martedì 13 giugno 2017

Sandy King: la moglie di John Carpenter parla del nuovo fumetto Tales Of Science Fiction


Traduzione integrale dell'articolo apparso su popculthq.com a cura di Francesco Abruscato in esclusiva per "Il Seme Della Follia". Buona lettura. 

Sandy King Carpenter ha lavorato nel campo dei film fin dal 70, primariamente come supervisore della sceneggiatura. Ha lavorato su quasi ogni forma di media, includendo TV, film ed animazione, con molti dei grandi nomi nelle grandi produzioni. Mentre lavorava su Starman, nel 1984, incontrò John Carpenter; quattri anni dopo, cominciò a produrre i suoi film.
Nel 1990 si sposarono.

Da allora, ci sono stati diversi progetti sotto la “Storm King Production”, incluse le graphic novels.
Il nuovo progetto è “Tales Of Science Fiction”, di John Carpenter, il cui lancio è fissato per il 26 Luglio.
Si tratta di un serie antologica sci-fi mensile.

Al C2E2 ho avuto l’opportunità di sedere al tavolo con Sandy e lo scrittore James Ninness, per discutere di Storm King e la nuova serie.

POP: Avrete un panel domani...c’è qualcosa che rivelerai riguardo la tua nuova serie? Qualcosa di nuovo, sconosciuto o prossimo che pianificate di rivelare, del quale potete parlarci ora senza far alcuno spoiler?
James Ninnes: E’ una bella domanda.
Sandy King: Certo, ciò che abbiamo in programma è nuovo e diverso, infatti stiamo per presentare la serie antologica di John Carpenter. James Ninnes la scriverà. La sua natura sarà mensile, e sarà un libro composto da più serie.
La prima, quella al lancio, sarà scritta da James. E’ seduta con me (al C2E2) e sarà intitolata “Vault”, e sarà seguita da “Vortex”, di Mike Sizemore, uno scrittore inglese, che sarà a sua volta seguito da una serie di Louise Simonson, a sua volta seguita da una serie di Joe Harris.
Ciò che vogliamo fare con questa serie è mantenere un gran set di storie annue, che, insieme alle miniserie, mantengano alto l’interesse, ciò che mantiene in vita le storie, e non spremere fino allo sfinimento la vita di qualcosa e prolungarla a lungo. Il motivo per cui siamo emozionati è che James comincerà col botto, con un gran bel libro.

Pop: Quante storie ci saranno in ogni gruppo?
James: A luglio ci sarà Vault 1, ad agosto Vault 2, a settembre Vault 3. Vortex comincerebbe ad ottobre, con i numeri 1-8, e poi cominceranno altre storie. Quindi è antologico come brand, come serie, ma ogni numero è composto da una singola storia, sconnessa dalle altre. Quindi saranno di lunghezza diversa, ad esempio la mia sarà lunga 3 numeri, perchè è tutto ciò di cui ho bisogno per raccontare la storia.
Vortex è più lunga poichè necessita di più numeri, e via discorrendo, come Sandy ha detto.
Sandy: oltretutto, ciò che fa da collante per le storie è la loro natura fantascientifica.

Pop (a James): dunque, quali sono le ispirazioni che ti hanno portato alla storia?
James: Sono un grande fan delle storie horror fantascientifiche. Questa specifica ispirazione...beh, è difficile. Perchè se racconto troppo dell’ispirazione, rovino tutto...I miei tre film sci-fi horror preferiti sono Event Horizon, Alien e Sunshine, di Danny Boyle.
Pop: Sunshine, lo sottoscrivo.
James: sì, è molto sottovalutato.
Pop: Wow, non ci avevo pensato per un gran lasso di tempo. Era bello.
James: Sì, questo in particolare si connette con gli altri e ci sarebbero altri film che potrei menzionare, ma, di nuovo, rivelerei troppo, quindi non lo farò.

Pop: Pensate che ci sarà un ritorno del genere horror?
Sandy: L’horror non andrà mai via.
James: Magari il buon horror potrebbe ritornare.
Sandy: beh, credo che quando arrivi allo slasher porn, non si possa neanche più parlare di horror. Credo che ci sia sempre stato un posto (per l’horror), nel cinema. E dall’inizio della scrittura c’è sempre stato l’horror, c’è sempre stato un posto per far esorcizzare alle persone i propri demoni. E così come un rollercoaster esiste per farti avere esperienze vicino alla morte, scrivere, scrivere horror, sarà sempre lì. La qualità varierà in base a cosa le pensone pensano di poter copiare facilmente...l’Horror non è facile. Credo che le buone storie non passino mai di moda.

