sabato 31 gennaio 2015

John Carpenter: «lavorare a Lost Themes è stata un'avventura completamente nuova»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto in italiano da Micol Basone per il portale "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al sito theconcourse.com. Buona lettura. 


Botta e risposta: John Carpenter parla del suo nuovo album e delle nuove immagini nella sua mente.
Non c'è nessuna motivazione professionale, per cui John Carpenter debba pubblicare nuovi film o nuova musica in questi giorni. Il regista-sceneggiatore-produttore-compositore - che ha girato, finanziato e/o composto la colonna sonora di dozzine di elogiati film cult, incluso Fuga da New York del 1981, La Cosa del 1982, e Essi Vivono del 1988 – si è guadagnato molta credibilità e denaro più che a sufficienza grazie a questi successi, per non citare i diritti d'autore sulla sua colonna sonora più influente: le sinistre tastiere del suo classico horror per eccellenza, Halloween del 1978.


E, mentre l'iconoclasta  a 66 anni ha decisamente rallentato il ritmo – non dirige un film dal 2010 con The Ward, e non compone una colonna sonora da Fantasmi da Marte del 2001 – non si è di certo fermato del tutto. Ecco il perchè del suo primo album solista vero e proprio, Lost Themes (in uscita tra poco, e in streaming completo proprio ora su NPR), che nasce dall'improvvisazione con suo figlio di 30 anni, Cody, che registra un idiosincratico electro-pop sotto il nome di Ludrium. Il risultato è la quintessenza di Carpenter: nove suite musicali che sembrano l'incubo peggiore dei Tangerine Dream, con i caratteristici riff primitivi dell'autore al pianoforte e il sottofondo ritmico arricchito dagli strumenti digitali.
Dalla sua casa di Hollywood, il musicista stra-figo e macabro narratore ci ha raccontato nel dettaglio l'evoluzione del disco, per non parlare della propria.

TheConcourse: Quando Lost Themes è passato da progetto privato al consumo di massa?
JohnCarpenter: Io e mio figlio ci riunivamo per giocare ai videogiochi, e poi ci spostavamo di sotto per improvvisare musica, e poi tornavamo ai videogames, e poi ancora alla musica. Ed è andata avanti così per un bel po'. Avevamo circa un' ora di musica registrata, ma avevamo questo stile quasi da colonna sonora, che non avevo mai incluso in nessun film. Ho assunto un nuovo avvocato musicale, e mi ha chiesto "Hai qualcosa di nuovo?" e ho pensato "le manderò questo". Un paio di mesi dopo avevo un contratto discografico! Wow! Chi ha detto che il mondo degli affari è difficile?

Non John Carpenter.
Oh, amico, non per me. Non questa volta. Sono stato molto fortunato.

Hai avuto qualche riluttanza nel farlo diventare un progetto più formale?
Assolutamente no. Stai scherzando?

Perchè no?
Beh, dai, amico, ho lavorato per tutta la mia carriera nel mondo del cinema, con forti pressioni, molto stress, e questa è pura gioia. Voglio dire, avere la possibilità di lavorare ad un album con mio figlio e il mio figlioccio [Daniel Davies della band Year Long Disaster]? Wow.

È stato un nuovo mondo, quindi?
È stata un'avventura completamente nuova. Avevo già pubblicato le mie colonne sonore prima, ma tutto il lavoro sulle colonne sonore l'avevo fatto in relazione alle immagini, e questa è stata la prima volta in cui ho lavorato senza immagini. Questo album è concepito per il film nella nostra mente. La maggior parte della gente si crea un film mentale, e a volte vede le immagini prendere vita, e questo album è per voi, per quelle immagini. Crea l'atmosfera, ti porta in un altro posto. È questo che la musica tende a fare, a trasportarti in posti nuovi.

"Mutevole" può voler dire cose diverse per diverse persone. Cosa significa per te?
È il culmine di 30 e rotti anni di carriera in cui ho fatto questo, e del background musicale che mi porto dietro da quando sono bambino. Conosco la differenza tra musica allegra e musica di suspense e musica triste. Mi è piuttosto evidente.

Possiamo dire che in un certo senso  Themes rappresenta quello che nella tua testa è il pop?
Lo è. Suona come rock'n'roll, perchè ci sono molti riff. È semplice nella struttura, perchè la mia abilità musicale è minima. Non è il pop di Beyoncé. È ispirato ai Rolling Stones, ai Beatles e ai vecchi tempi, sai. Sono vecchio.

