giovedì 25 dicembre 2014

Il Signore del Male: ecco come John Carpenter ha composto la sua inquietante colonna sonora

Traduzione intregrale dell'articolo apparso su rollingstone.com a cura di Micol Basone in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia" #2014. Buona lettura. 

Il Signore del Male: ecco come John Carpenter ha composto la sua inquietante colonna sonora.
Il regista di Halloween ha 66 anni, ma con la pubblicazione del suo album di debutto, Lost Themes, dice di essere appena all'inizio.


Da Michael Myers, il sinistro killer mascherato di Halloween, a Snake Plissken, l'ostinato veterano diventato detenuto di Fuga da New York, il regista John Carpenter ha elaborato alcuni dei personaggi più memorabili di Hollywood. È anche responsabile di alcune delle colonne sonore più influenti e piene di suspense dopo Bernard Herrmann. Ora, il sessantaseienne sta per pubblicare il suo album di debutto, Lost Themes: 10 vibranti, urgenti tracce strumentali elettroniche con titoli affascinanti come Abyss, Wraith e Vortex, che potrebbero adattarsi benissimo a qualunque dei suoi thriller.

Assolutamente casuale, dice Carpenter a Rolling Stone, Lost Themes si è sviluppato durante l'ultimo paio di anni, nelle pause tra i videogames («Il gioco migliore a cui ho giocato negli ultimi anni è Borderlands 2, ma ora sto giocando a Assassin's Creed: Unity», dichiara), durante le quali cazzeggiava alla postazione audio digitale che la moglie gli ha regalato. È poi stato aiutato da suo figlio Cody Carpenter, della band prog rock dei Ludrium, e dal suo figlioccio, Daniel Davies, che ha scritto le canzoni per I, Frankenstein. «E' stato tutto piuttosto casuale», dice, «qualcuno lo ha spedito alla [casa discografica] Sacred Bones e loro hanno detto 'Facciamone un album'. E ho pensato 'Beh, ottimo!'. Non ci avrei mai pensato.»

Quando Lost Themes uscirà il 3 febbraio, sarà disponibile in una varietà di formati in vinile colorati, e la versione per iTunes includerà alcuni remix a opera di Skinny Puppy's ohGr, Zola Jesus, Foetus' JG Thirlwell e altri. Inoltre, alcuni giorni dopo la pubblicazione, Carpenter sarà l'oggetto di un tributo alla Brooklyn Academy of Music: John Carpenter: Master of Fear, che includerà una serie di proiezioni e una conversazione sulla musica a tu per tu con il regista, il 5 febbraio.
Il regista ha recentemente parlato con Rolling Stone di come sia riuscito a passare dal comporre colonne sonore al fare musica che potesse stare da sola.

Questo è il tuo album di esordio. Perchè lo hai intitolato Lost Themes? La gente potrebbe pensare che siano colonne sonore mai utilizzate.
Beh, quella non è stata una mia idea. Ma pensatela così: sono "tracce perdute" nel senso che diamo una colonna sonora ai film che molte persone hanno nella propria immaginazione.  Il modo perfetto di ascoltarlo sarebbe con una bella ragazza al proprio fianco, ma se non potete farlo, spegnete le luci, mettete su l'album e lasciate che la musica affondi nei film immaginari della vostra mente.

Una volta posato il controller del videogioco, come si inizia una "traccia perduta"?
Inizia con un accordo. Non scrivo la musica. Non leggo musica. È tutto improvvisato. Inizia molto semplicemente con un suono accativante.

Pur non lavorando con un supporto visivo questa volta, la tua musica risulta molto cupa.
Alcuni dei pezzi musicali più belli sono cupi.

Tuo padre era un insegnante di musica. Quanto ha influenzato la tua musica?
Sono cresciuto ascoltando musica. Quando avevo circa otto anni, mio padre mi insegnò a suonare il violino. Fu una decisione infelice, perchè non avevo talento, e quello è davvero lo strumento più difficile da suonare. Ho suonato il violino per qualche anno, poi sono passato alle tastiere e alla chitarra. Ma i film sono stati il mio primo amore.

