domenica 8 maggio 2016

Essi Vivono: 10 cose che non potresti sapere sul cult di John Carpenter

Di seguito vi riportiamo la traduzione integrale dell'articolo apparso sul sito io9.gizmodo.com a cura di Micol Basone e in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia". Buona lettura. 


Il film "Essi Vivono" (1988) di John Carpenter è ambientato in una versione distopica di Los Angeles, in cui gli alieni controllano segretamente ogni aspetto della vita umana.
Il protagonista è wrestler professionista (Roddy Piper, scomparso l'anno scorso) e contiene una delle scene di lotta più epiche di sempre. Naturalmente, è un classico. 
Ma sapevate che...

01. Prima di incontrarsi, Carpenter era un fan di Piper, ma Piper non aveva mai sentito parlare del regista, nonostante la sua filmografia all'epoca includesse già opere di alto profilo come Halloween, Fuga da New York, La Cosa e Grosso Guaio a Chinatown. Carpenter incontrò per la prima volta Piper al Wrestlemania III del 1987, lontano da Hollywood, al Pontiac Silverdome in Michigan. Secondo quanti dichiarato in un'intervista del 2012 a The Nerdist: «Sono andato come fan del wrestling. Il suo manager dell'epoca, David Wolfe, mi fermò e mi chiese "Vuoi incontrare Roddy e pensare a questo film?" Ho risposto "certo". Così l'ho incontrato, ed era davvero un bravo ragazzo. Ci siamo trovati subito bene, sai, sono un fan del wrestling fin da bambino, perciò avevamo molto di cui parlare, e Roddy stava cercando di tirarsi fuori dal wrestling per intraprendere la recitazione. Perciò ho accettato di incontrarlo, è stato simpatico e abbiamo iniziato da lì.»
Ma Piper  - anche lui coinvolto nel wrestling fin da bambino – in realtà, non aveva idea di chi fosse il suo interlocutore: «Non avevo mai sentito parlare di lui, mancanza mia, sai?... perciò ci siamo seduti, e cerco di non fare troppo lo spiritoso, ma andò più o meno così – "Puoi passarmi il burro? Vuoi un panino? Certo. Vuoi comparire nel mio prossimo film? Certo. Posso avere dell'altro champagne? Certo.". Non è andata molto diversamente.»

02. La più grande scena di lotta nella storia del cinema dura 5 minuti e 20 secondi. Ci sono voluti 3 giorni per filmarla, e un mese e mezzo di prove nel retro dell'ufficio di Carpenter in San Fernando Valley. Secondo le interviste contenute nel Blu-ray di Essi Vivono, Carpenter prese ispirazione da una rissa altrettanto memorabile in Un Uomo Tranquillo (1952) di John Ford, in cui John Wayne recita la parte di un pugile in pensione.
Secondo Piper, in un'intervista del 2013, comunque, c'era una differenza fondamentale tra le lotte in Un Uomo Tranquillo e Essi Vivono: «[quella di Un Uomo Tranquillo] è una scena di lotta tra nemici. John voleva girare la scena di lotta più lunga della storia del cinema tra due amici. È stato questo a renderla non solo più difficile, ma doveva anche rispettare lo sviluppo del copione. E quando succede che gli tiro un due per quattro e lo manco colpendo una finestra, realizzo che per poco non ho ferito a morte il mio amico. E lui si infuria, prende una bottiglia di vino e mi corre dietro, ma finisce per tagliarsi la mano. E questo mi fa ridere e lo fa infuriare ancora di più, e poi si arrende e andiamo alla macchina. Quindi, queste parti erano molto importanti perchè mostravano, anche durante la lotta, che ognuno dei due uomini teneva all'altro.»
Inoltre, ovviamente, quando hai qualcuno con la presenza fisica di Piper come protagonista, è abbastanza stupido non inserire uno scazzottamento. Jeff Imada, coordinatore stunt per Carpenter di lunga data, ricorda che Carpenter aveva richiesto che venissero incorporate "tre specifiche mosse di wrestling" nella coreografia (Imada non specifica quali, ma i fan della WWE possono trarre le proprie conclusioni). Imada dice anche che Piper e il co-protagonista Keith David – che aveva in precedenza recitato in La Cosa – lavorarono molto bene insieme. Piper con il suo background di wrestler professionista, imparò a rendere le proprie mosse meno teatrali, mentre David, che aveva praticato un po' di boxe ed era un ballerino, imparò a rendere le proprie mosse più teatrali. (In tutte le scene tagliate dalle riprese, i due attori sorridono come se stessero facendo la cosa più divertente del mondo, il che è assolutamente vero).
Quando gli fu chiesto se avesse mai immaginato di rendere l'iconica lotta più corta di  quanto sia, Carpenter ha solo due parole per l'intervistatore del Blu-ray «No, cazzo!».
Come la maggior parte di Essi Vivono, la lotta è stata filmata in loco in centro a Los Angeles. L'esatta collocaione del vialetto è Mercury Court, tra la W 7Th e la W 6th Street e Hill e Olive Street: come suggeriscono le molte fotografie di questo blog, la location è oggi sudicia come era nel 1988. Niente fa intuire la sua importanza cinematografica, a meno che non andiate lì apposta.
Anni dopo, naturalmente, la lotta è stata ripresa in un memorabile episodio di South Park.