L'album ti ha ispirato pensieri revisionisti riguardo le tue colonne sonore?
Stai suggerendo che io sia una persona che si guarda indietro? Non guardo mai indietro ai film che ho girato. Non voglio rivederli. Li ho visti abbastanza. Se riguardo una scena di un film che ho fatto, inizio a pensare "Cosa avevo in mente? Cosa c'è di sbagliato in me? Perchè l'ho girata così?". Perciò evito. Guardo nuove immagini.

Quali sono alcune delle immagini che questa nuova musica ti ha ispirato?
Ci sono state un paio di occasioni in cui vedevo una strada scura, a mezzanotte, con una macchina nera che girava. Cose di questo genere, che vengono fuori dal nulla, totalmente a caso.

Speri che Themes ispiri i registi ad essere più liberi?
Assolutamente. È quello che ho fatto io quando ero giovane, in tutto, dalle colonne sonore alla musica classica. Questo mi ha portato verso i film. Vedevo le immagini, basandomi sulla musica che stavo ascoltando. E voglio che i giovani registi prendano la mia musica, la usino e mi paghino per farlo!

Quando non auto-producevi i tuoi film, era più difficile avere il controllo sulle colonne sonore?
Per gran parte della mia carriera, ho composto le colonne sonore per i miei stessi film, perchè non avevamo i soldi per assumere un compositore. In un paio di casi specifici, avevamo i soldi. Per esempio, ho girato un film che si intitola La Cosa nel 1982. Lo studio non mi ha nemmeno chiesto di fare la colonna sonora, e mi stava bene. Ho avuto la possibilità di lavorare con Ennio Morricone, che è un vero e proprio genio. Beh, dai. E ho lavorato con Jack Nitzche per Starman, perciò sono stato fortunato. Era incredibile, pace all'anima sua.

Come è cambiato il tuo processo di composizione grazie agli strumenti di registrazione digitali?
Mio dio, che differenza. Quanti progressi, e i suoni che pui realizzare. Io lavoro su LogicPro, e ci sono tutti questi plug-in che puoi aggiungere, vari strumenti, tutto quello che vuoi. E la profondità di suono è incredibile, non avevo tutto questo a disposizione per le colonne sonore. È progredito molto.

È difficile tirare fuori il soul con questa tecnologia?
Per niente. Tutto ciò che fa è fornirti gli effetti da suonare sulla tastiera, ma il soul viene dalla capacità dle tuo cuore e delle tue dita di suonare. Si tratta di questo.

Dunque, nell'ordine delle tue credenziali, quale posto vorresti che occupasse l'essere un "compositore"?
Oh, sarò sempre un regista. Mi sono innamorato del cinema quando ero un bambino, e quell'amore non è sparito. Però, ho la possibilità di recitare un secondo atto nella mia vita professionale, e magari solo per un album, chissà. Ma sono sempre un regista. È questo che sono.

lunedì 26 gennaio 2015

Lost Themes: ascolta per intero l'album di "temi perduti" di John Carpenter


Presso questo indirizzo è possibile ascoltare integralmente Lost Themes, il primo album solista del regista californiano John Carpenter in uscita il prossimo 3 febbraio per Sacred Bones. Buon ascolto. 

martedì 20 gennaio 2015

Lost Themes: disponibile il pre-order anche su amazon.it


E' disponibile anche presso lo store italiano di amazon il pre-order di Lost Themes, il primo disco solista di John Carpenter in uscita il prossimo 3 febbraio. L'album in Italia - da quel che riporta il portale - sarà distribuito dall'etichetta Republic Of Music e sarà disponibili in tutti i formati già ufficialmente noti anche per il resto del mondo: download digitale, CD e Vinili (i prezzi come potete vedere dall'immagine sopra, variano a seconda del formato). 

