedenza, la nuova colonna sonora, al pari di molti altri tuoi lavori recenti, è il risultato della tua collaborazione con tuo figlio ed il tuo figlioccio. Lo preferisci rispetto al lavoro individuale?
Diciamo che è divertente perché tutto avviene in ambito familiare. Potrei farlo anche da solo, sarebbe solo un po’ più difficile. Loro mettono sul tavolo del talento che io non ho, e questo va a compensare il lavoro da me svolto. Per questo è più bello lavorare con loro.

Oltre ad Halloween, hai scritto questi fantastici “Lost Themes” insieme a tuo figlio e il tuo figlioccio. Cosa cambia tra lo scrivere musica destinata ad essere pubblicata in un album a sé, e lo scrivere colonne sonore? C’è un cambio di attitudine?
È solo il processo che cambia. Non hai nessun riferimento visivo, ma cerchi di crearlo nella mente del tuo ascoltatore, quindi non è poi così diverso. Il mio stile compositivo è gran parte legato all’istinto, all’improvvisazione. Viene fuori automaticamente, indipendentemente da sé scrivo per un film o meno.

Sei il tipo di persona che si sveglia nel cuore della notte e pensa “devo buttar giù questa idea adesso, assolutamente” ?
Oh no, ti prego. [ride]. Non vorrei mai svegliarmi nel cuore della notte. Voglio dormire. Scrivo al momento, non aspetto che mi venga l’ispirazione, non funziona mai in questo modo. Sono sempre ispirato, in un certo senso.

Quindi è il processo stesso che dà i suoi frutti.
Esattamente. Funziona sempre allo stesso modo, mi sveglio, mi convinco che una cosa debba essere finita, ed è così che arrivo alla conclusione.

Hai una tua routine particolare quando scrivi musica? Ad esempio, lo fai in momenti particolari della giornata in cui sei più produttivo oppure esegui dei rituali prima di comporre?
Cominciamo di solito verso mezzogiorno, lavoriamo per mezza giornata e di sera guardiamo partite di Basket. Magari durante le pause giochiamo ai videogames, cose del genere insomma.

Hai un tuo archivio di idee? Ci sono cose su cui lavori e che poi abbandoni per poi rimetterci le mani in un secondo momento, oppure quando inizi qualcosa la finisci subito?
Certo, ho tante idee lasciate così a metà. Ma quando si tratta di scrivere colonne sonore, vado spedito fino alla fine, senza fermarmi a fare altro.

Cosa mi dici di Lost Themes? È roba che hai lasciato perdere e poi ripreso in seguito?
Con Lost Themes è stato diverso. Iniziò tutto come improvvisazione, insieme a mio figlio, e poi fu sviluppata per includerla in un album. Ma è più o meno qualcosa di simile, in ogni caso si crea musica. È divertente e molto più facile rispetto al lavoro del regista. È qualcosa che mi riesce meglio considerato il mio stile di vita, e mi fa stare bene. Adoro scrivere musica.

Il tuo modo di scrivere e comporre musica è cambiato nel corso degli anni? Ti approcci alla scrittura in modo diverso rispetto a quanto facevi quando hai cominciato?
No, è sempre la solita merda. C’è una frase famosa di Clint Eastwood che recita: un uomo deve riconoscere i propri limiti”. La trovo una frase molto saggia. Io conosco i miei limiti. Le mie conoscenze in fatto di musica sono minime, e con questa consapevolezza convivo e vado avanti, senza spingermi oltre perché semplicemente non ho i mezzi per farlo. Mio figlio, al contrario, possiede un enorme talento artistico ed è molto bravo a suonare le tastiere. Cosa che io non so fare. Per questo scrivo musica entro e non oltre i miei limiti.