Pop (a Sandy): Ci sono piani riguardo il trasporre i personaggi della Storm King Comics nel piccolo od il grande schermo?
Sandy: Faremo un annuncio molto presto riguardo le cose che la Storm King farà con gli studios, ma ciò non porterà necessariamente la parte inerenti i fumetti, lì. Non credo che da tutti i fumetti si possa fare un buon film, e non credo che da tutti i film si possano fare buoni fumetti. (faremo film sui fumetti) Se capita qualcosa di appropriato che occupi lo stesso universo (quello dei film), ma non credo tu possa clonare un fumetto per dargli una narrazione filmica...se succede, questo è un colpo di fortuna, possibilmente, ma non facente parte dei piani. Quando facciamo fumetti, facciamo dei gran fumetti. Quando facciamo dei film, li facciamo per essere dei gran film.

Pop (a Sandy): quando ti capita di dover scrivere fumetti o film, tra loro, qual è la più grande differenza?
Sandy: Scrivere fumetti è un’ottima disciplina che credo ogni scrittore di film dovrebbe fare, poichè è un modo per fare economia nella narrazione. Per colpire qualcuno, negli horror, per spaventare qualcuno in 22 pagine, devi essere estremamente preparato. Devi davvero costruire la suspense, e darle sfogo in 22 pagine. Voglio dire, ci saranno delle volte in cui mi siederò, scriverò qualcosa e dirò “WOW, ho davvero fatto un gran lavoro!”, la leggerò il giorno dopo e dirò “Non ho fatto nulla.”. Non puoi avere il lusso di una timeline più lunga. Non hai gli stessi standard. Ed è davvero fantastico poichè devi disciplinarti, in un certo senso. Non è che non sia disciplinato coi film, ma devi davvero pensare ad ogni film in maniera diversa, e ci sono frasi che non puoi usare, come ad esempio “al sorgere del sole”...no, questo è fuori discussione...Ci sono tutti questi tipi di cose che non puoi usare nei film, così devi pensarli in maniera diversa. Sono due discipline diverse.

Pop (a James): cosa apprezzi di più nel lavorare con Sandy e la Storm King, o ti ho appena messo in difficoltà?
James: No, no, copri le orecchie Sandy...Scrivo di cose troppo strane per la gente, ma non per Sandy. Lei è uno dei pochi editor con cui ho lavorato, voglio dire, è molto più di un semplice editor, ma oltre ciò, è una di quelle persone che ti fomenta. Penso di essere andato troppo oltre con qualcosa, ed ecco che lei mi spinge ad andare ancora più a fondo. Fanno seriamente quando ti dicono che vogliono dare ai creator l’abilità di poter raccontare le loro storie, lavorando alla Storm King, lo intendono per davvero. Non vogliono farti cambiare idea o frenarti. Quindi è fantastico lavorare con un publisher che davvero vuole che tu ti spinga in territori tanto strani fin tanto che lo desideri, fin tanto che racconti una storia solida e c’è qualcosa di reale ed autentico riguardo ciò che stai per narrare. Quindi c’è sostanza, ma c’è anche della libertà, che può far bene, alle volte.

Pop (a Sandy): Credi che questa libertà sia nata dalla tua esperienza con la creatività di tuo marito e latua, od è nata prima con gli studios e via dicendo?
Sandy: Beh, il modo in cui lavoriamo è basato sul non lavorare dove siamo soffocati, ma l’idea è che io cerchi tale soffocamento, poichè la mia formazione proviene dall’animazione, e dalla supervisione degli script e quel genere di cose. Cerco solamente di trovare ciò di cui un artista ha bisogno di fare, e vale a dire cercare di vedere se ci sono riusciti nella maniera migliore, e di cercare un buco nel quale credo che forse non si siano impegnati abbastanza. Perchè questo è ciò che faccio col lavoro di mio marito, ed è ciò che lui fa col mio. Quindi l’idea è che ci sia un artista a supportare un altro artista. “E’ questa la direzione che intendevi prendere?” “Dove sono i punti di forza nella storia, e li hai giocati bene?” E credo questo sia ciò che cerchiamo di fare nei nostri film, ed è da qui che nasce il buon editing, è qui che credo subentri una buona produzione. Supportavi la visione? E, da editor, sto supportando la visione di quello scrittore? Quindi non è che te ne stai sempre lì a dire “okay, se cadi sei il solo a farti male”.
James: Una piccola aggiunzione...è anche propedeutico alla storia, vero? Quando ricevo una valutazione su qualcosa da Sandy, non è preoccupata del marketing del libro. Lei è genuinamente interessata alla narrativa, a quella storia. Le sue modifiche, i suoi suggerimenti, i suoi pensieri sono “E’ questo il modo più efficace di raccontare la storia?” non “riusciremo ad interessare la fascia demografica femminile dai 13 ai 18 anni?” Non c’è il solo servire la storia. Ci sono stati editor con cui ho lavorato che si limitavano ad un “non puoi fare questa cosa”, e si levigava, il che può nuocere alla storia.
Sandy: Esatto, a me non importa ciò, m’importa ciò che può essere più efficiente per la storia. “La tua storia ce l’ha fatta?””Abbiamo fatto centro?””Era questo l’obiettivo che tu volevi raggiungere?”. Arrivo a questo, e se mi rispondono con un “sì” a tutto, andiamo avanti con “Dov’è l’arte?””Dove vuoi arrivare?””Qual è la migliore forma d’arte che serve alla storia?”. E dopo cominciamo a tracciare tutto.

