venerdì 18 settembre 2015

RECENSIONI CARPENTERIANE: The Thing

Titolo in italiano: La Cosa
Anno: 1982
Durata: 109 min. circa 
Casa di distribuzione: Universal Pictures 
Attori principali: Kurt Russell, Keith David, Wilford Brimley, Donald Moffat, T.K. Carter, Richard Masur 
Pagina Wikipedia: La Cosa 



Recensione a cura di: Alberto Maria


Odi et amo - Storia di un (in)successo planetario.
La Cosa di John Carpenter

Un passaparola negativo, all'epoca, troppo spietato, perpetrato da critica e pubblico che viaggiavano a braccetto, insieme a un'alieno buono e rassicurante, contro l'ardita, brutale metafora carpenteriana, marchiando a fuoco un autore con l'aberrante appellativo di "pornografo della violenza". Il resto è storia.

Una tra le più grandi e indissolubili virtù di John Carpenter è stata quella di amare il pubblico ma senza tradire, mai, se stesso. Eppure quel pubblico, costituito da spettatori sognanti, gli voltò le spalle più di una volta."Ognuno è figlio del suo tempo" è questa la frase che si dice in certe occasioni, ma a John Carpenter gli è sempre andata stretta! Un tempo, o meglio, un’epoca, la sua, che non ha saputo (voluto) cogliere il suo essere avanti, il suo essere rivoluzionario e anarchico come pochi altri nella storia della settima arte. Un culto vivente, che nasconde in maniera non troppo velata percorsi e vocazioni molto alte. Soffocato dall’ostracismo delle major hollywoodiane e dai produttori, che oggi, a distanza di trent’anni saccheggiano (in)consapevolmente la sua filmografia. Nonostante ciò è riuscito a mimetizzarsi magistralmente in questo contesto; come la sua Cosa, ri-percorrendo il genere, ma al tempo stesso, distaccandosi, seguendo la sua strada, raccontando le sue storie. Parlando di artigianato, nell’epoca della nuova estetica digitale, riuscendo ad essere sempre originale. Un’eresia. Ma è proprio questa eresia che lo rende così peculiare e affascinante. Una visione pessimista e nichilista sulla società e sull'uomo, sempre "preda" del male che lo sovrasta e che non riesce in nessun modo a combattere.

Ad oggi, The Thing è considerato il suo miglior film, ma nel 1982 (anno della sua uscita) fu un autentico "shock" cinematografico, apocalittico che più non si potrebbe, fu un vero disastro al botteghino che andò ad offuscare quella luce che fino ad allora aveva brillato. Del resto, quando nello stesso anno, fa il suo ingresso al cinema quel piccolo alieno spielberghiano, rassicurante e tenero, un cucciolo interstellare che nulla ha a che spartire con il mostruoso e malvagio essere di Carpenter, c’è poco da fare! Fu impensabile che un film che frantumava ogni ottimismo potesse risultare appetibile agli spettatori di allora. Inoltre i gusti del pubblico riguardo il genere fantascientifico agli inizi degli anni ottanta, si stavano pian piano modificando e l’archetipo dell’alieno malvagio cedeva il posto definitivamente ad un’immagine ottimista tra umani ed extraterrestri.

Molto più claustrofobico di "Alien", raccapricciante come "L’Esorcista" l’opera di Carpenter doveva risultare un successo planetario, ed invece fu uno dei più gravi flop del regista che quasi fece fare banca rotta alla Universal. Infatti, dopo La Cosa, nessuno voleva più scritturare il regista per un film. Il suo nome era finito nella lista nera di Hollywood, perché il flop era stato troppo grande. Ma c’è dell’altro. Oltre l’aspetto cinematografico ne esiste uno sociale. Proprio agli inizi degli anni 80 iniziò a diffondersi l’Aids. Voi direte cosa c’entra? Eppure fu determinante per decretare il fallimento commerciale della pellicola. L’ignoranza nei confronti di essa e l’inconsapevolezza delle modalità di contagio alimentarono una terribile psicosi di massa in tutto il pianeta. L’opera del Nostro rappresentò più di una metafora, una vera e propria realtà, troppo pesante da tollerare. Dunque un regista controcorrente e coraggioso che ha esplorato il genere. Ed è stata proprio l’esplorazione della violenza come fondamento per sopravvivere, sui quali è costruito il suo (nostro) mondo, l’esplorazione del lato oscuro del mondo, nel solco di altri grandi come Poe e Lovecraft e l’esplorazione che ha condotto Carpenter a sondare l’essenza del male, come archetipo, lo hanno fatto entrare di diritto nel mito. E (come spesso accade) il nome di John Carpenter è stato finalmente riabilitato.

Grazie a vari passaggi televisivi, festival, rassegne, cineclub e vhs, è stato riconosciuto il grandissimo valore di "The Thing" e il posto che gli spetta nella cinematografia di genere fantastico di ogni tempo, capace di influenzare l’immaginario collettivo per almeno tre generazioni. Insomma il suo Cinema, la sua filosofia, potrebbero benissimo essere racchiuse in questa poche e significative parole:

"Dinnanzi a me non fuor cose create se non etterne, ed io etterno duro. Lasciate ogni speranza voi ch’ entrate."

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