Cosa pensa tuo padre della tua musica?
Oh, non lo so. È solo contento che io abbia fatto musica. Non ha ancora ascoltato il disco. Beh, ora è sordo. Non so cosa ne penserà.

Hai detto che i film sono stati il tuo primo amore. Perchè hai iniziato a fare anche le colonne sonore?
È iniziata alla scuola di cinema, perchè quando fai un film studentesco non hai soldi. Metti i tuoi amici a recitare e prendi le telecamere. Perciò mi chiedevano di fare le colonne sonore, e per il mio primo film – per cui non avevamo di nuovo soldi per la musica – mi sono occupato io della colonna sonora. Ho iniziato facendo film a budget ridotto, ero economico ed ero veloce. Ero in grado di farla e adattarla al film, e la cosa si è rivelata piuttosto efficace. E così ho semplicemente continuato, umiliandomi, perchè man mano che la mia carriera cinematografica procedeva, le colonne sonore si facevano sempre più complesse e ci voleva più tempo per realizzarle. Il problema è che ti ritrovi a dover lavorare sodo da regista e in più lavorare come compositore. Ho iniziato a odiarlo. Ma il lato positivo era che c'era questo nuovo livello di creatività, un'altra tecnica narrativa che va oltre l'occhio del regista.

Hai detto di essere un ammiratore di compositori come Bernard Herrmann, Ennio Morricone, Dimitri Tiomkin e Hans Zimmer. Cosa ti piace di loro?
Riconosco Bernard Herrmann e Dimitri Tiomkin non appena li ascolto, anche non sapendo se hanno fatto o meno la colonna sonora del film. È incredibile. Di Herrmann mi piacciono le emozioni che trasmette. Basti vedere le colonne sonore di La Donna che Visse Due Volte e di Intrigo Internazionale. Caso chiuso.



Hai collaborato con Ennio Morricone per La Cosa. Come descriveresti l'esperienza?
Lui è fantastico ed è un genio. Non parlava inglese, e io non parlavo italiano, ma parlavamo il linguaggio della musica. [ride] Oddio, è terribile.

Dopo aver sentito le sue idee per la colonna sonora di La Cosa, cosa hai detto?
Ho detto "meno note". Se vedi La Cosa, la colonna sonora finale è il risultato della nostra conversazione: molto semplice, molti sintetizzatori, efficace.

Tornando a Herrmann, hai citato la colonna sonora di Psycho come una delle più grandi influenze per la tua colonna sonora di Halloween.
Non è esatto. Una delle principali influenze per la colonna sonora di Halloween è stata quella che Goblin aveva realizzato per Suspiria.

Credo che anche tuo padre abbia avuto il suo ruolo per la colonna sonora di Halloween.
Beh...per forza di cose. Mio padre mi ha insegnato a suonare il bongo. Mi ha insegnato il tempo a 5/4 quando avevo circa 13 anni. Tutto ciò che ho fatto è stato sedermi al piano, suonare e andare su di un semitono. Ed ecco la colonna sonora di Halloween.

Molto semplice.
Lo deve essere per forza perchè sono io a suonarla. Ho molte limitazioni come musicista.

Talento a parte, la tua musica è sempre stata molto minimalista in generale. Perchè?
Nei thriller e nei film horror cerchi di creare suspense, quel senso di "cosa sta per succedere?". Pensa alla colonna sonora de Lo Squalo. Sono due note. Ti tiene sulle spine.

