martedì 6 settembre 2016

Tony Moran: «quando Halloween usci', non pensavo che potesse durare più di 3 settimane nei cinema»

Traduzione integrale che Tony Moran ha rilasciato al portale mangledmatters.wordpress.com a cura di Micol Basone in esclusiva per il portale "Il Seme Della Follia". Buona Lettura. 


La Faccia Dietro la Maschera: un’intervista con Tony Moran

Da piccolo Michael Myers mi spaventava più di ogni altro cattivo horror esistente. Potevi svegliarti per sfuggire a Freddy. Potevi correre più veloce di Jason. Ma non importa cosa facessi o come cercassi di difenderti, non potevi sfuggire all’uomo nero.
Una delle interviste che ho sempre desiderato fare è quella all’uomo dietro la maschera e procedendo con le mie ricerche, ho scoperto che in realtà sono stati tre gli uomini ad indossare l’iconica maschera di William Shatner nel film originale. Recentemente, ho avuto l’occasione di parlare con Tony Moran, letteralmente il viso di Michael Myers.

È stato pagato 250$ per il suo ruolo in uno dei film più iconici film horror di tutti i tempi. In qualità di membro del cast del grande successo del 1978 Halloween, penserete che Tony abbia fatto carriera nel genere. Ma come nel caso di Gunnar Hansen, che si è allontanato dalla scena horror per un po’ di tempo dopo aver impersonato l’originale Leatherface, Moran non ha avuto problemi a scendere a patti con il fatto che sarebbe sempre strato associato alla maschera che aveva indossato, piuttosto che al suo vero volto.
Dopo Halloween, Tony Moran ha deciso di fare quello che avrebbe fatto ogni attore con del buon senso: intraprendere una carriera da broker di mutui e sparire dalla faccia della terra per qualche decennio.
Nonostante tutto, però, è tornato grazie alle convention horror e al rinnovato amore del pubblico per la scena del cinema indipendente. È stato un vero onore parlare con l’uomo che ha dato un volto all’uomo nero.

MANGLED MATTERS: Il film è stato girato in un lasso di tempo assurdamente ridotto, 21 giorni. Sei stato sul set dall’inizio alla fine? 
TONY MORAN: Mi chiamavano semplicemente quando serviva. Capisci, avendo così poco tempo per girare, voglio dire Donald Pleasance è stato presente solo cinque o sette giorni, perciò abbiamo fatto incredibilmente in fretta. Jamie Lee è stata la persona ad aver lavorato di più, naturalmente, ma anche il suo non è stato il tipico orario da star di un film. Perciò è stato un film unico anche da quel punto di vista. 

Pensare che si possa creare probabilmente il migliore film horror di tutti i tempi in 3 settimane è incredibile. 
Sì, è fantastico. 

In passato hai dichiarato che non ti aspettavi che questo film andasse oltre qualche settimana nei drive-in inizialmente. Quando hai realizzato che stavi facendo parte di qualcosa di grande con Halloween? 
Mentre stavamo girando, devi immaginare che un film horror del 1978 intitolato Halloween era quanto di più scontato potessi sentire! Introdurre una maschera, cosa che non era mai stata realmente fatta, lo era ancora di più. Pensavo che qualche settimana nei drive-in fosse il massimo. Ma quello che è successo, poi, è stato che il film veniva proiettato in alcuni piccoli cinema in tutto il paese e c’era un famoso critico cinematografico in TV, Rex Reed, che aveva avuto occasione di vederlo e gli diede il pollice in su, per intenderci, e fu così che decollò. 
All’epoca, senza Netflix o cose del genere, l’unica maniera di vedere i film era al cinema prima che venisse pubblicato in VHS o altro, perciò se un film diventava popolare e andava bene, poteva rimanere nei cinema per un anno, un anno e mezzo. Perciò dopo cinque o sei mesi nei cinema, ho iniziato a capire che c’era qualcosa e ho finalmente visto il film. 

Oh, wow! Non avevi visto il film fino ad allora? 
No (ride), sono stato invitato ad andare allo screening per il cast e la troupe ma l’ho presa come uno scherzo, perché pensavo che il film fosse così ridicolo che ho buttato l’invito! (ride) 
Ero imbarazzato inizialmente. Non avevo nemmeno detto al mio laboratorio di recitazione che avevo partecipato al film all’epoca. Non l’ho neanche detto alla mia famiglia o ai miei amici! È davvero fantastico! 

