sabato 31 gennaio 2015

John Carpenter: «lavorare a Lost Themes è stata un'avventura completamente nuova»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto in italiano da Micol Basone per il portale "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al sito theconcourse.com. Buona lettura. 


Botta e risposta: John Carpenter parla del suo nuovo album e delle nuove immagini nella sua mente.
Non c'è nessuna motivazione professionale, per cui John Carpenter debba pubblicare nuovi film o nuova musica in questi giorni. Il regista-sceneggiatore-produttore-compositore - che ha girato, finanziato e/o composto la colonna sonora di dozzine di elogiati film cult, incluso Fuga da New York del 1981, La Cosa del 1982, e Essi Vivono del 1988 – si è guadagnato molta credibilità e denaro più che a sufficienza grazie a questi successi, per non citare i diritti d'autore sulla sua colonna sonora più influente: le sinistre tastiere del suo classico horror per eccellenza, Halloween del 1978.


E, mentre l'iconoclasta  a 66 anni ha decisamente rallentato il ritmo – non dirige un film dal 2010 con The Ward, e non compone una colonna sonora da Fantasmi da Marte del 2001 – non si è di certo fermato del tutto. Ecco il perchè del suo primo album solista vero e proprio, Lost Themes (in uscita tra poco, e in streaming completo proprio ora su NPR), che nasce dall'improvvisazione con suo figlio di 30 anni, Cody, che registra un idiosincratico electro-pop sotto il nome di Ludrium. Il risultato è la quintessenza di Carpenter: nove suite musicali che sembrano l'incubo peggiore dei Tangerine Dream, con i caratteristici riff primitivi dell'autore al pianoforte e il sottofondo ritmico arricchito dagli strumenti digitali.
Dalla sua casa di Hollywood, il musicista stra-figo e macabro narratore ci ha raccontato nel dettaglio l'evoluzione del disco, per non parlare della propria.

TheConcourse: Quando Lost Themes è passato da progetto privato al consumo di massa?
JohnCarpenter: Io e mio figlio ci riunivamo per giocare ai videogiochi, e poi ci spostavamo di sotto per improvvisare musica, e poi tornavamo ai videogames, e poi ancora alla musica. Ed è andata avanti così per un bel po'. Avevamo circa un' ora di musica registrata, ma avevamo questo stile quasi da colonna sonora, che non avevo mai incluso in nessun film. Ho assunto un nuovo avvocato musicale, e mi ha chiesto "Hai qualcosa di nuovo?" e ho pensato "le manderò questo". Un paio di mesi dopo avevo un contratto discografico! Wow! Chi ha detto che il mondo degli affari è difficile?

Non John Carpenter.
Oh, amico, non per me. Non questa volta. Sono stato molto fortunato.

Hai avuto qualche riluttanza nel farlo diventare un progetto più formale?
Assolutamente no. Stai scherzando?

Perchè no?
Beh, dai, amico, ho lavorato per tutta la mia carriera nel mondo del cinema, con forti pressioni, molto stress, e questa è pura gioia. Voglio dire, avere la possibilità di lavorare ad un album con mio figlio e il mio figlioccio [Daniel Davies della band Year Long Disaster]? Wow.

È stato un nuovo mondo, quindi?
È stata un'avventura completamente nuova. Avevo già pubblicato le mie colonne sonore prima, ma tutto il lavoro sulle colonne sonore l'avevo fatto in relazione alle immagini, e questa è stata la prima volta in cui ho lavorato senza immagini. Questo album è concepito per il film nella nostra mente. La maggior parte della gente si crea un film mentale, e a volte vede le immagini prendere vita, e questo album è per voi, per quelle immagini. Crea l'atmosfera, ti porta in un altro posto. È questo che la musica tende a fare, a trasportarti in posti nuovi.

"Mutevole" può voler dire cose diverse per diverse persone. Cosa significa per te?
È il culmine di 30 e rotti anni di carriera in cui ho fatto questo, e del background musicale che mi porto dietro da quando sono bambino. Conosco la differenza tra musica allegra e musica di suspense e musica triste. Mi è piuttosto evidente.

Possiamo dire che in un certo senso  Themes rappresenta quello che nella tua testa è il pop?
Lo è. Suona come rock'n'roll, perchè ci sono molti riff. È semplice nella struttura, perchè la mia abilità musicale è minima. Non è il pop di Beyoncé. È ispirato ai Rolling Stones, ai Beatles e ai vecchi tempi, sai. Sono vecchio.

L'album ti ha ispirato pensieri revisionisti riguardo le tue colonne sonore?
Stai suggerendo che io sia una persona che si guarda indietro? Non guardo mai indietro ai film che ho girato. Non voglio rivederli. Li ho visti abbastanza. Se riguardo una scena di un film che ho fatto, inizio a pensare "Cosa avevo in mente? Cosa c'è di sbagliato in me? Perchè l'ho girata così?". Perciò evito. Guardo nuove immagini.

Quali sono alcune delle immagini che questa nuova musica ti ha ispirato?
Ci sono state un paio di occasioni in cui vedevo una strada scura, a mezzanotte, con una macchina nera che girava. Cose di questo genere, che vengono fuori dal nulla, totalmente a caso.

Speri che Themes ispiri i registi ad essere più liberi?
Assolutamente. È quello che ho fatto io quando ero giovane, in tutto, dalle colonne sonore alla musica classica. Questo mi ha portato verso i film. Vedevo le immagini, basandomi sulla musica che stavo ascoltando. E voglio che i giovani registi prendano la mia musica, la usino e mi paghino per farlo!

Quando non auto-producevi i tuoi film, era più difficile avere il controllo sulle colonne sonore?
Per gran parte della mia carriera, ho composto le colonne sonore per i miei stessi film, perchè non avevamo i soldi per assumere un compositore. In un paio di casi specifici, avevamo i soldi. Per esempio, ho girato un film che si intitola La Cosa nel 1982. Lo studio non mi ha nemmeno chiesto di fare la colonna sonora, e mi stava bene. Ho avuto la possibilità di lavorare con Ennio Morricone, che è un vero e proprio genio. Beh, dai. E ho lavorato con Jack Nitzche per Starman, perciò sono stato fortunato. Era incredibile, pace all'anima sua.

Come è cambiato il tuo processo di composizione grazie agli strumenti di registrazione digitali?
Mio dio, che differenza. Quanti progressi, e i suoni che pui realizzare. Io lavoro su LogicPro, e ci sono tutti questi plug-in che puoi aggiungere, vari strumenti, tutto quello che vuoi. E la profondità di suono è incredibile, non avevo tutto questo a disposizione per le colonne sonore. È progredito molto.

È difficile tirare fuori il soul con questa tecnologia?
Per niente. Tutto ciò che fa è fornirti gli effetti da suonare sulla tastiera, ma il soul viene dalla capacità dle tuo cuore e delle tue dita di suonare. Si tratta di questo.

Dunque, nell'ordine delle tue credenziali, quale posto vorresti che occupasse l'essere un "compositore"?
Oh, sarò sempre un regista. Mi sono innamorato del cinema quando ero un bambino, e quell'amore non è sparito. Però, ho la possibilità di recitare un secondo atto nella mia vita professionale, e magari solo per un album, chissà. Ma sono sempre un regista. È questo che sono.

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