lunedì 12 gennaio 2015

John Carpenter: «se non avessi fatto il regista sarei diventato probabilmente un musicista o un insegnante. Dopo Lost Themes sto lavorando ad un disco dark blues»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto da Micol Basone in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al sito web grantland.com. Buona lettura. 

Intervista: John Carpenter vuole ancora spaccare, suona sintetizzatori e masticare chewing gum (e ha finito i chewing gum).
John Carpenter è da annoverare tra i migliori registi di genere di tutti i tempi. Il suo percorso dalla metà degli anni '70 fino agli anni '80 – inclusi Dark Star, Distretto 13, Halloween, Elvis, The Fog, Fuga da New York, La Cosa, Starman, Grosso Guaio a Chinatown, Il Signore del Male ed Essi Vivono – è praticamente senza pari per quanto riguarda l'influenza, la solidità e in generale la bellezza. Se siete abbastanza fortunati da trovare un film di John Carpenter del suo periodo d'oro in tv, vedrete che reggono ancora alla grande. (Persino i film  realizzati dopo l'apice, come Vampires e Fuga da Los Angeles hanno ancora i loro perchè). A più di 40 anni dal suo primo film, l'eredità di Carpenter è imbattibile come Michael Myers.


Come regista Carpenter è stato diretto e senza pretese. I suoi film avevano praticamente lo 0% di massa grassa, anche se non è mai stato avaro con i personaggi memorabili o i dialoghi da citazione. Venendo dal mondo del cinema indipendente a budget ridotto, Carpenter doveva lavorare velocemente e a basso costo, sia sul set che durante la post-produzione. Questo anche per quanto riguardava la musica nei suoi film; Carpenter ha sempre dichiarato di aver realizzato lui stesso le colonne sonore per non dover pagare un compositore. La sua musica, però, ha dimostrato di essere duratura come i suoi film.
Eterno minimalista, Carpenter probabilmente utilizzava i sintetizzatori meglio di qualsiasi compositore di colonne sonore prima o dopo di lui, evocando una sottile e cupa atmosfera di minaccia e tensione, realizzando al contempo alcune delle più memorabili colonne sonore di film horror e d'azione. I temi principali di Distretto 13, Halloween e Fuga da New York, in particolare, si distinguono come esempi di capolavori synth pop con tinte gotiche.
Negli ultimi 15 anni Carpenter ha drasticamente ridotto la propria produzione cinematografica, realizzando solamente Fantasmi da Marte (2001) e The Ward (2010). Non ha smesso, però, di fare musica: infatti, sta per uscire il suo primo album. Previsto per il 3 febbraio, Lost Themes fa da colonna sonora a un film di cui Carpenter non è mai stato regista, e intreccia una serie di tracce strumentali feroci e sinistre registrate insieme al figlio Cody e al figlioccio Daniel Davis (il figlio del chitarrista dei Kinks, Dave Davies).

Carpenter descrive Lost Themes come una raccolta di "piccoli momenti di colonne sonore per i film della nostra immaginazione." Sfortunatamente, i film immaginari sono tutto ciò che possiamo attenderci da Carpenter a questo punto. Quando ho parlato con lui a inizio dicembre, Carpenter è stato gioviale, ma in linea di massima è rimasto piuttosto vago per quanto riguarda il suo futuro nel cinema. "Sono troppo vecchio per questa roba" sembra essere il riassunto della sua visione per quanto riguarda il cinema al momento. Per ora, fare dischi sembra molto più facile e più alla sua portata.
Abbiamo iniziato la nostra conversazione – dopo una lunga digressione sui suoi amati Los Angeles Lakers – parlando della sua giovinezza nel Kentucky, in cui suonava nelle band prima di dirigersi sulla West Coast per studiare cinema alla University of South California.

GrantLand: Hai dichiarato che, verso la fine degli anni '60, ti sei trovato a un bivio tra lo scegliere una vita da regista e una vita da musicista. Ha ovviamente vinto il cinema, ma c'è una parte di te che rimpiange di non avere seguito la strada della musica?
John Carpenter: Beh, non c'erano molte opportunità dove vivevo, musicalmente. Il mondo della musica è molto difficile. Un parapiglia. Avrei potuto suonare in qualche band locale e cavarmela bene. Ma sarei diventato un insegnante di inglese o di arte. È stata una decisione ardua, ma l'amore della mia vita erano i film. Perciò ho dovuto provarci.