Come sei arrivato a far parte del film? 
Ero al verde e avevo bisogno di soldi. Non fraintendetemi, ma inizialmente ho rifiutato perché mi sembrava troppo ridicolo. Anche quando mi hanno detto che Jamie Lee avrebbe partecipato, ho risposto “e con ciò? Non me ne frega un cazzo, non lo faccio comunque!” (ride) 
Ma dopo mi hanno comunicato che Donald Pleasance avrebbe partecipato e sono rimasto completamente senza parole. Ero un suo grande fan. Ho detto al direttore del casting che non c’era modo in cui lui avrebbe partecipato e lei mi disse “Tony, te lo giuro su Dio, ha già firmato. Partecipa al film.” 
È stato questo a convincermi ad andare, e quando partecipai al colloquio tutto ciò che mi dissero era che avrei recitato la parte di uno psicopatico. Quando parlai con Irwin Yablans e John Carpenter, chiacchierammo semplicemente per circa 10 minuti. Non dissero molto sul film in sé, e non ho saputo che avrei dovuto indossare una maschera se non dopo aver firmato il contratto e essermi presentato sul set. 

Com’è stata la prima sera sul set? 
La ragazza portò le tute da lavoro, gli stivali, una maschera e un barattolo di Vaselina. Mi disse che la Vaselina era per i capelli, in modo che la maschera scivolasse bene sulla testa e io le dissi “fantastico”. (ride). Mi disse “ascolta, non preoccuparti. C’è una scena in cui strangoli Jamie e lei strappa via la maschera e la vedi in faccia!” e risposi “ah beh, chissenefrega” (ride) 


Hai conservato nulla dal set del film? 
No, sai, alcuni hanno conservato i copioni, ma io non ho tenuto neanche quello. Non avevo battute! A che cazzo mi serviva un copione? (ride) 

Hai abbandonato il mondo del cinema per intraprendere una carriera da broker di mutui. Quanto spesso ti è capitato di essere riconosciuto per il tuo lavoro cinematografico e televisivo, come Una Famiglia Americana e CHiPs? 
Nessuno mi ha mai riconosciuto per Halloween, ma avevo lavorato parecchio in alcune serie TV, quindi venivo riconosciuto abbastanza per quello. Ma mai per Halloween, il che è bellissiimo, perché mi piace non essere riconosciuto. La gente mi dice ancora “Hai un viso familiare” e io dico solo “no, no”…mi piace essere l’uomo dietro la maschera e mi piace quando la gente finalmente realizza che ero io a indossare la maschera. 

Dopo 27 anni lontano dall’industria, cosa ti ha riportato al genere horror? 
Sono stato rintracciato da un ragazzo che mi stava cercando da 10 anni. Sono sparito dalla circolazione e non ho avuto molti contatti, perché era alquanto impossibile trovarmi (ride). 
Questo ragazzo ha avuto occasione di andare ad una festa in cui era presente un mio amico e lo ha sentito parlare di me, perciò ci siamo messi in contatto, ha realizzato un’intervista con me per la sua rivista e ha iniziato a raccontarmi della scena delle convention horror. Perciò mi sono avvicinato a questo mondo ed è fantastico e così sono tornato a partecipare ai film. Film indipendenti, però. Niente roba di Hollywood. 

Sei anche diventato produttore. 
E’ stato divertente essere un produttore. Per Beg sono riuscito a coinvolgere anche Tony Todd, PJ Soles e Michael Berryman, perciò è stato divertente. Interessante. 

Halloween è il mio film horror preferito di sempre. Quali sono alcuni dei tuoi film horror preferiti? 
L’Esorcista, Psycho e Shining mi sono piaciuti molto. Non ho un genere preferito o nulla di simile. Mi piacciono semplicemente i bei film. Mi piacciono anche i film di mafia. Li adoro. 

Quali sono state le tue esperienze nelle convention horror? 
Si tratta dei migliori fan del mondo, nessuno escluso. I fan dell’horror sono i migliori in assoluto. Mi sento come se fossi uno di loro, stiamo insieme, ci capiamo e sono le persone più gentili del mondo in questo tipo di show. Mi diverto molto e apprezzo molto le loro parole e il supporto che mi hanno dato fin ad oggi. 

A quali convention horror potranno vederti i fan nei prossimi mesi? 
Sarò al Monster Mania il primo weekend di ottobre nel Maryland e parteciperò anche a Days of The Dead: Chicago e Days of The Dead: Atlanta. 

A cosa stai lavorando attualmente? 
Qualche settimana fa, ho lavorato su un video musicale. È stata la prima volta. L’abbiamo girato in un istituto correttivo per donne anziane in East LA, perciò è stato figo (ride).
Mi tagliano la gola nel video, ma è un video degli Slayer, cos’altro potresti aspettarti? (ride) E’ stato fantastico incontrare la band e lavorare con loro. Molto divertente.
Lavorerò anche a un film che è dovrà iniziare le riprese questo mese e c’è sempre qualcosa di nuovo in questo periodo dell’anno, quindi staremo a vedere.

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