domenica 17 maggio 2015

John Carpenter: «mi piace molto la musica di Taylor Swift. Darckchylde non è l'unico progetto in lavorazione. Lost Themes potrebbe avere un seguito»

Traduzione integrale dell'intervista di John Carpenter rilasciata al sito movieinfocus.com tradotta integralmente da Micol Basone in esclusiva per il portale "Il Seme Della Follia". Buona lettura. 


Intervista: John Carpenter parla di musica, film e Hollywood
John Carpenter è uno dei registi più importanti degli  ultimi 50 anni. Ha iniziato la sua carriera con Dark Star, prima di creare il classico cult Distretto 13. Ha poi raggiunto l’apice della sua carriera con Halloween, un film horror che trascendeva le sue limitazioni esplorativee divenne un improbabile blockbuster. Il film ha lanciato la mania degli slasher anni ’80, ma c’è di più nei film di Caprenter rispetto ai soli spaventi – c’è un lavoro artistico nella tensione magnificamente creata del film e nelle visioni anamorfiche ben composte. Carpenter ha poi realizzato molti film iconici con Kurt Russell (Elvis, Fuga da New York, La Cosa, Grosso Guaio a Chinatown e Fuga da Los Angeles), così come una varietà di altri impressionanti film di altri generi come Il Signore del Male, The Fog e Il Seme della Follia (insieme a molti altri). La regia è finita in secondo piano nell’ultima decina d’anni, dato che Carpenter si è concentrato sul comporre musica e creare fumetti.
Movies In Focus ha parlato con John Carpenter riguardo al suo recente album Lost Themes, il cambiamento di Hollywood e della probabilità che torni dietro la macchina da presa.

MIF: Come è stato creato Lost Themes?
JC: Circa tre anni fa io e mio figlio ci riunivamo e giocavamo ai videogiochi per 2 ore, per poi spostarci al piano di sotto con il mio Logic Pro a improvvisare musica per altre 2 ore.E dopo un po’ di tempo avevamo accumulato musica per 50 minuti. Dopo, mio filgio è andato in Giappone a insegnare. Non ci pensavo quasi più alla musica. Quando ho assunto il nuovo avvocato musicale, mi ha chiesto “hai qualcosa di nuovo?”. Perciò le ho mandato la musica che avevamo creato io e Cody – e circa due o tre mesi dopo avevo un contratto.

Hai preso il tuo amore per la musica da tuo padre. Cosa altro ti ha trasmesso riguardo alla musica?
Lui ha dedicato la sua vita alla musica e voleva farmene dono. Ha iniziato cercando di insegnarmi a suonare il violino, ma non avevo talento. Sono passato alle tastiere e alla chitarra, e penso sia felice di come è andata la mia carriera e la mia vita.

Tu e tuo figlio avete gli stessi gusti musicali?
Oh sì. Crescendo sono diventati gli stessi.

Che musica ascolti?
Ultimamente? Tutti i generi. rock n'roll, pop.

Chi si trova sul CD o lettore MP3 di John Carpenter?
Oddio, mi piacciono un sacco di persone. Taylor Swift. Mi piace molta della sua musica.

Non avrei mai immaginato che fossi un fan di Taylor Swift
Beh...ecco lo sono.

So che sei un grande fan dei Beatles – qual è il tuo album preferito?
Probabilmente Help. Ci sono  ‘You’ve got to hide your love away’ e  ‘Lose that girl’.

Raccontami del concept dietro a Lost Themes?
L’album è una colonna sonora. Non ci sono film per cui ho creato questa colonna sonora. È per il film nella vostra mente. Il titolo ‘Lost Themes’ è stato creato dalla casa di registrazione. Se potete, sedetvi semplicemente e lasciate andare la vostra mente, immaginando il film nella vostra mente. Questa è la colonna sonora di quel film. Vi trasformerà. Durante la mia carriera ho montato film e ne ho improvvisato la musica. Viene istintivo ed è questa la gioia nel fare questo album. È tutto istintivo. Non è ragionato.

Le persone possono riflettere troppo sulla musica?
Non necessariamente. Ci sono molti approcci. Questo è il mio.