All'epoca suonavi solo cover o componevi delle canzoni?
La band in cui suonavo faceva cover. Facevamo solo quelle. Suonavamo le canzoni più famose per le feste delle confraternite. Eravamo molto richiesti localmente. Ma questo non ti porta da nessuna parte, no? Non vai da nessuna parte. Le cose che mi interessava comporre non si adattavano molto alle feste. Ero interessato al rock and roll un po' più complicato, per fare un paragone.

Chi erano le tue influenze?
I Beatles. I Rolling Stones. Sai, i soliti.

Suonavi la chitarra o le tastiere?
Suonavo il basso nella band, ma in realtà ero un chitarrista. E sapevo suonare anche le tastiere.

Ti sei avvicinato ai sintetizzatori a causa delle colonne sonore, o li suonavi già da prima?
Mi sono avvicinato ai sintetizzatori per necessità. Non avevo soldi per realizzare la colonna sonora dei film. Perciò mi sono avvicinato al sintetizzatore, perchè mi offriva l'opportunità di fare più scena – dava ai musicisti l'opportunità di fare più scena di quanta sarebbero mai riusciti a farne. Ecco perchè l'ho fatto. Per riuscire a fare le cose più in grande rispetto a, non so, suonare le tastiere o il piano o la chitarra o altro.

Quando hai iniziato a realizzare le tue colonne sonore alla metà degli anni '70, il sintetizzatore non veniva utilizzato da molto. Ci sono stati alcuni artisti o compositori che ti hanno influenzato, per quanto riguarda questo strumento in particolare?
Una delle iù influenti colonne sonore elettroniche era quella di un film chiamato Il Pianeta Proibito, del 1956. Non c'era musica orchestrale in quel film. Era tutta elettronica. Era molto pionieristico. E quello, tra l'altro, è il film che mi ha convinto a diventare un regista. Era diventato il mio sogno. Perciò ho sempre amato la colonna sonora de Il Pianeta Proibito. Piuttosto inquietante. A quell'epoca usavano i nastri in loop. Poi, negli anni '70 mi sono innamorato di una band, i Tangerine Dream. Li conosci?

Oh, sì. Hanno fatto la colonna sonora per un film intitolato Sorcerer.
È un gran film. Mi sono piaciuti molto sia il film che la colonna sonora. Era profonda. La adoravo.

C'è anche Arancia Meccanica, le cose di Wendy Carlos. Hanno avuto un impatto su di te?
Eh, non molto. Non ero così rock and roll. Nei Tangerine Dream c'è quel tocco di rock and roll che adoro.

Era molto sobrio e inquetante, che sono anche le caratteristiche delle tue colonne sonore.
Ecco. Sobrie ed inquietanti! Devo ricordarmi questa espressione. Mi piace.

Una volta hai paragonato le tue colonne sonore alla moquette.
Sono qui per fare da supporto, non essere d'intralcio e non infastidire. Metto una bella moquette sul tuo pavimento, per farti camminare comodamente e divertirti. È questo il mio lavoro.

Avendo un background musicale, però, devi aver avuto la sensazione che la musica non fosse semplicemente una necessità, ma che ti stessi esprimendo sia come musicista che come regista.
Beh, sicuramente sentivo di esprimermi. Senza dubbio, dal momento che ero io a suonare. Senti, non riesco a spiegarlo, se non dicendo che le mie colonne sonore sono iniziate dalla necessità, e che poi sono finite per diventare parte della mia carriera. Sono diventate parte dei miei film. Sono iniziate, però, in maniera molto pragmatica. Sono iniziate con "non abbiamo abbastanza soldi per farci fare una bella colonna sonora. Perciò, se non possiamo avere una bella colonna sonora, tanto vale che la faccia io." Una cosa del genere. Sono veloce e sono economico. Riuscivo a farle molto velocemente. E in maniera semplice. E poi la cosa si è evoluta. È diventata qualcosa a cui volevo dedicarmi. Fino all'ultimo decennio. Ho pensato "non posso più lavorare così. È troppo difficile. Non ce la faccio".
Ho fatto questo film nel 2001, Fantasmi da Marte. C'era un documentario dietro le quinte riguardo la realizzazione del film, in cui mi hanno filmato mentre ultimavo la musica ed ero distrutto. Ero totalmente esaurito, stanco e devastato. Dovevo smetterla. Non potevo andare avanti, è troppo difficile. Stavo facendo troppo. Scrivevo, dirigevo e facevo la musica. Fanculo!