mercoledì 14 gennaio 2015

Fuga Da New York: la Fox produrrà il remake, John Carpenter produttore esecutivo


Dopo svariati rumors usciti negli ultimi anni, arrivano finalmente le prime notizie ufficiali per quanto riguarda il remake del capolavoro dispotico di John Carpenter Escape From New York (in Italia col titolo di 1997: Fuga Da New York) del 1981. Infatti l'autorevole sito deadline.com questa mattina ha riportato che la Fox produrrà il film, ipotetico inizio di una nuova trilogia dedicata alle vicende di Snake Plissken e che John Carpenter - in passato fortemente critico su questa operazione - sarà il produttore esecutivo della pellicola. 
Al momento però il film non ha ancora un regista ed un attore che possa prendere il posto da protagonista del leggendario Kurt Russell, e pare che il tutto sia ancora in fase di pre produzione. 

martedì 13 gennaio 2015

Lost Themes: ascolta "Night", secondo estratto dall'album di temi perduti di John Carpenter


Dopo "Vortex", rilasciata ormai da qualche mese, attraverso il sito soundcloud.com è possibile ascoltare "Night", nuova brano estratto dall'album Lost Themes, disco che il regista John Carpenter ha prodotto insieme al figlio Cody e Daniel Davies che uscirà il prossimo 3 febbraio per la Sacred Bones Records

lunedì 12 gennaio 2015

John Carpenter: «se non avessi fatto il regista sarei diventato probabilmente un musicista o un insegnante. Dopo Lost Themes sto lavorando ad un disco dark blues»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto da Micol Basone in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al sito web grantland.com. Buona lettura. 

Intervista: John Carpenter vuole ancora spaccare, suona sintetizzatori e masticare chewing gum (e ha finito i chewing gum).
John Carpenter è da annoverare tra i migliori registi di genere di tutti i tempi. Il suo percorso dalla metà degli anni '70 fino agli anni '80 – inclusi Dark Star, Distretto 13, Halloween, Elvis, The Fog, Fuga da New York, La Cosa, Starman, Grosso Guaio a Chinatown, Il Signore del Male ed Essi Vivono – è praticamente senza pari per quanto riguarda l'influenza, la solidità e in generale la bellezza. Se siete abbastanza fortunati da trovare un film di John Carpenter del suo periodo d'oro in tv, vedrete che reggono ancora alla grande. (Persino i film  realizzati dopo l'apice, come Vampires e Fuga da Los Angeles hanno ancora i loro perchè). A più di 40 anni dal suo primo film, l'eredità di Carpenter è imbattibile come Michael Myers.


Come regista Carpenter è stato diretto e senza pretese. I suoi film avevano praticamente lo 0% di massa grassa, anche se non è mai stato avaro con i personaggi memorabili o i dialoghi da citazione. Venendo dal mondo del cinema indipendente a budget ridotto, Carpenter doveva lavorare velocemente e a basso costo, sia sul set che durante la post-produzione. Questo anche per quanto riguardava la musica nei suoi film; Carpenter ha sempre dichiarato di aver realizzato lui stesso le colonne sonore per non dover pagare un compositore. La sua musica, però, ha dimostrato di essere duratura come i suoi film.
Eterno minimalista, Carpenter probabilmente utilizzava i sintetizzatori meglio di qualsiasi compositore di colonne sonore prima o dopo di lui, evocando una sottile e cupa atmosfera di minaccia e tensione, realizzando al contempo alcune delle più memorabili colonne sonore di film horror e d'azione. I temi principali di Distretto 13, Halloween e Fuga da New York, in particolare, si distinguono come esempi di capolavori synth pop con tinte gotiche.
Negli ultimi 15 anni Carpenter ha drasticamente ridotto la propria produzione cinematografica, realizzando solamente Fantasmi da Marte (2001) e The Ward (2010). Non ha smesso, però, di fare musica: infatti, sta per uscire il suo primo album. Previsto per il 3 febbraio, Lost Themes fa da colonna sonora a un film di cui Carpenter non è mai stato regista, e intreccia una serie di tracce strumentali feroci e sinistre registrate insieme al figlio Cody e al figlioccio Daniel Davis (il figlio del chitarrista dei Kinks, Dave Davies).

Carpenter descrive Lost Themes come una raccolta di "piccoli momenti di colonne sonore per i film della nostra immaginazione." Sfortunatamente, i film immaginari sono tutto ciò che possiamo attenderci da Carpenter a questo punto. Quando ho parlato con lui a inizio dicembre, Carpenter è stato gioviale, ma in linea di massima è rimasto piuttosto vago per quanto riguarda il suo futuro nel cinema. "Sono troppo vecchio per questa roba" sembra essere il riassunto della sua visione per quanto riguarda il cinema al momento. Per ora, fare dischi sembra molto più facile e più alla sua portata.
Abbiamo iniziato la nostra conversazione – dopo una lunga digressione sui suoi amati Los Angeles Lakers – parlando della sua giovinezza nel Kentucky, in cui suonava nelle band prima di dirigersi sulla West Coast per studiare cinema alla University of South California.

