domenica 25 marzo 2018

ESCLUSIVA IL SEME DELLA FOLLIA: Intervista a Cody Carpenter

Cody, figlio del Nostro amato John Carpenter, non è di certo il tipo di persona che si può definire "il figlio di". Sin da giovanissimo, e tutt'altro che legato all'attività registica del padre, Cody in piena autonomia e autogestione, è diventato un musicista professionista, viaggiando in tutto il mondo e suonano con vari musicisti sparsi per il globo (compreso il nostro, italianissimo, progetto CONFRONTATIONAL). 
Il Seme Della Follia, grazie alla preziosa intercessione dell'amico Massimo Usai, è riuscito ad ottenere in esclusiva, la prima intervista per l'Italia di Cody, e noi abbiamo deciso, attraverso la nostra pagina Facebook, di far porre le domande all'utenza. 

E questo, è l'interessante (o quanto meno lo speriamo) risultato. 


01. Ciao Cody, innanzitutto grazie per l'intervista. Tuo padre per noi di “Il Seme Della Follia” è un assoluto mito e poter intervistare il figlio è una grande gioia e soddisfazione.
Iniziamo chiedendoti qualcosa del tuo nuovo album Cody Carpenter's Interdependence, che ho ascoltato per la prima volta l'altra sera e l'ho trovato davvero molto buono. Cosa puoi raccontarci del suo processo creativo? Com'è nata l'idea di omaggiare il grande e classico progressive rock degli anni '70 attraversi arrangiamenti moderni e quasi dal taglio epico? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Grazie! Dopo aver pubblicato una serie di album da solista su Bandcamp, ho deciso che volevo provare a coinvolgere altri musicisti per il mio nuovo disco prog rock strumentale, così ho contattato Jimmy Haslip, col quale ho lavorato brevemente diversi anni fa, per chiedergli se gli andava di suonare insieme. L'idea gli è piaciuta e tutto è partito da lì! Il prog rock e le colonne sonore di videogames sono i miei due generi principali di musica preferita, e probabilmente sono anche quello che mi piace di più scrivere in sede di composizione.




02. La tua carriera musicale e nata molti anni fa, ben prima che tuo padre ti coinvolgesse nel progetto Lost Themes. Quali sono state nella tua vita, le tue maggiori influenze musicali e quali sono le tue colonne sonore preferite? (domanda di Andrea Osiander e Marcello Cavalli)
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RISPOSTA: Si, il primo credit che ho è sul film di mio padre, "VAMPIRES", anche se onestamente non ricordo con precisione quello che ho fatto... probabilmente ho sonorizzato una scena, ma la mia memoria non è così chiara. Le mie influenze sono diverse rispetto al genere di musica, ma sono sempre stato un enorme fan di Vince DiCola, dei gruppi prog rock/fusion degli anni 80' e 70' come Genesis, ELP, Return To Forever eccetera, insieme alle colonne sonore dei videogiochi con cui son cresciuto. Ho diverse colonne sonore preferite, per esempio, The Transformers the Movie (1986), Dawn of the Dead (1978), La Planete Sauvage (1973), e Big Trouble in Little China (1986).

03. Come si è svolto il processo creativo legato ai due Lost Themes? Quali sono state le attrezzature più utilizzate in fase di composizione? (domanda di Claudio Fusci)
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RISPOSTA: Il primo LOST THEMES è partito con me e mio padre da soli, mentre sperimentavamo la nuova attrezzatura da registrazione che lui aveva acquistato al periodo. Stavamo registrando roba giusto per divertirci, senza alcuna intenzione di pubblicarla. Quando si arrivò alla decisione di farne un vero e proprio disco, Daniel Davies si è unito ed ha lavorato con mio padre per sistemare la roba già registrata e scrivere nuovi brani, completando l'album. Per il secondo LOST THEMES eravamo tutti e tre nella stessa stanza quindi il processo è stato molto più agile. Abbiamo usato principalmente emulatori di synth classici, come la collezione ARTURIA V, e roba del genere. 
Daniel credo abbia usato il suo ROLAND JUNO qui e li'. Proprio non ricordo quali chitarre abbiamo usato...



04. Nel 2015, dopo la pubblicazione del primo Lost Themes, tu e tuo padre, insieme a tutta la band, avete suonato con un tour internazionale che nell'agosto di quell'anno vi ha anche portato a suonare in Italia. Che sensazioni hai avuto a suonare con tuo padre e quali sono stati I momenti più divertenti del tour? (domanda di Ba Stet)
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RISPOSTA: E' sempre molto divertente suonare con mio padre. Dopo che abbiamo cominciato a suonare live, ha cominciato a puntare me e Daniel col dito quando era il momento di lanciarci in assoli su vari brani. Poi ha cominciato a puntarmi col dito anche quando concludevamo HALLOWEEN. Dopo un po' ho cominciato a sentire il bisogno di puntare il dito anche io! 
Mi ricordo del cibo assolutamente meraviglioso in Italia. Tutto quello che abbiamo assaggiato era davvero delizioso, anche se non sono un grande fan della pasta al dente. 
Eravamo in un ristorante a Roma e mio padre, essendo Americano, ha chiesto del burro per il suo pane, ed il cameriere stranito dalla richiesta si è quasi arrabbiato...hahaha!!! 