Sembra che la musica fosse una cosa di cui ti occupavi alla fine di ogni film.
Sì, sì, sì.

Ci sono state occasioni in cui riuscivi ad immaginare nella tua testa la musica durante la realizzazione del film?
Raramente. La maggior parte delle volte era improvvisata. Riesco a pensare solo a due temi che avevo già pronti prima del tempo. Uno era quello di Fuga da New York, e l'altro Halloween. I temi principali per quei due film li avevo preparati e provati al piano. Ma dopodichè ho improvvisato.

Di solito quanto ti ci voleva per fare la colonna sonora di un film?
Beh, per Distretto 13 l'ho fatta in un giorno. Quella di Halloween in tre giorni. Successivamente, ho avuto un po' più di tempo a disposizione. Non ricordo quanto ci ho messo per The Fog. Ma per Fuga da New York ho iniziato a fare la colonna sonora scena per scena. Fu la prima volta. Poi ci è voluto di più. Attraversava tutto il film – fin dall'inizio impostava l'atmosfera e poi semplicemente andava avanti.

Ennio Morricone ha realizzato la colonna sonora de La Cosa, ma a tratti sembra imitare il tuo stile. Perchè non l'hai fatta direttamente tu?
Ah, ok, aspetta fammi spiegare. L'unica cosa che sembra fatta da me è il tema della scena iniziale. L'unica cosa. Tutto il resto è molto orchestrale e ricco. È bellissima. E io non sarei mai riuscito...non avrei mai saputo cosa farne. La gente pensa che il film abbia una colonna sonora che sembra fatta da me, [ma si tratta di] una sola traccia all'inizio e alla fine. La ragione per cui non me ne sono occupato io è che a) la Universal non ha voluto e b) potevamo permetterci di ingaggiare Ennio Morricone. Stai scherzando? A cosa sarei servito io? Quell'uomo è un genio.

Devi aver adorato il lavoro di Morricone, essendo cresciuto a spaghetti western.
Oh, adoro tutto ciò che ha fatto, è un genio. Un genio della musica. Un uomo molto all'avanguardia, se ascolti bene le sue opere. Sì, una delle mie colonne sonore preferite di sempre è quella di C'era una Volta il West. Mio dio. Perciò sono riuscito a lavorare con lui. Non ci conosciamo, perchè io non parlo italiano e lui non parla inglese. Ma parlavamo entrambi la lingua della musica.

Negli ultimi anni, l'influenza delle tue colonne sonore è diventata evidente in film come Drive e The Guest. Ne sei a conoscenza?
Non ne sono a conoscenza. Per nulla. Penso che guarderei Drive, ascolterei la colonna sonora e penserei "oh, è interessante", ma non la collegherei mai a me.

Quindi hai visto Drive?
Penso di sì. Sì, ho visto Drive.

Perchè ho l'impressione che ci siano almeno dei rimandi ad alcune delle tue colonne sonore in quel film.
Può essere, non lo so. A me non sembra, ma non so.

Questo album, Lost Themes, è molto cinematografico. Riesco a immaginarmi delle scene mentre lo ascolto.
Ecco. È questo il segreto dell'album. Questo è un album per il film che proietti nella tua mente.

Ha avuto questo effetto per te mentre lo realizzavi?
No. Assolutamente no. Dai! Ho iniziato a lavorarci due o tre anni fa con mio figlio, tra uno dei suoi viaggi in Giappone e l'altro. Veniva da me, giocavamo ai videogiochi, poi andavamo giù a divertirci con Logic Pro sul mio computer. Poi tornavamo a giocare ai videogiochi, e poi di nuovo a fare musica. E improvvisavamo, proprio come facevo per le colonne sonore. Iniziavamo a improvvisare questa musica un po' dark. Mio figlio diceva "è una specie di raccolta di colonne sonore". È stato divertente da fare. Ci siamo semplicemente divertiti. Non avevamo altre aspettative se non fare musica. Si trattava solo di questo: "facciamo della musica".

