lunedì 26 marzo 2018

Cosa ha reso il rapporto tra Kurt Russell e John Carpenter cosi speciale?


Kurt Russell era un attore il cui viso, aspetto e movenze prettamente americane aveva fatto breccia nel cuore di major come la Disney, che lo hanno piazzato in innumerevoli ruoli. 
John Carpenter era un giovane studente di cinema, che con il suo film di debutto realizzò un'opera che combinava horror, comedy, e fantascienza (e fu così bello che fu addirittura allungato e commercializzato). 
Nel diagramma di Venn due entità così distanti ed antitetiche non potevano incontrarsi.

Eppure...

Nel 1978, un anno dopo il successo devastante di Halloween da parte di John Carpenter, al regista fu chiesto un compito quasi impossibile: girare un film sulla vita di Elvis Presley, icona americana, con un budget di poco più di 2 milioni di dollari, ed una lunghezza di 2 ore e mezzo massimo, tre, contando le pubblicità.
Carpenter sapeva che avrebbe dovuto assumere un professionista per il ruolo di Elvis, che avrebbe potuto lavorare per ore ed essere a suo agio in ogni situazione. E quell'uomo era Kurt Russell (che aveva addirittura lavorato con Elvis, nel film "it happened at the world's fair", dandogli un pugno sugli stinchi).


Ovviamente, i due lavorarono bene insieme, tanto che pochi anni dopo Carpenter avrebbe richiamato Russell per l'iconico ruolo di Snake Plissken in "Fuga da New York". È chiaro capire cosa Carpenter vide in Russell: la sua compostezza, il suo dare vita ad un personaggio attraverso la pura fisicità ed il suo genuino approccio giocoso.
C'è anche un qualcosa che ricorda gli eroi dei film western che Carpenter ha consumato da bambini. Effettivamente, è innegabile che Snake Plissken assuma dei tratti molto somiglianti a quelli di John Wayne, così come anche nel vestirsi è innegabile l'influenza di Clint Eastwood.

Nel momento in cui fecero "La Cosa", il rapporto tra i due era oramai sincronizzato. È il film in cui Russell più padroneggia le scene: è intelligente, arguto, e sfoggia una fantastica barba. 
Nel suo ruolo di scienziato intrappolato nell'artatico, mentre cerca di capire chi dei suoi compagni si sia trasformato in un mostro alieno, Russell dà prova di un realismo disarmante.
Probabilmente uno dei più grandi ruoli dell'attore, ed uno dei più grandi film del regista.
Il responso fu disastroso, al pubblico non piacque. Ma i due si sostennero a vicenda, guardandosi le spalle a vicenda. Oggi il film è considerato un capolavoro.

4 anni dopo, i due realizzarono "Grosso guaio a Chinatown". Uno dei film più sperimentali di Carpenter, in cui si mischia misticismo ed arti marziali, anni prima che Matrix riportasse il genere wuxia di moda in quel di Hollywood. Russell e Carpenter erano più che mai l'uno a suo agio con l'altro. Quest'ultimo, difatti, ci consegna un ruolo iconico ed altamente comico. Il groove era palpabile tra i due.

Per anni, invece, il nulla.


Fu solo con "Fuga da Los Angeles" che i due ritorneranno insieme, ben 10 anni dopo "Grosso Guaio a Chinatown". Entrambi avevano perseguito le loro carriere: i film di Carpenter erano ottimi, quelli di Russell pure, ma è solo con questo film che si respira di nuovo un'alchimia del tutto inedita in tutto il panorama di quei tempi (e forse, pure odierno).

I film realizzati da Carpenter con Russell erano unici perché nascevano da una pura espressione artistica generata da un rapporto di totale simbiosi. In un certo senso, il fatto di essere così distanti ha contribuito a rendere i loro film così grandiosi. 
Con loro si è fatta la storia di Hollywood.

Traduzione a cura di: Francesco Abruscato 

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