È strano che un regista componga musica. Com’è iniziato?
È stata una necessità. Quando giri film a budget ridotto o film studenteschi -  non hai i soldi per pagare un compositore. Perciò l’ho fatto io. Sono economico e sono veloce!

Come ha contribuito tuo figlio Cody all’album?
Lui è un musicista completo, molto più di me. Suona le tastiere, le batterie – tutto. Perciò ha suonato tutte le parti difficili.

C’è qualcuna delle tue colonne sonore di cui sei più fiero?
Non so. Sono molto diverse. È impossbile per me scegliere una di cui vado più fiero. Hanno tutte differenti funzioni. Sono contento del lavoro che ho fatto.

Ci sono così tante grandi colonne sonore – Halloween, Distretto 13. Sono un grande fan di Grosso Guaio a Chinatown. Trasmetti molto del misticismo di quel film nella colonna sonora.
Beh, grazie. Mi piace molto quella colonna sonora. Grazie. Sei molto gentile.

Ho notato che molti film moderni scimmiottano il tuo stile – l’hai notato anche tu?
Non l’ho notato, ma me lo dicono in molti. A quali film pensi?

Hai visto Drive?
No.

Ha una colonna sonora molto synth anni ‘80. Ricorda i tuoi lavori. Cold In July. Un horror inglese intitolato Let Us Prey. Pensi di fare un nuovo album – un Lost Themes Volume 2?
Potrebbe darsi. Non si sa. Non si sa mai a questo mondo. Mai dire mai, ecco cosa ho imparato. Penso sarebbe divertente. Mi piace molto.

Alcune persone pubblicano album e poi vanno in tour. È una cosa che ti picerebbe fare – magari nei club?
Per abbastanza soldi, sicuro. Ma non si può suonare questo genere di cose in un club. È troppo dispendioso.

Hai lavorato anche a molti fumetti ultimamente. Cosa ti piace dei fumetti?
Sono cresciuto con i fumetti – e sono una forma d’arte differente. Ho molti amici che lavorano nei fumetti e mi piace.

Sei un fan di qualche titolo attuale?
Sto leggendo un fumetto intitolato Haunted, che mi piace molto.

Disegni o sei solo il cervello dietro al fumetto?
No, no, no, no,no. Mia moglie è il cervello dietro a tutto questo. Io me ne sto seduto e guardo il basket in TV.

E butti lì qualche idea di tanto in tanto?
Proprio così, esatto.

Sei arrivato in TV con Masters of Horror. È una cosa che ti potrebbe interessare?
Certo, mi piacerebbe lavorare per la TV. È bello scrivere per la televisione.

Hai anche Darkchylde….
Abbiamo diversi progetti in sviluppo. Vedremo. Bisogna ottenere i soldi per portarli avanti, perciò…il processo è diverso al giorno d’oggi.

Non hai fatto molti film negli ultimi anni. Sei contento di rilassarti e giocare ai videogiochi e suonare musica?
Ora lo sono – sicuramente. Circa 10 anni fa mi sono detto “devo prendermi una pausa”. Stavo esaurendo. Mi  annoiavo. Da 42 anni. Non riuscivo più a reggere il passo. Era troppo. Se non mi fossi fermato…

Hai passato un periodo in cui facevi un film all’anno…
A volte anche due all’anno! Specialmente agli inizi. Era un ritmo senza sosta. È difficile. Non è semplice. Il processo di realizzazione di un film è molto intenso. Molto stressante.

Com’è cambiata Hollywood nell’ultima decina di anni?
È cambiata molto. Grandi compagnie. Quando sono entrato in questo mondo, c’erano ancora direttori di studios a cui piacevano i film. Ora non è più così.

Guardano solo i numeri…
Vero. Molto spesso è parte dell’affare. Il modo in cui vengono fatti i film al giorno d’oggi è incredibilmente differente rispetto al passato. Ci sono queste grandi compagnie a cui non importa dei film. Che sono la cosa più importante. Sono parte di una cosa più grande. Peccato.

Pensi che tornerai mai dietro la macchina da presa?
Forse. Se trovo qualcosa che davvero mi piaccia e che qualcuno voglia realizzare.

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