giovedì 27 novembre 2014

Asylum: edizione speciale del fumetto con penna USB disponibile presso lo store della Store King Productions


E' disponibile presso lo store della Storm King Productions un'esclusiva edizione del fumetto di Asylum (supervisionato dal regista John Carpenter insieme alla moglie Sandy King) con una speciale rilegaturacon box in cartonato contenitivo contenente  un nuovo prologo e vignette mai pubblicate per un totale di 200 pagine. Inoltre il libro sarà firmato da tutto il team creativo e per chi l'ordinerà (al prezzo di 100 dollari) entro il 15 dicembre riceverà in regalo una penna USB fatta a forma di crocefisso. 

martedì 18 novembre 2014

Fuga Da New York: disponibile una steelbook DVD + Blu-ray presso i punti vendita UniEuro


Sono disponibili da qualche giorno - in esclusiva presso i punti vendita UniEuro di tutta Italia - alcune ristampe in edizione limitata steelbook DVD + Blu-ray (al prezzo imposto di euro 9.90) di alcuni dei grandi classici della cinematografia americana, tra la quale anche figura anche 1997: Fuga Da New York di John Carpenter. La confezione, si presenta in un massiccio e accattivante formato metallico con le plastiche interne trasparenti, che una volta aperta presenta sul lato sinistro il supporto DVD e su quello destro il Blu-ray, ma aimè i dischi non presentano alcuna rimasterizzazione o aggiunta in quanto a contenuti bonus, quindi le caratteristiche tecniche sono identiche a quelle delle singole edizioni già presenti sul nostro mercato (altamente sconsigliata quella in Blu-ray, che tra l'altro non presenta contenuti extra al contrario di quella DVD).
Consigliamo quindi l'acquisto di questo prodotto solo ai collezionisti più accaniti del cinema del regista californiano, una buona occasione a prezzo accessibile per rimpinguare la raccolta personale.


venerdì 14 novembre 2014

They Still Live: in mostra a Los Angeles un finto poster dell'ideale seguito di They Live


Si chiama They Still Live ed è' una delle "finte" locandine di punta della mostra  SEQUEL: Artists Imagine Movie Sequels That Were Never Made che è partita ieri presso la galleria d'arte di Los Angeles 8-bit. L'immagine è stata creata dal disegnatore Matt Haley che si è immaginato un seguito di They Live (in Italia col titolo di Essi Vivono), film fantascientifico girato da John Carpenter nel 1988 e che vedrebbe come protagonisti Kurt Russell (al posto del wrestler Roddy Piper), Pam Grier e Tom Atkins. Il risultato, come potete vedere di seguito è di grande impatto e fa sognare i fans del regista californaano, che più volte negli anni hanno palesato il loro desiderio di vedere un seguito della pellicola, mai in realtà progettato.

lunedì 10 novembre 2014

Musica e cinema anni '70: nel nuovo libro di Lee Gambin menzione speciale anche per Elvis di John Carpenter



Uscirà a metà 2015 il nuovo libro del giornalista musicale Lee Gambin dal titolo We Can Be Who Are: Movie Musical From '70s, che tratterà il rapporto tra celluloida e sette note e l'influenza di alcune delle più celebri colonne sonore dei film più rappresentative degli anni '70. Il volume includerà anche una speciale ed esclusiva intervista al regista John Carpenter, che parlerà del suo biopic su Elvis Presley in Italia conosciuto come Elvis - Il Re Del Rock
La pelliccola, inizialmente girata da Carpenter per la televisione americana nel 1979 è stata distribuita anche in Italia nei cinema nei primi anni '80 ma ad oggi è irreperibile - se non d'importazione - sia in DVD che blu-ray per la nostra nazione.
Potete leggere una presentazione del libro cliccando QUI


domenica 9 novembre 2014

John Carpenter: «se mi proponessero di girare un film di supereroi lo farei. Fangland non si farà, Darkchylde è in sviluppo ma mancano fondi»

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto in italiano da Micol Basone in esclusiva per il blog "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al blog halloweendailynews.com. Buona lettura. 

L'intervista a John Carpenter
E' stato chiamato Maestro dell'Horror, ma John Carpenter è un vero Maestro dell'arte del cinema, un autore di indiscutibile visione e talento, linfa vitale di ognuno dei suoi lavori. È un artista che utilizza ogni angolo della tela cinematografica, dalla colonna sonora, solitamente composta dal regista stesso, alle ampie scene in widescreen, che ti catapultano all'interno del mondo nello schermo. Ha una voce impenitente che si apre un varco nel caos di successi commerciali di Hollywood per trovare un successo molto più significativo e l'eterna adorazione del pubblico riservata solamente ai classici.
Con almeno una eccezione degna di nota, la maggior parte dei suoi film non hanno stabilito nuovi record al botteghino, ma hanno trovato un più ampio e fedele pubblico negli anni e sono visti più ora che in passato. È un ribelle che non è mai stato al gioco di Hollywood, girando i suoi film alla sua maniera spesso senza il supporto di uno studio, facendo molto di più con 300mila $ nel 1978 di quello che molti registi sarebbero riusciti a mettere insieme con una cifra dieci volte più grande e creando nuovi standard di definizione di ogni genere in cui si è cimentato.


Non solo è il mio regista preferito di sempre, ma un vero e proprio eroe personale che ha influenzato più aspetti della mia vita di quanti ne possa immaginare, perciò quando mi si è presentata l'occasione di intervistare John Carpenter la scorsa estate, ero giusto un po' entusiasta.
Quando abbiamo parlato ad agosto, Entertainment Weekly aveva appena nominato John Carpenter "Regista più influente del 2014", citando circa una dozzina di film usciti quest'anno e i relativi creatori, ciascuno dei quali ha preso ispirazione dall'inconfondibile stile di Carpenter – dalle sue tipiche composizioni musicali synth-heavy, alla sua scelta di colori e caratteri, alla profonda critica sociale nascosta sotto la superficie di ogni suo film – e l'ha elogiato per quello che è: un Maestro della regia. