sabato 6 dicembre 2014

La Cosa di John Carpenter: storyboard vs. film ultimato

Traduzione integrale dell'aticolo apparso sul sito dangerousminds.net dedicato al confronto tra storyboard e film ultimato de La Cosa di John Carpenter a cura di Micol Basone in esclusiva per il portale Il Seme Della Follia #2014 

La Cosa di John Carpenter: Storyboard vs. Film ultimato

Come la sceneggiatrice Anne Bilson ha sottolineato, molti critici si sbagliavano su La Cosa di John Carpenter, quando uscì nel 1982. In generale lo odiavano e lo condannavano come "troppo finto per essere disgustoso. Si qualifica solo come spazzatura istantanea." Mentre un altro critico sentenziava:

"L'unica strada rimasta da esplorare sembra essere il documentario
sul campo di concentramento o il film snuff"


Le recensioni erano tutte, purtroppo, deludenti, soprattutto per il fatto che quei dilettanti non erano riusciti ad afferrare come Carpenter avesse creato una versione cinematografica adulta, intelligente e molto fedele del racconto Who Goes There? di John W. Campbell – la base della produzione originale di Howard Hawks La Cosa da un Altro Mondo, diretto da Christian Nyby nel 1951. A differenza della produzione di Hawks, Carpenter era rimasto fedele al racconto di paranoia di Campbell e all'alieno che cambia forma. Ma ciò che più conta è il fatto che la sua versione segna un enorme progresso nella narrazione cinematografica, dal momento che i cambiamenti di personaggio o motivazioni vengono fatti in maniera rapida senza dover essere spiegati o sviluppati attraverso il dialogo. Il pubblico più giovane l'aveva capito, i vecchi critici no, e condannavano il film per quella che loro percepivano come mancanza di profondità emotiva. Questo può essere spiegato probabilmente con l'uscita qualche mese prima dell'esageratamente sentimentale E.T. L'Extraterrestre di Steven Spielberg, che ricevette recensioni straordinariamente positive. Ad ogni modo, come nota Billson, parte dell'infamia ammucchiata su John Carpenter era stata in precedenza scaricata su Nyby:

Variety scriveva: "Quello che la vecchia pellicola trasmetteva – e che Carpenter ha completamente fallito – era un senso di intenso terrore." - Ed è curioso, perchè nel 1951, la stessa rivista diceva riguardo al film di Nyby: "L'ingegnosità dimostrata nel costruire le basi della trama viene a mancare quando la storia si sviluppa. Gli attori...non comunicano alcun terrore reale."



Le critiche negative ebbero un effetto deleterio su John Carpenter, che successivamente dichiarò:

"Prendo ogni fallimento duramente. Quello più difficile fu quello di La Cosa. La mia carriera sarebbe stata diversa se quel film fosse stato un successo... il film fu odiato. Persino dai fan della fantascienza. Pensarono che avessi tradito la loro fiducia, e l'accumularsi delle critiche fu assurdo. Persino il regista del film originale, Christian Nyby, mi criticava."

E questo è una vergogna, perchè Carpenter è un vero artista, uno dei più grandi registi non convenzionali del cinema americano, i cui film hanno avuto una considerevole influenza sulle successive generazioni di registi. Il tecnico del montaggio Vashni Nedomansky è un ammiratore de La Cosa di John Carpenter e descrive il film come uno dei suoi preferiti, dichiarando persino che:

"La storia, i personaggi, la colonna sonora, la location e gli effetti speciali
sono tra i più memorabili della storia del cinema"


Scrive, inoltre, che alcune scene del film lo hanno "distrutto" e "segnato cinematograficamente come un bambino".

Come fan del film, Nedomansky ha recentemente fatto un confronto tra la storyboard originale ad opera di Mike Plogg e Mentor Huebner e il film ultimato di Carpenter. È un confronto interessante, perchè rivela quanto il processo di creazione di un film possa essere basato sulla collaborazione, come spiega Nedomansky sul suo blog Vashi Visuals:


Sia l'aspetto desolato dell'Antartide che quello sempre in mutazione della creatura aliena in La Cosa erano stati concepiti molto prima dell'inizio delle riprese. L'artista Michael Ploog e Mentor Huebner disegnarono delle storyboard molto dettagliate, in modo che tutti i dipartimenti della produzione fossero sulla stessa lunghezza d'onda per la preparazione delle riprese. Niente di nuovo...ma la somiglianza tra le storyboard e le immagini finali catturate dal leggendario direttore della fotografia Dean Cundey è sbalorditiva. Spesso le storyboard sono solamente una guida, ma per questo film erano state preparate in maniera talmente specifica che diventarono Vangelo. I dettagli e la qualità artistica dell'opera di Ploog permisero alla troupe di avere ben chiari e definiti gli scopi durante quelle gelide giornate di riprese sia in Alaska che in Canada. 


A dimostrazione di questo fatto...ho preso in esame due scene da La Cosa e messo a confronto le storyboard e le riprese nel montaggio finale del film. Il video qui sotto esamina la scoperta dell'astronave aliena e la trasformazione di Norris nella shockante scena che mi perseguita ancora oggi. Proprio come Hitchcock aveva lavorato con Saul Bass per creare la famosa scena della doccia di Psycho...Ploog aveva creato delle bellissime storyboards per Carpenter, in modo che il tempo sul set venisse utilizzato al meglio per raccontare la storia.

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