Pop: un’ultima domanda per ognuno...
Pop (a Sandy): visto che hai fatto tonnellate di interviste, qual è la domanda che desideri ti facciano riguardo la Storm King ed i fumetti? Ne hai una?
James: questa domanda è al livello di Inception.
(James è Sandy ridono, mentre quest’ultima riflette)
Sandy: duuuuuh.

Pop: So di per certo che con me c’è sempre stata quella domanda, dopo che ho concluso, alla quale penso “Perchè non mi hanno chiesto questa cosa?” o “perchè non ho chiesto questa cosa?”
James (a Sandy): Posso chiedertene una?
Sandy: Certo.
James: Perchè fai fumetti?
Sandy: Perchè faccio fumetti? Credo che il processo di creazione dei film si sia rallentato così tanto adesso, dal momento in cui ti viene l’idea al momento in cui la metti in atto, dunque su un set, e quindi tendi a perdere...non perdi il fuoco della creatività...ma puoi star facilmente seduto sul posto per due anni prima che la produzione inizi. Con i fumetti posso star seduta con James, possiamo sederci, avere un’idea, ed ecco che partiamo, “Wow facciamolo!” e c’è quell’immediatezza che è davvero uno spasso. Quindi puoi avere una narrazione immediata ed un’esperienza creativa da poter sviscerare da qualunque parte si voglia.
Lo so che si tratta di un altro medium , siamo tutti narratori...nella mia compagnia alla base siamo tutti narratori, ed è un medium che è più immediato, dove posso tracciarne le forze e mettere in atto le conosciute durante la mia carriera, e comunque aggiungere qualcosa mentre aspetto che idee più lunghe maturino...quindi è divertente per me, e non metto a rischio nessuno con milioni di dollari fuori da qualche parte. La cosa peggiore che possa accadere è che tutto mi esploda in faccia...povera me... un libro. Oh beh, a qualcuno non piace, che tragedia!
Possiamo starcene seduti, come lo siamo adesso ed avere un’idea per un libro. Mi aspetto pienamente che per l’anno successivo quel libro sia sugli scaffali. Ed è qui il divertimento. C’è un immediatezza che è palpabile e poi puoi avere tra le mani il libro a cui avevi pensato in un nonnulla.

Pop (a James): la mia domanda sarà simile: cosa ti ha iniziato al mondo dei fumetti?
James: non ci sono soldi nelle piccole storie. Onestamente, ho studiato l’arte dello scrivere creativamente e pensavo di poter pubblicare piccole storie fuori dal college, posto nel quale non ci sono soldi. E’ venuto fuori che non ci sono molti soldi neanche nei fumetti.
Sandy: non sapevo che ce ne fossero proprio.
James: Sì...quindi ero stato preso in giro due volte, ma questo è stato ciò che mi ha fatto cominciare. Pubblicavo storie brevi su giornali e cose del genere, ed un mio amico...non nel mondo dei fumetti affatto...questo era appena dopo il college o la fine del college...un mio amico che era nel mondo dei fumetti mi diede 100 Bullets, Preacher, Sandman, Planetary ed alcuni altri. Davvero fui rapito da quel mondo, e mi convinse che ogni numero era nient’altro che una piccola storia, e che combinate formassero un qualcosa di più grande.

Pop (a James): è diventato il tuo pusher di crack.
James: Lo fece per davvero. E quindi mi innamorai, e comincia a consumare libri. Ero nel circuito da anni, e lui mi dava solo il top...la roba migliore, sulla quale io poi lavoravo, e quest’è tutto...volevo far parte di ciò...I fumetti sono una maniera fantastica di raccontare storie brevi e costruirci qualcosa di più grande, come mattoni coi quali costruire le proprie mitologie e narrative.

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