venerdì 8 giugno 2018

Pericolo In Agguato: quando John Carpenter decise di omaggiare Hitchcock


La faro breve: Carpenter è il mio regista preferito; lo è diventato da quando ho cominciato a capire quali fossero i compito di un regista. Il suo cammino dal ’76 all’88 è stato a mio avviso impareggiabile; dal raccapricciante assedio di Distretto 13 – Le Brigate della Morte a Essi Vivono, non c’è mai nulla di sbagliato nei suoi film. All’interno di questo suo cammino stellare, ha avuto modo di mettersi in gioco persino sul piccolo schermo, e di affinare così la sua arte attraverso regole da rispettare molto più stringenti e vincolanti. 
E visto che questa rubrica parla di Horror, non ci soffermeremo più di tanto su Elvis (1978), ma più che altro andremo ad approfondire il suo omaggio ad Hitchcock, Pericolo in Agguato, un racconto sul voyeurismo ricco di suspense che va oltre la valida pista su “Halloween – La Notte Delle Streghe”.

Originariamente programmato per andare in onda il 29 Novembre come parte del NBC Wednesday Night at the Movies, Pericolo in Agguato dovette contendersi il posto in trasmissione con Charlie’s Angels/Vegas della ABC e One Day at a Time/The Jeffersons della CBS. Grandi show con grandi numeri, vero; ma se qualcuno avesse avuto bisogno di gelarsi il sangue, The Peacock era il posto perfetto quella settimana.

Diamo una sguardo alla nostra guida TV e vediamo cosa aveva in mente Carpenter:
PERICOLO IN AGGUATO (Mercoledì, 9pm, NBC)
Una giovane donna viene spiata nel suo appartamento in un grattacielo di L.A da uno sconosciuto, che la osserva dal palazzo di fronte.
Il racconto si apre con un uomo, un telescopio, ed una telefonata minaccioso ad una donna dall’altro lato della strada, che con voce tremante dice allo stalker che si sta muovendo e che non riuscirà mai a trovarla. Lui le promette che ci riuscirà. Leigh Michaels (Laurel Hutton – Se Ti Mordo…sei mio), appena sbarcata a Los Angeles, dopo aver firmato un contratto di locazione ad Arkham Towers, si dirige verso la sede di un’emittente televisiva per un posto da direttrice. Viene immediatamente gettata nella cabina di trasmissione insieme a Sophie (Adrienne Barbeau – The Fog: Nebbia Assassina), accetta il lavoro e va via insieme alla sua nuova collega. Che modo perfetto di cominciare la sua nuova vita, vero? Se non fosse per il fatto che Leigh inizia a ricevere strane telefonate nel cuore della notte, nonché regali da una compagnia chiamata “Excursions Unlimited”, tra cui un telescopio ed una camicia da notte.
Un ufficiale della Polizia, Gary Hunt (Charles Cyphers – Halloween) la informa che non può intervenire in casi del genere, dal momento che non è illegale ricevere regali, o inquietanti telefonate senza precise minacce.
Alla fine, Leigh, il suo nuovo ragazzo Paul (Birney – Oh God! Book II) e Sophie intravedono un uomo (Len Lesser – Blood and Lace) nel grattacielo di fronte con accanto un telescopio, e realizzano che potrebbe trattarsi dello stalker. Hunt va quindi per arrestare il pervertito, ma l’uomo riesce a lasciare Los Angeles prima del suo arrivo. Nonostante ciò, le telefonate continuano, ed arriva quindi per Leigh il momento di prendere in mano la situazione ed affrontare il suo stalker…


Pericolo in Agguato fu ideato inizialmente come una sceneggiatura chiamata "High Rise" (grattacielo); ritenendolo troppo banale per il grande schermo, decise di accettare l'offerta di produrre il film per la Televisione, a patto di avere campo libero su sceneggiatura e regia. Tutto ciò prima di Halloween, badate bene; non che ebbe particolare successo con soli due film alle spalle ( Dark Star e Distretto 13), ma era curioso di tuffarsi anche nel mondo della televisione, e questo lo ripagò in svariati modi: con un programma di riprese da soli 10 giorni (!), fu costretto quindi a lavorare sodo e in fretta, cosa che gli ha permesso di sviluppare alcune abilità che si sono rivelate utili nel suo suo film successivo.

Pericolo in Agguato e Halloween sono due indiscussi capolavori; non soltanto perché passarono soltanto due settimane dal completare il primo ed iniziare l’altro, ma anche perché è proprio in questi due film che inizia a prendere forma la propensione di Carpenter per l’attenzione alle figure femminili. Leigh è in prima linea in quasi tutte le scene, artefice del proprio destino, anche quando si tratta di affrontare un pericoloso stalker: se non ci pensa la polizia, ci pensa lei. Hutton era una modella d’alta moda prima di diventare un’attrice a fine anno ‘60; voleva espandersi, cambiare vita, e Carpenter la mette in luce attraverso ogni emozione, con estro e simpatia. In pratica Leigh è un misto tra Laurie Strode e Stevie Wayne nei panni di una donna cazzuta.

Ci sono alcuni spezzoni del film in cui Carpenter ha dato sfogo alle sue perversioni horror: in particolare una scena in cui Leigh è nel parcheggio della metro, intenta a cercare l’uomo misterioso, per poi nascondersi, cosa che fa innervosire lo spettatore; e la scena finale sul balcone è piena di elementi hitchcockiani che trasmettono un clima di terrore.
Questo è chiaramente un tributo a “La Finestra sul Cortile” di Hitchcock, con l’unica grande differenza che Leigh non è il guardone, ma la vittima di tali molestie; quindi non è forse una sorta di “Occhio che Uccide” (Michael Powell) al contrario, dal punto di vista della vittima?
In ogni caso, la vittima intesa da punto di vista di Carpenter, reagisce, lotta molto coraggiosamente, quasi lasciando presagire la futura battaglia di Laurel con Mikey

Carpenter avrebbe anche aggiunto altri personaggi al repertorio; come già fece con Chypers in Distretto 13 aggiungendo Barbeau alla squadra (senza dimenticare che l’anno seguente l’avrebbe sposata). Trovarli in queste situazioni fa parte del confortante filo conduttore della sua filmografia. Alcune anomalie dietro le quinte lasciano intendere come il suo stile venga ancor di più alla lucr; anche senza girare con Scope (o con Dean Cundey), si avverte comunque di essere di fronte ad un film di Carpenter. Le scene sono quelle, solo girate un po’ diversamente. Fu anche una delle poche volte in cui non si occupò della colonna sonora; tuttavia, dovette imparare jnsieme ad Harry Sukman (Salem’s Lot) dove inserire la musica, altra abilità che si rivelò molto utile.
Naturalmente, il formato TV è molto restrittivo per ciò che riguarda quello che può essere mostrato e in quali modalità; nonostante ciò, Carpenter non lo vide come un limite ma piuttosto come una sfida per vedere quanto egli potesse manipolare lo spettatore senza usare i classici schemi consentiti dal grande schermo.
Pericolo in Agguato fu per Carpenter uno strumento di apprendimento che lo aiutò a sviluppare e perfezionare la sua vena horror; manca soltanto una cosa: un antagonista avvincente e abbastanza spaventoso. Ma credo di poter affermare che pose rimedio a ciò nella pellicola successiva.


traduzione di: Vincenzo Fasulo 

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