GrantLand: Hai dichiarato che, verso la fine degli anni '60, ti sei trovato a un bivio tra lo scegliere una vita da regista e una vita da musicista. Ha ovviamente vinto il cinema, ma c'è una parte di te che rimpiange di non avere seguito la strada della musica?
John Carpenter: Beh, non c'erano molte opportunità dove vivevo, musicalmente. Il mondo della musica è molto difficile. Un parapiglia. Avrei potuto suonare in qualche band locale e cavarmela bene. Ma sarei diventato un insegnante di inglese o di arte. È stata una decisione ardua, ma l'amore della mia vita erano i film. Perciò ho dovuto provarci.

All'epoca suonavi solo cover o componevi delle canzoni?
La band in cui suonavo faceva cover. Facevamo solo quelle. Suonavamo le canzoni più famose per le feste delle confraternite. Eravamo molto richiesti localmente. Ma questo non ti porta da nessuna parte, no? Non vai da nessuna parte. Le cose che mi interessava comporre non si adattavano molto alle feste. Ero interessato al rock and roll un po' più complicato, per fare un paragone.

Chi erano le tue influenze?
I Beatles. I Rolling Stones. Sai, i soliti.

Suonavi la chitarra o le tastiere?
Suonavo il basso nella band, ma in realtà ero un chitarrista. E sapevo suonare anche le tastiere.

Ti sei avvicinato ai sintetizzatori a causa delle colonne sonore, o li suonavi già da prima?
Mi sono avvicinato ai sintetizzatori per necessità. Non avevo soldi per realizzare la colonna sonora dei film. Perciò mi sono avvicinato al sintetizzatore, perchè mi offriva l'opportunità di fare più scena – dava ai musicisti l'opportunità di fare più scena di quanta sarebbero mai riusciti a farne. Ecco perchè l'ho fatto. Per riuscire a fare le cose più in grande rispetto a, non so, suonare le tastiere o il piano o la chitarra o altro.

Quando hai iniziato a realizzare le tue colonne sonore alla metà degli anni '70, il sintetizzatore non veniva utilizzato da molto. Ci sono stati alcuni artisti o compositori che ti hanno influenzato, per quanto riguarda questo strumento in particolare?
Una delle iù influenti colonne sonore elettroniche era quella di un film chiamato Il Pianeta Proibito, del 1956. Non c'era musica orchestrale in quel film. Era tutta elettronica. Era molto pionieristico. E quello, tra l'altro, è il film che mi ha convinto a diventare un regista. Era diventato il mio sogno. Perciò ho sempre amato la colonna sonora de Il Pianeta Proibito. Piuttosto inquietante. A quell'epoca usavano i nastri in loop. Poi, negli anni '70 mi sono innamorato di una band, i Tangerine Dream. Li conosci?

Oh, sì. Hanno fatto la colonna sonora per un film intitolato Sorcerer.
È un gran film. Mi sono piaciuti molto sia il film che la colonna sonora. Era profonda. La adoravo.

C'è anche Arancia Meccanica, le cose di Wendy Carlos. Hanno avuto un impatto su di te?
Eh, non molto. Non ero così rock and roll. Nei Tangerine Dream c'è quel tocco di rock and roll che adoro.

Era molto sobrio e inquetante, che sono anche le caratteristiche delle tue colonne sonore.
Ecco. Sobrie ed inquietanti! Devo ricordarmi questa espressione. Mi piace.

Una volta hai paragonato le tue colonne sonore alla moquette.
Sono qui per fare da supporto, non essere d'intralcio e non infastidire. Metto una bella moquette sul tuo pavimento, per farti camminare comodamente e divertirti. È questo il mio lavoro.