Di quale colonna sonora vai più fiero?
Vado più fiero delle cose che ho fatto più avanti nella mia carriera, perchè sono un po' più complesse: Grosso Guaio a Chinatown, Il Signore del Male. Penso che quelle siano due belle colonne sonore. All'inizio non sapevo nulla dei sintetizzatori. Ancora oggi non so molte cose, ma sapevo che avevano un suono particolare che mi affascinava. Penso di essermi appassionato ai sintetizzatori quando ho sentito la colonna sonora dei Tangerine Dream per Il Salario della Paura [1977]. E' un film molto sottovalutato con una colonna sonora brillante. Era tutta sintetizzatori. Suonava diversa da qualsiasi cosa avessi mai ascoltato.

Utilizzavi i sintetizzatori anche prima de Il Salario della Paura, però, ad esempio nel tuo film Distretto 13 del 1976. Come è stata realizzata quella?
Ho avuto un giorno per realizzarla. Ecco perchè è così semplice. Dovevo fare in fretta. Ricordo che avevo tre o quattro tracce musicali e le ho spalmate lungo [tutto] il film.

Quando hai iniziato a fare le colonne sonore con le immagini?
Per Fuga da New York. La musica è stata creata così, scena per scena. Il tema principale non è venuto fuori subito. Ci ho lavorato un po' su a casa, con questa progressione e ho cercato di svilupparla.

Una delle cose che distingue Lost Themes dalle tue colonne sonore è l'assenza di quelli che tu chiami "bastoni per il bestiame", quei pungiglioni che accentuano qualcosa di orribile – come Michael Myers che appare con un coltello. È stato liberatorio lavorare senza?
Puoi dirlo forte, amico. Assolutamente sì. È liberatorio perchè non c'entra nulla con i film e la struttura di un film. È tutta musica. La musica è una delle forme di arte pura. Non è inquinata come i film.

Che musica ascolti ultimamente?
Non ascolto molta roba ora. Sono un tipo all'antica – ascolto ancora i Beatles e gli Stones. Per quanto riguarda la musica classica, adoro Bach. È forse il mio compositore preferito, è incredibile quando realizzi che ha composto molti dei suoi pezzi solo per testare gli organi in Europa. Come?!? E' per questo che lo ha fatto? È sbalorditivo. Mi piacciono anche Mahler, Tchaikovsky, e tutti i compositori classici.

Come hanno contribuito tuo figlio e Daniel a Lost Themes?
Purgatory inizia con un pezzo molto bello, inquietante e triste; l'ha composto mio figlio e me l'ha spedito dal Giappone. C'è un sibilo lì, se si ascolta bene, perciò ho cercato di coprirlo con dei sintetizzatori, ma è opera sua. Daniel Davis è il mio figlioccio. È un virtuoso della chitarra, e mio figlio è un virtuoso delle tastiere. È incredibile. Perciò utilizzo il loro talento e me ne prendo il merito. È questo il mio lavoro.

A cosa lavorerai dopo?
Al momento io e mio figlio stiamo componendo un album dark blues.

Cosa è il dark blues?
Beh tutto il blues è essenzialmente dark. Si tratta di blues. Ha queste sfumature un po' rock&roll, ma è tutta roba molto blues. Adoro come gli Stones sono riusciti ad incorporare il blues nella loro musica.

È a questo che paragoneresti il tuo dark blues?
Non suona come nient'altro. È unico. Non so se lo pubblicheremo. Vedremo cosa succede.

Stai lavorando a qualche film?
Sto elaborando alcune cose, ma la mia agenda è molto meno piena ora, perchè sto invecchiando, sai. Le persone vecchie vanno piano. Hollywood è cambiata molto. È molto più difficile fare film, specialmente alla mia età. Hollywood è per i giovani. Lo è sempre stata.

Il tuo amore per i film è ancora forte?
Sì, ma il mio amore per la sveglia alle quattro del mattino non lo è. Quell'amore si spegne negli anni. E ho la mia carriera alle spalle. Sono riuscito a realizzare il sogno di una vita. Sono riuscito a diventare un regista! Ma che cazzo? Non sapevo che avrei dovuto continuare a farlo. Posso farlo quando mi pare.

Parrebbe che tu stia facendo quello che vuoi fare.
Finalmente!

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