03. Il coordinatore stunt Imada ha recitato la parte di quasi ogni alieno del film. Nonostante la produzione avesse assunto un attore e un'attrice per impersonare gli alieni, Carpenter preferì avere Imada come suo demone di riferimento.

04.  La famosa battuta "sono qui per  masticare chewing gum e dare calci in culo...e ho finito i chewing gum" è stata un'invenzione di Piper. Carpenter dice che l'aveva tirata fuori da un libro di battute di una riga sola che teneva sempre con sé quando doveva fare interviste per presentare un match di wrestling. Piper ricorda che sia successo ancora più al volo: «era uno di quei «Roddy, hai dei proiettili, hai un fucile, hai gli occhialida sole, entri in una banca, non farai una rapina, dì qualcosa...AZIONE!" Ho finito i chewing gum. Pranzo! È andata così, niente di più. So che è pazzesco.»


05. Carpenter ha improvvisato da solo la colonna sonora blues per Essi Vivono con l'assistenza del collaboratore abituale Alan Howarth, che descrive nel Blu-ray di Essi Vivono come insostituibile nell'avere «tutta la tecnologia a disposizione» e tutti gli strumenti pronti da un momento all'altro. L'intervento di Howarth fece sì che Carpenter potesse semplicemente entrare in studio e comporre. Il ritmo della colonna sonora prende il via dal passo della camminata di Piper attraverso Los Angeles nei titoli di testa.
Howarth ha anche utilizzato un registrazione rallentata della voce di Carpenter che ordina "Dormi" – un messaggio audio subliminale che Piper ascolta nei primi momenti in cui indossa gli occhiali da sole rivelatori.

06. Essi Vivono è un film a budget relativamente basso (circa 4 milioni di dollari, secondo quanto dichiarato da Carpenter nel commento del Blu-ray), e parte delle attrezzature sceniche è stata riciclata. Gli occhiali da sole sono stati riutilizzati da Grosso Guaio a Chinatown e appare anche il Rilevatore di Energia Psicocinetica di Ghostbusters.

07. La scena più costosa del film è stata quella del supermercato, semplicemente perchè non è stato possibile girarla in loco. Secondo quanto dichiara Carpenter nel Blu-ray. Si è dovuto ricostruire il supermercato per ospitare tutte le piccole etichette rivelatrici presenti ovunque in ogni scena.

08. Molti dei manifesti subliminali erano in realtà dipinti opachi, invece di filmare un normale manifesto seguito dalla versione in bianco e nero con il suo "vero" messaggio nascosto. Il primo manifesto che il personaggio di Piper, Nada, vede è in realtà dipinto in entrambe le versioni.

09. In Europa il film fu pubblicato con il titolo Invasion Los Angeles.

10. Frank Armitage, inserito nei credits come lo sceneggiatore di Essi Vivono è in realtà uno pseudonimo di Carpenter. È un omaggio alla creazione di H. P. Lovecraft, Henry Armitage. Carpenter farà un ulteriore tributo allo scrittore col film Il Seme della Follia. ("Frank Armitage" è anche il nome del personaggio di David nel film). Perchè lo pseudonimo? Nel 2012 il regista ha spiegato a Entertainment Weekly: «è stata una reazione al vedere il mio nome dappertutto nei film. Credo che il punto massimo sia stato Christine. Sembrava Christine di John Carpenter diretto da John Carpenter, musiche di John Carpenter...che egoista!»
L'idea per la sceneggiatura, come ben si sa, venne da una versione a fumetti di metà anni '80 del racconto del 1968 "Alle otto del mattino" di Ray Nelson. Gli elementi politici – la reazione contro l'amministrazione Reagan e la cultura yuppie – furono aggiunte di Carpenter. Nel 2013 ha dichiarato a  LA Times: «Mi piaceva che mostrasse il dito medio a Reagan quando nessuno aveva il coraggio di farlo».

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