Avendo un background musicale, però, devi aver avuto la sensazione che la musica non fosse semplicemente una necessità, ma che ti stessi esprimendo sia come musicista che come regista.
Beh, sicuramente sentivo di esprimermi. Senza dubbio, dal momento che ero io a suonare. Senti, non riesco a spiegarlo, se non dicendo che le mie colonne sonore sono iniziate dalla necessità, e che poi sono finite per diventare parte della mia carriera. Sono diventate parte dei miei film. Sono iniziate, però, in maniera molto pragmatica. Sono iniziate con "non abbiamo abbastanza soldi per farci fare una bella colonna sonora. Perciò, se non possiamo avere una bella colonna sonora, tanto vale che la faccia io." Una cosa del genere. Sono veloce e sono economico. Riuscivo a farle molto velocemente. E in maniera semplice. E poi la cosa si è evoluta. È diventata qualcosa a cui volevo dedicarmi. Fino all'ultimo decennio. Ho pensato "non posso più lavorare così. È troppo difficile. Non ce la faccio".
Ho fatto questo film nel 2001, Fantasmi da Marte. C'era un documentario dietro le quinte riguardo la realizzazione del film, in cui mi hanno filmato mentre ultimavo la musica ed ero distrutto. Ero totalmente esaurito, stanco e devastato. Dovevo smetterla. Non potevo andare avanti, è troppo difficile. Stavo facendo troppo. Scrivevo, dirigevo e facevo la musica. Fanculo!

Sembra che la musica fosse una cosa di cui ti occupavi alla fine di ogni film.
Sì, sì, sì.

Ci sono state occasioni in cui riuscivi ad immaginare nella tua testa la musica durante la realizzazione del film?
Raramente. La maggior parte delle volte era improvvisata. Riesco a pensare solo a due temi che avevo già pronti prima del tempo. Uno era quello di Fuga da New York, e l'altro Halloween. I temi principali per quei due film li avevo preparati e provati al piano. Ma dopodichè ho improvvisato.

Di solito quanto ti ci voleva per fare la colonna sonora di un film?
Beh, per Distretto 13 l'ho fatta in un giorno. Quella di Halloween in tre giorni. Successivamente, ho avuto un po' più di tempo a disposizione. Non ricordo quanto ci ho messo per The Fog. Ma per Fuga da New York ho iniziato a fare la colonna sonora scena per scena. Fu la prima volta. Poi ci è voluto di più. Attraversava tutto il film – fin dall'inizio impostava l'atmosfera e poi semplicemente andava avanti.

Ennio Morricone ha realizzato la colonna sonora de La Cosa, ma a tratti sembra imitare il tuo stile. Perchè non l'hai fatta direttamente tu?
Ah, ok, aspetta fammi spiegare. L'unica cosa che sembra fatta da me è il tema della scena iniziale. L'unica cosa. Tutto il resto è molto orchestrale e ricco. È bellissima. E io non sarei mai riuscito...non avrei mai saputo cosa farne. La gente pensa che il film abbia una colonna sonora che sembra fatta da me, [ma si tratta di] una sola traccia all'inizio e alla fine. La ragione per cui non me ne sono occupato io è che a) la Universal non ha voluto e b) potevamo permetterci di ingaggiare Ennio Morricone. Stai scherzando? A cosa sarei servito io? Quell'uomo è un genio.

Devi aver adorato il lavoro di Morricone, essendo cresciuto a spaghetti western.
Oh, adoro tutto ciò che ha fatto, è un genio. Un genio della musica. Un uomo molto all'avanguardia, se ascolti bene le sue opere. Sì, una delle mie colonne sonore preferite di sempre è quella di C'era una Volta il West. Mio dio. Perciò sono riuscito a lavorare con lui. Non ci conosciamo, perchè io non parlo italiano e lui non parla inglese. Ma parlavamo entrambi la lingua della musica.

Negli ultimi anni, l'influenza delle tue colonne sonore è diventata evidente in film come Drive e The Guest. Ne sei a conoscenza?
Non ne sono a conoscenza. Per nulla. Penso che guarderei Drive, ascolterei la colonna sonora e penserei "oh, è interessante", ma non la collegherei mai a me.

Quindi hai visto Drive?
Penso di sì. Sì, ho visto Drive.

Perchè ho l'impressione che ci siano almeno dei rimandi ad alcune delle tue colonne sonore in quel film.
Può essere, non lo so. A me non sembra, ma non so.

Questo album, Lost Themes, è molto cinematografico. Riesco a immaginarmi delle scene mentre lo ascolto.
Ecco. È questo il segreto dell'album. Questo è un album per il film che proietti nella tua mente.

