mercoledì 16 marzo 2016

John Carpenter: «fare film oggi è molto stressante, ed io sono molto vecchio. Ma forse ne farò ancora»


Recentemente intervistato dal portale entertainment.ieJohn Carpenter non chiarisce del tutto il suo futuro nel mondo cinematografico. A precisa domanda se farà altri film, il 68enne regista ha risposto: «Forse si, forse no. Anche se non è una bella risposta da dare, posso dire che ci sono dei progetti che vorrei realizzare. Se poi il budget è alto bene, se non lo è, bene lo stesso. Non mi interessa questo. Sono ancora interessato al cinema, ma sono anche molto vecchio. Lo stress nel fare film è molto aggressivo, ed ho lavorato in questo mondo come un minatore per oltre 30 anni»

Alla domanda se l'essere visto come un regista di genere l'abbia danneggiato, Carpenter a sorpresa risponde: «No, per niente. Con l'etichettatura mi ci sono costruito una carriera, quando si ottiene successo con un genere, si ha subito la possibilità di ottenere successo e c'è la possibilità di fare altri film. Mi sarebbe piaciuto ricevere materiale più vario, ma sono assolutamente felice della carriera che ho avuto. E mi sarebbe piaciuto girare più film western»

A proposito del genere western, l'intervistatore chiede se ha visto i recenti The Hateful Eight e Bone Tomahawk, che vedono ambedue nel cast Kurt Russell, suo grande amico e in passato collaboratore di lungo corso. «Non ho visto l'ultimo di Tarantino, cosi come l'altro film. Ho sentito dire a molte persone dell'associazione del film di Quentin alle mie opere, ma devo ancora vederlo. Però di recente ho visto Deadwood, che ho apprezzato. Sono ancora molto amico di Kurt Russell, adesso siamo ambedue vecchi. Sono contento della sua collaborazione con Tarantino, so che vanno molto d'accordo.»

Il regista poi prosegue dicendo che il film che ha apprezzato più della scorsa stagione è stato The Revenant, definito «molto ben diretto» e che non ha alcune problema nel vedere realizzati i remake dei suoi film «ci prendo i soldi, e non ci vedo niente di male. Io non ho niente in contrario contro chi dirige questi film, se ci traggono profitto ben per loro, in questo paese non c'è una legge che vieta di fare soldi sulla creatività altrui». 
Su Netflix ed i servizi di streaming cinematografico, si dice perplesso «oggi è tutto digitalizzato, nessuno si preoccupa più delle cose girate in 35mm! Non è che sia un male, ma è la fine di un'era, ed io mi sono arreso. Preferisco guardare il basket», ed in merito alla sua nuova carriera musicale, si definisce «un pessimo musicista, ma oggi la gente è appassionata alla musica synthwave»

L'intervista - dopo aver palesato nuovamente i suoi dubbi sul futuro remake di Fuga Da New York (non sapendo ancora però niente sulla realizzazione) - termina con una domanda sulla situazione politica americana: «Oh mio Dio, ho molta paura di quello che potrà succedere. C'è troppa rabbia in America in questo momento. Credi sia possibile eleggere un fascista come nuovo presidente degli Stati Uniti? Io ci penso spesso, ma non ci voglio credere. Anche se sarà possibile».

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