Mi è capitato di leggere qualcosa di Lester Bangs, il famoso critico di musica rock degli anni ’70; a tal proposito, egli parla della purezza del musicista inesperto, capace di cose che magari uno laureato all’accademia non si sogna nemmeno.
Beh, è molto carino da parte sua, e lo dico da ignorante in musica. Mi piace pensarla come lui, “purezza” è davvero un bel termine [ride].

Mi sembra chiaro, ormai, che il main theme della colonna sonora di Halloween sia diventato un grande classico, famoso in tutto il mondo. Quali sono le sfide a cui vai incontro nel lavorare con un brano così famoso e stabilmente radicato nel tempo?
È la canzone che tutti conoscono, è molto semplice. Un bambino di 4 anni potrebbe tranquillamente impararla. Tutto sta nel dove la metti, e in quali strumenti utilizzi. Noi usiamo una combinazione di pianoforte e campane, e molti altri strumenti come sottofondo, per rendere il tutto più maestoso, ma è davvero molto semplice. Non è una sfida, si tratta solo di “farlo suonare bene”.

Tu eri un musicista prima che cominciassi a dedicarti alla regia. Pensi che la musica ti abbia indirizzato verso il lavoro da regista?
No. I film sono il mio amore, quello più grande. Mi innamorai del cinema quando ero ancora un bambino. La passione per la musica mi è stata trasmessa da mio padre che era un musicista, ma il cinema per me era qualcosa di magico. Il mio più grande amore.

Pensi di aver detto tutto attraverso il cinema, e adesso vuoi dedicarti alla musica a tempo pieno?
No, ascolta: creare e dirigere un film è come lavorare in miniera. È brutale, crea scompiglio sulla tua vita personale, sulla tua salute, su tutto. Quindi arrivi ad un punto in cui pensi “basta, è ora di smettere. Devo fare altro. Non è più divertente”. Mi piacciono ancora i film, sia chiaro, ma sono una brutta bestia.

Ti capita di cominciare a lavorare su qualche brano e poi abbandonarlo?
Molto raramente. Semplicemente lo metto da parte. Di solito improvviso del blues o del rock’n roll, ma non ci faccio più di tanto. Non penso a come lo utilizzerò. Il mio processo compositivo è molto semplice: sediamoci e suoniamo qualcosa. Dopodiché facciamo altro, non ci pensiamo più di tanto, non ci soffermiamo troppo sulle cose”. come si chiama il critico di Rolling Stone? Lester qualcosa?

Oh sì, Lester Bangs.
Ecco. Niente, volevo solo sapere il suo nome, mi era sfuggito.

Oh, okay. Beh, quel “facciamo altro” è interessante, in fin dei conti. È una fase cruciale del tuo processo compositivo, al pari delle pause in cui giochi ai videogames o guardi partite di Basket?
Certamente. Cerco di integrare tutto ciò con la mia routine. Tutto è importante. E tutto questo non lo puoi fare quando dirigi un film. Il film diventa la tua vita, non puoi fare altro. È una cosa orribile. Dopo un po’ non ce la fai più.

Non credi che lavorare su qualcosa tutto d’un fiato, senza sosta, sia sbagliato? E che magari sia più salutare dividere il lavoro in più fasi?
Beh, no. Quando dirigi un film non c’è altra scelta, lo si fa tutto d’un fiato, non hai nemmeno il tempo per dormire. Fare musica invece è diverso. Prendimi in parola [ride], ti sto dicendo la verità. Non c’è nulla che ti stia nascondendo.