Ha avuto questo effetto per te mentre lo realizzavi?
No. Assolutamente no. Dai! Ho iniziato a lavorarci due o tre anni fa con mio figlio, tra uno dei suoi viaggi in Giappone e l'altro. Veniva da me, giocavamo ai videogiochi, poi andavamo giù a divertirci con Logic Pro sul mio computer. Poi tornavamo a giocare ai videogiochi, e poi di nuovo a fare musica. E improvvisavamo, proprio come facevo per le colonne sonore. Iniziavamo a improvvisare questa musica un po' dark. Mio figlio diceva "è una specie di raccolta di colonne sonore". È stato divertente da fare. Ci siamo semplicemente divertiti. Non avevamo altre aspettative se non fare musica. Si trattava solo di questo: "facciamo della musica".

Avevi mai registrato musica così prima di allora, solo per il gusto di fare musica?
Sono abbastanza analfabeta quando si tratta di computer. Perciò ho bisogno di mio figlio o del mio figlioccio che mi aiutino. Specialmente ora, dopo le operazioni agli occhi, non riesco a vedere niente. "Questa schermata...ma che cos'è? Cosa sono tutti questi simboli? Cosa significano?". Cerco di evitare quella parte.

Com'è stato fare musica senza avere un film annesso? È stato liberatorio?
Liberatorio? Cavolo! Nessuna pressione. È favoloso, amico. È pura creazione. Niente cazzate. L'ho adorato! Ma stai scherzando? Mio dio! In più ho avuto l'occasione di lavorare con i ragazzi che ho cresciuto. Cosa c'è di più bello nella vita? Niente di meglio.

La cosa bella del realizzare un album è che non hai bisogno di uno studio, di una troupe di centinaia di persone e migliaia di dollari per realizzarlo. Questa sembra essere una parte importante del tuo fascino per questo mondo.
Molto! Senti, è un'esperienza incredibile. Metti su il canale dell'NBA e semplicemente crei. Non c'è nessuno stronzo e nessuna diva intorno a te, capisci? Ed è anche abbastanza economico.

Quando ti sei accorto che stavi realizzando musica che poteva essere pubblicata e ascoltata dal resto del mondo?
Non l'ho mai pensato. Stavo cercando un nuovo avvocato musicale e ne ho trovata una fantastica. Mi ha detto "Beh, hai qualcosa che posso ascoltare? Qualcosa di nuovo?". Perciò le ho detto: "Posso sempre mandarle questo". E dall'oggi al domani aveva ottenuto un contratto discografico. Un'etichetta voleva pubblicare questa cosa! Ho pensato "Dio, è un genio!".

È stata una sorpresa che qualcuno volesse pubblicarlo?
Ma certo! Stai scherzando? È magnifico.

Hai interesse a suonare live per il pubblico?
Sai, ne ho parlato con Cody e Daniel, e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per suonare live è un milione di dollari. Poi ne saremmo felici. Avremmo messo insieme una band per suonare queste cose live. È difficile e non costa poco.
Se hai un milione di dollari, allora vengo a suonare alla tua festa.

Che ne dici di 200$? Ho 200$.
No, non basterebbero. Non lascio la California per 200$.

200$, il biglietto aereo e una stanza d'albergo. È la mia ultima offerta.
No, no, no, no. Non succederà, mi spiace.

Pensi di voler fare un altro album?
Ci sto già lavorando. Abbiamo altra roba che bolle in pentola. Magari ne faremo qualcosa, o magari no. Non importa. In realtà stiamo lavorando ad un album dark blues. Piuttosto figo.

Un album blues?
Dark blues, sì.

E come sarà?
Beh, non posso dirtelo finchè non lo ascolti. Se mi mandi dei soldi, te lo faccio ascoltare.

Si torna sempre sui soldi con te.
I soldi ti aiutano molto a vivere.

E per quanto riguarda i progetti cinematografici? C'è qualcosa che vorresti fare?
Sto sviluppando un paio di cose. Un paio. Se andranno in porto, bene. Se non lo faranno, bene uguale.