05. Tornando appunto al vostro approdo in Italia nell'estate del 2015, pensate di tornare a suonare mai nel nostro paese? (domanda di Massimo Pietro Brognoli)
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RISPOSTA: Spero che  un giorno saremo in grado di tornare in Italia, ad un certo punto nel prossimo futuro. Non abbiamo alcun piano ora per fare alcun concerto da nessuna parte, ma c'è sempre speranza per il futuro, specialmente considerando la popolarità di mio padre in Italia.

06. Essendo tu il primo musicista di “professione” nella famiglia Capenter, quando tuo padre si è reinventato rockstar, non hai pensato di essere stato influente nelle scelte di tuo padre? (domanda di Caddisy Plissken)
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RISPOSTA: A dire il vero mio nonno (il padre di mio padre) era un musicista professionista piuttosto noto. Era un membro fondatore dei NASHVILLE STRINGS, ha suonato con Roy Orbison e gente di quella scena. Poi è diventato professore di musica alla Kentucky University. E' stato più Daniel Davies a convincere me e mio padre ad andare in tour insieme. Daniel è stato in giro per diversi tour in precedenza e ci ha spiegato quale tipo di esperienza aspettarci.

07. Adesso, passiamo al cinema, e iniziamo subito con una domanda difficilissima. Pensi che la televisione, visto il grande successo di servizi come Netflix e Amazon Prime possa dare una nuova vita artistica a tuo padre dopo che la macchina cinematografica gli ha ingiustamente voltato le spalle? Che ne pensi appunto di aziende come Netflix e similari? (domanda di Vincenzo Ruscio e Francesco Hannibal Aliberti)
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RISPOSTA: Credo che la possibilità esista per questi servizi di dare nuove idee artistiche a mio padre. Non so cosa lui voglia fare, ma so di certo che la possibilità esiste. Credo che molto dipenda dal desiderio e dalla possibilità di avere una idea davvero fantastica, per persuaderlo a fare qualcosa. Penso che Netflix e servizi simili siano una gran cosa. Non li ho mai usati, ma qualsiasi piattaforma che consenta a diversi tipi di creatività di essere fruibili è sempre una buona cosa. Più opzioni e più contenuti ci sono, meglio è.


08. Nel parlare con tuo padre della sua carriera, quali pensi che siano i villain che lo abbiano più appagato? Hai mai assistito alla creazione di qualche “mostro” da lui creato? (domanda di Nazzareno Barbieri)
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RISPOSTA: Bella domanda, ma non so quale sia la risposta! Sarebbe una gran domanda da rivolgere direttamente a lui. Se intendi la creazione fisica di un mostro si, mi ricordo di aver visto i team all'opera sui mostri per "IL SEME DELLA FOLLIA". Ancora una volta, la mia memoria non è buonissima ma credo di ricordare di vederli al lavoro su quelle cose.

09. Adesso veniamo invece ai “buoni”. Dei tanti anti-eroi creati da tuo padre, da Snake Plissken a Jack Burton, quale pensi sia il personaggio che più rispecchia il modo d'essere di John Carpenter nel quotidiano? (domanda di Gabriele Gambini)
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RISPOSTA: Non sono sicuro che i personaggi che mio padre ha creato lo rispecchino personalmente, lui è stato influenzato molto dai personaggi dei western che ha amato da giovane (John Wayne etc.etc.). Credo che siano più una riflessione delle qualità che lui trova attraenti, come nei personaggi forti dei western.


10. Secondo te, qual'è il film che ha più sodisfatto tuo padre nella sua carriera? (domanda di Mattia Borges)
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RISPOSTA: Credo che mio padre avverta che "LA COSA" sia stato il suo film migliore, ecco perchè è stata così dura per lui quando il film non è stato ben accolto all'uscita. So per certo che a lui non piace riguardare i suoi film, perchè ogni volta dice che avrebbe fatto qualcosa diversamente.



11. Da quel che abbiamo letto, sin da piccolo hai seguito tuo padre sul set. Qual'è il ricordo più divertente che hai da questa esperienza? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Vorrei poter parlare di alcuni di questi momenti divertenti ma davvero, onestamente, non ho ricordi precisi di quei periodi. Credo che fossi tutto il tempo nelle roulotte a giocare coi videogiochi, perchè era tutto quello che mi interessava quando ero piccolo!

12. Tuo padre, dei registi del panorama moderno dell'horror, ha mai inquadrato un suo degno erede? (domanda di Luca Corsi)
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RISPOSTA: Potrei sbagliarmi ma non credo che mio padre guardi molti film horror moderni, quindi non credo abbia un vero e proprio regista horror moderno preferito.

13. Ok Cody, siamo arrivati alla fine dell'intervista. Nel rigraziarti della tua disponibilità, vuoi lasciare un particolare messaggio alla nostra community italiana che ormai conta più di 5.000 iscritti? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Grazie davvero per le domande, spero che le mie risposte siano almeno un po' interessanti! Mi spiace non ricordare molto del mio periodo sul set da ragazzino per alcuni dei film di mio padre. So che lui è estremamente grato ai suoi fan Italiani per essere così fantastici, e personalmente ho davvero apprezzato molto il tempo trascorso in Italia (ed il cibo!), e spero che saremo in grado di tornare e suonare ancora un giorno!

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