domenica 20 maggio 2018

Distretto 13: il film che da il là alla carriera strabiliante di John Carpenter



Distretto 13 – Le Brigate della Morte dà il via ad una carriera strabiliante 
1428 Elm comincia la “John Carpenter week” con il primo lungometraggio della leggenda del cinema, nonché uno dei migliori. Pronti per prendere d’assalto qualche distretto di polizia? 

La Carriera comincia con un assalto
Dopo aver sbalordito il mondo del cinema con il suo film studentesco sulla USC (University of Southern California), John Carpenter è pronto per dare il via alla sua carriera. Dopo aver trasformato Dark Star in un lungometraggio – all’inizio concepito come un corto – il produttore J.Stein Kaplan (un amico del college) chiede al futuro regista di Halloween di dirigere il film.
Dal momento che il suo film precedente “Occhi”, poi diventato “Occhi di Laura Mars”, era stato svenduto, i due azzardano a produrre un film pretenzioso, con l’intento di ridefinire il genere d’assedio. preparano quindi un assalto, e persino il tredicesimo distretto non sarà più un posto sicuro.

Sei molto carino, Wilson
Il film si intitola “Distretto 13 – Le Brigate Della Morte”. Realizzato per 100,00 $ nell’autunno del 1975, divenne il primo di tanti classici nella filmografia di Carpenter. Con soli venti giorni di riprese, il film parla di una cruda e coraggiosa storia di sopravvivenza. Attraverso il suo modo di rendere il bene, il male e da che parte stiamo difficili da distinguere, Distretto 13 è qualcosa di mai visto fino ad allora – qualcosa di unico.
Attraverso l’utilizzo di personaggi brillanti, compreso il grande Napoleon Wilson, il film fa in modo che gli spettatori si interroghino sulla lealtà dei personaggi stessi, e al contempo che prestino attenzione ai titoli assegnati.
Il tenente Ethan Bishop viene incaricato di supervisionare il trasloco del tredicesimo distretto, e si appresta dunque a trascorrere una nottata come le altre, senza colpi di scena. Tuttavia, dopo che un cellulare della polizia con a bordo detenuti è costretto a fermarsi al distretto per caricare altri detenuti, una gang accerchia il distretto in cerca di riscatto. Trovandosi davanti soltanto segretari e detenuti, Ethan deve scegliere chi salvare e da chi essere salvato, da che parte stare. Una sceneggiatura brillante, capace di abbattere le barriere razziali e le costrizioni del classicismo nella realtà dell’allora ventisettenne regista americano.


Assalto in solitaria
Nel classico del 1976, Carpenter comincia a mettere in mostra le sue doti indiscusse da colosso del cinema. Oltre a mettere le sue abilità al servizio di sceneggiatura e regia, Carpenter ci mostra uno dei tanti ed indimenticabili risultati raggiunti durante la sua carriera. Con i titoli di testa su sfondo nero - un vero punto fermo di Carpenter – la musica in sottofondo conduce lo spettatore nel cuore della narrazione. È l’uso agghiacciante della musica che lascia intendere il modo in cui il regista utilizza le colonne sonore per raffigurare i personaggi, esprimere l’intensità e gli stati d’animo.
Ma non è tutto. Dopo aver fatto da solo il lavoro di un’intera squadra, il regista newyorkese effettua anche l’editing della Fotografia. Sotto lo pseudonimo di John T. Chance, un omaggio a Rio Bravo di Howard Hawks (uno dei preferiti di Carpenter nonché ispiratore del film in questione), il regista costruisce il suo racconto tassello dopo tassello, con assoluta dedizione. Se questo non lo rende uno dei più grandi registi al mondo, cos’altro potrebbe?

Assalto alle masse
Dopo aver esordito allo “State Theater” di Los Angeles il 3 Novembre 1976, il film non riscuote il successo sperato e viene accolto dalla critica in modo contrastante. Nel Maggio 1977 viene poi presentato al Festival di Cannes, ed è lì che alcuni critici inglesi iniziano ad accoglierlo e comprenderne il suo vero valore. Lo scenario cambia nuovamente quando la pellicola arriva al London Film Festival, nel Dicembre dello stesso anno. Insomma, tutto il resto è storia.
Oggi “Distretto 13 – Le Brigate della Morte” è considerato un classico intramontabile, con il 98% di gradimento su Rotten Tomatoes. È un bel film?... In certi momenti.


fonte: 1428elm.com
traduzione di: Vincenzo Fasulo 

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