La relativa semplicità nel realizzare questo album ha cambiato la tua percezione della regia?
Oh puoi scommetterci! Puoi scommetterci. È un'ottima domanda. Puoi scommetterci. Perchè devo ancora sopportare quella roba? È difficile, amico. Ed è una cosa per giovani, perchè i giovani sono resistenti. Riescono a sopportare le pressioni senza cadere in mille pezzi. Sono vecchio ormai, farò 67 anni. Dio. Mi hanno messo sotto pressione per 40 anni. Non voglio più andare avanti. Voglio farmi quattro risate. Voglio divertirmi.

mercoledì 7 gennaio 2015

Fuga Da New York: guarda la copertina del blu-ray Collector's Edition della Scream Factory

Di seguito vi mostriamo la copertina ufficiale del blu-ray "Collector's Edition" di Escape From New York (in Italia col titolo di 1997: Fuga Da New York) uscita il prossimo 21 aprile per la casa di distribuzione americana Scream Factory. Al momento non si conoscono dettagli particolari sugli extra che saranno presenti all'interno dei due dischi, ma sia audio che sottotitoli saranno esclusivamente in inglese, come riporta la pagina ufficiale che la Scream Factory ha dedicato al film. 


martedì 6 gennaio 2015

Musica, follia e mutanti: una conversazione con il re dell'horror John Carpenter

Traduzione integrale a cura di Micol Basone dell'intervista rilasciata da John Carpenter al sito web newsweek.com in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia" #2015. Buona lettura. 

Musica, follia e mutanti: una conversazione con il re dell'horror John Carpenter.
John Carpenter è il maestro dei film horror esagerati, responsabile di classici come Halloween e Fuga da New York. Il re del terrore, che oggi ha 66 anni, non realizza un film dal 2009 con The Ward, ma si sta dedicando alla musica. Carpenter ha composto la colonna sonora di ognuno dei suoi film, a parte La Cosa. Tuttavia, il suo album d'esordio, Lost Themes, un tuffo nell'inferno pieno di sintetizzatori, è stato concepito, dichiara, per fare da colonna sonora al film horror nelle vostre menti. L'album è stato ispirato dalle troppe ore di videogiochi con il figlio musicista, ed è rimasto a lungo in attesa in un "grande ripostiglio della [sua] mente, pronto a uscire".


L'etichetta di Brooklyn Sacred Bones (il cui repertorio include un altro cineasta, David Lynch) pubblicherà Lost Themes di Carpenter il 3 febbraio. Il visionario dell'horror festeggerà presenziando alla Brooklyn Academy of Music la sera del 5 febbraio, e sarà affiancato da Brooke Gladstone della NPR per una conversazione sulla musica, sui film e sull'horror.
Newsweek ha parlato con Carpenter riguardo la transizione dai film alla musica, gli scenari post-apocalittici e che cosa lo spaventa di più a questo mondo.

NewsWeek: Cosa ha dato il via a questa avventura?
John Carpenter: È iniziata in maniera molto banale. Io e mio figlio (un paio di anni fa), veniva a casa mia e giocavamo ai videogame per un paio di ore. Poi andavamo giù, al mio computer, che ha Logic Pro, con un sacco di plug-in e suoni di sintetizzatori e tastiere. Improvvisavamo musica per un paio di ore, poi tornavamo a giocare, e poi di nuovo a scrivere musica. Siamo andati avanti...oh, per mesi e mesi. Poi mio figlio si è trasferito in Giappone per insegnare inglese. Non avevo mai pensato di farne qualcosa. Poi ho assunto un nuovo avvocato musicale, e lei mi ha detto "Hai qualcosa di nuovo?". Perciò le ho mandato questo materiale. Un mese o poco più dopo una casa discografica voleva pubblicarlo!

A quale tipo di videogame giocavi allora?
Borderlands. Uno dei più grandi videogiochi.

Hai parlato di come crei suspense nei tuoi film introducendo qualcosa che faccia paura al pubblico. Hai utilizzato lo stesso approccio per creare suspense per gli ascoltatori di Lost Themes?
Beh, non proprio. Non stavamo creando musica per le immagini, stavamo solo creando musica. Mi piace vederlo come...la maggior parte della gente ha un film nella propria mente. E, beh, questa è la colonna sonora per loro. Perciò, ciò che potete fare è sedervi, spegnere le luci, metter su il mio album e iniziare a visualizzare il film nelle vostre menti, e io farò la colonna sonora per voi.