Avevi mai registrato musica così prima di allora, solo per il gusto di fare musica?
Sono abbastanza analfabeta quando si tratta di computer. Perciò ho bisogno di mio figlio o del mio figlioccio che mi aiutino. Specialmente ora, dopo le operazioni agli occhi, non riesco a vedere niente. "Questa schermata...ma che cos'è? Cosa sono tutti questi simboli? Cosa significano?". Cerco di evitare quella parte.

Com'è stato fare musica senza avere un film annesso? È stato liberatorio?
Liberatorio? Cavolo! Nessuna pressione. È favoloso, amico. È pura creazione. Niente cazzate. L'ho adorato! Ma stai scherzando? Mio dio! In più ho avuto l'occasione di lavorare con i ragazzi che ho cresciuto. Cosa c'è di più bello nella vita? Niente di meglio.

La cosa bella del realizzare un album è che non hai bisogno di uno studio, di una troupe di centinaia di persone e migliaia di dollari per realizzarlo. Questa sembra essere una parte importante del tuo fascino per questo mondo.
Molto! Senti, è un'esperienza incredibile. Metti su il canale dell'NBA e semplicemente crei. Non c'è nessuno stronzo e nessuna diva intorno a te, capisci? Ed è anche abbastanza economico.

Quando ti sei accorto che stavi realizzando musica che poteva essere pubblicata e ascoltata dal resto del mondo?
Non l'ho mai pensato. Stavo cercando un nuovo avvocato musicale e ne ho trovata una fantastica. Mi ha detto "Beh, hai qualcosa che posso ascoltare? Qualcosa di nuovo?". Perciò le ho detto: "Posso sempre mandarle questo". E dall'oggi al domani aveva ottenuto un contratto discografico. Un'etichetta voleva pubblicare questa cosa! Ho pensato "Dio, è un genio!".

È stata una sorpresa che qualcuno volesse pubblicarlo?
Ma certo! Stai scherzando? È magnifico.

Hai interesse a suonare live per il pubblico?
Sai, ne ho parlato con Cody e Daniel, e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per suonare live è un milione di dollari. Poi ne saremmo felici. Avremmo messo insieme una band per suonare queste cose live. È difficile e non costa poco.
Se hai un milione di dollari, allora vengo a suonare alla tua festa.

Che ne dici di 200$? Ho 200$.
No, non basterebbero. Non lascio la California per 200$.

200$, il biglietto aereo e una stanza d'albergo. È la mia ultima offerta.
No, no, no, no. Non succederà, mi spiace.

Pensi di voler fare un altro album?
Ci sto già lavorando. Abbiamo altra roba che bolle in pentola. Magari ne faremo qualcosa, o magari no. Non importa. In realtà stiamo lavorando ad un album dark blues. Piuttosto figo.

Un album blues?
Dark blues, sì.

E come sarà?
Beh, non posso dirtelo finchè non lo ascolti. Se mi mandi dei soldi, te lo faccio ascoltare.

Si torna sempre sui soldi con te.
I soldi ti aiutano molto a vivere.

E per quanto riguarda i progetti cinematografici? C'è qualcosa che vorresti fare?
Sto sviluppando un paio di cose. Un paio. Se andranno in porto, bene. Se non lo faranno, bene uguale.

La relativa semplicità nel realizzare questo album ha cambiato la tua percezione della regia?
Oh puoi scommetterci! Puoi scommetterci. È un'ottima domanda. Puoi scommetterci. Perchè devo ancora sopportare quella roba? È difficile, amico. Ed è una cosa per giovani, perchè i giovani sono resistenti. Riescono a sopportare le pressioni senza cadere in mille pezzi. Sono vecchio ormai, farò 67 anni. Dio. Mi hanno messo sotto pressione per 40 anni. Non voglio più andare avanti. Voglio farmi quattro risate. Voglio divertirmi.

Nessun commento:

Posta un commento