Traduzione integrale dell'intervista apparsa su thecreativeindipendent.com
Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo

sabato 17 novembre 2018

E' morto lo sceneggiatore (anche di Avventure Di Un Uomo Invisibile) William Goldman


E' morto nella sua casa di New York all'età di 87 anni - a causa di alcune complicazioni dovute a un tumore al colon - lo sceneggiatore premio Oscar William Goldman.
Fondamentale nello sviluppo della New Hollywood (vedi pellicole come Butch Cassidy e Tutti Gli Uomini Del Presidente), nel 1992 collaborò anche con John Carpenter per il film Avventure Di Un Uomo Invisibile, con protagonisti Chevy Chasey e Daryl Hannah: scrisse la sceneggiatura del lungometraggio insieme a Robert Collector e Dana Olsen.




venerdì 16 novembre 2018

Starman: a dicembre arriva negli States una nuova edizione in blu-ray della Scream Factory


Sarà disponibile dal prossimo 18 dicembre attraverso la Scream Factory (ma i pre-ordini sono già attivi) e per il mercato nord americano una nuova edizione in blu-ray da collezione del film di John Carpenter del 1984 - Starman

L'uscita, oltre che ad un master in HD in formato Widescreen (2.35:1) ed un master audio in Dolby 5.1, punterà forte sul contenuto speciale inedito They Came From Hollywood: Re-Visiting Starman, un documentario sulla pellicola che vedrà protagonisti l'attore protagonista Jeff Bridges, Charles Martin Smith e lo stesso Carpenter insieme alla moglie Sandy King

I primi 500 che ordineranno la release direttamente dal sito riceveranno anche un poster esclusivo in formato 18x24.


lunedì 12 novembre 2018

Eagle Pictures: a gennaio arrivano delle ristampe in blu-ray di The Fog e Fuga Da News York


Gran bel momento per tutti i collezionisti home video dell'opera cinematografica di John Carpenter. E infatti notizia di oggi (data da dvd-store attraverso la propria pagina Facebook), che a gennaio la Eagle Pictures rilascerà in blu-ray (ma presumibilmente anche in DVD) due film del cineasta newyorkese: il primo, The Fog del 1980 uscirà il 9 gennaio (che per la prima volta verrà pubblicato in HD sul nostro mercato), mentre 1997: Fuga Da New York del 1981 uscirà il 23 dello stesso mese.

Per adesso non si conoscono altri dettagli su queste due uscite (ma vi terremo sicuramente aggiornati), ad eccezion fatta che ambedue verranno rilasciate per la collana della Eagle "Il Collezionista".



venerdì 2 novembre 2018

Live Retrospective 2016: disponibile in blu-ray uno show dal vivo di John Carpenter

E' disponibile sul sito di Revolve  al prezzo di poco inferiore ai 20 dollari il blu-ray sia localizzato NTSC che PAL dal titolo Live Retrospective 2016, che racchiude al suo interno il meglio dei concerti che John Carpenter e la sua band hanno tenuto a Londra e Chicago nel 2016. 

Per l'occasione oltre che a brani estratti dai suoi due Lost Themes, Carpenter ha anche performato in chiave rivisitata i temi storici di film come Halloween, The Fog e Fuga Da New York, solo per citarne alcuni. 


Purtroppo non è stata rilasciata nessuna informazione su eventuale contenuti extra del disco. 
Di seguito la copertina di Live Retrospective 2016. 


giovedì 1 novembre 2018

Lifeclock One Snake Edition: disponibile la replica dell'orologio di Snake Plissken


Progetto partito come una start-up nel 2016 (LEGGI LA NOSTRA NEWS), è finalmente disponibile il Lifeclock One, l'orologio replica di Snake Plissken che appare nel film 1997: Fuga Da New York di John Carpenter.


L'articolo è acquistabile alla cifra di poco inferiore ai 360 euro su sideshowtoy.com, dove potete vedere anche diverse foto e la descrizione accurata dell'orologio prodotto Ridgewood Watch Co
Per quanto riguarda appunto le caratteristiche, sappiate che non siete dinnanzi ad un progetto del tutto vintage: è possibile infatti ricevere sul dispositivo notifiche da tutti i maggiori social network (Facebook, Snapchat, Twitter), è dotato di 18 diverse animazioni, sveglia e conto alla rovescia.
Il tutto prodotto con una cassa in ottone con la parte posteriore in acciaio inossidabile e cinturino in vera pelle marrone.