Sembra che tu ti sia dato da fare...
Oh certo. Ma non l'ho fatto con uno scopo in mente, o con il pensiero di un prodotto finale. È stato creato per il gusto di fare musica insieme. Ha partecipato anche il mio figlioccio. Si è occupato dell'engineering, e ha composto insieme a noi alcune delle tracce. È un affare di famiglia.

Cosa ascoltate tu e tuo figlio insieme?
Quando era piccolo, gli facevo ascoltare molto rock and roll classico. Che è quello con cui sono cresciuto anche io. I Beatles, i Rolling Stones, i Byrds, i Doors, e prima ancora Elvis. Ma io ho un background musicale alle spalle. Mio padre era un insegnante di musica, e mio figlio ha studiato musica. È parte della genetica. Ora non ascoltiamo molta musica; io guardo principalmente il basket dell'NBA e gioco ai videogiochi. Questo materiale, la musica è lì seduta in attesa in un ampio ripostiglio della mia mente, pronta ad uscire.

Hai suonato in una band. Ricordi la prima canzone che hai imparato a suonare?
Mio padre ha provato ad insegnarmi a suonare il violino quando ero giovane. Il problema era che non avevo talento. Non ero bravo con il violino. Sono diventato molto più bravo quando ho iniziato a suonare la chitarra e le tastiere. Ma poi ho suonato il basso in una band rock and roll, facevamo cover. Facevamo tutte le canzoni R&B e rock and roll più famose del tempo – dovevano essere gli anni '60 – ecco cosa suonavamo.

Cosa ti ha portato a suonare il basso?
La band aveva bisogno di un bassista, perciò è stata questione di necessità! E il basso è uno strumento molto divertente da suonare. Essere dei bravi bassisti è molto difficile, però, aggiungere un tocco unico.

Quando è stata l'ultima volta che ti sei meravigliato o spaventato per qualcosa che hai sentito?
Oh, non mi spavento per questo genere di cose. Le cose reali mi spaventano.

Tipo cosa?
Ho subito molti interventi agli occhi negli ultimi tre anni. Ho avuto dei distaccamenti della retina. Perciò l'idea di poter restare cieco è terrificante. È la cosa che più mi ha spaventato da quando sono giovane.

Hai visto qualche film che ti ha elettrizzato ultimamente?
Elettrizzato! Qualche anno fa ho visto World War Z e mi è piaciuto molto.

Cosa ti è piaciuto di quel film?
È un gran bel film di zombie. Gli zombie movie e i telefilm sugli zombie, in pratica, copiano tutti dal film di George Romero del 1968 [La Notte dei Morti Viventi]. Sono tutte fotocopie, non c'è nulla di originale. È un peccato. Ma questo film ha reinventato lo zombie movie. Mi è piaciuto molto anche Gravity...

Immagina che sia la fine del mondo. Sei l'unico umano sopravvissuto. Chi preferiresti affrontare: alieni che ti controllano la mente, La Cosa, un vampiro affamato o Michael Myers?
Sceglierei l'unico contro cui ho una possibilità. I vampiri. Voglio dire, almeno hai una possibilità contro di loro. La Cosa? No. Gli altri? Sono quasi imbattibili.

Chiedo scusa, se sembra una domanda macabra, ma hai mai pensato a quale musica vorresti al tuo funerale?
No, non ci ho mai pensato! Dovrò iniziare a farlo. Potrebbe essere "Louie, Louie" dei Kingsmen.

Qual è la tua suoneria?
Non ne ho idea!

Ma non è il tema di Halloween?
No...ma quella è la suoneria di mia moglie.

venerdì 2 gennaio 2015

Fangoria: sul numero di gennaio copertina dedicata a John Carpenter e intervista esclusiva


Il numero #339 di gennaio della rivista americana Fangoria (questo il sito internet) in edicola in questi giorni ha dedicato la copertina (a cusa di Steve McGinnised un'intervista a John Carpenter, in occasione dell'uscita del suo album di "tempi perduti" Lost Themes, disponibile a partire dal 3 febbraio attraverso l'etichetta Sacred Bones Records. Questa la striscia presentativa del magazine:

That cover is a frighteningly beautiful piece of art by Steve McGinnis, celebrating legendary director John Carpenter’s talents as a musician. We’ve got an exclusive interview with Carpenter about his many scary scores as well as his much-anticipated first original album LOST THEMES—and to keep up the musical tack.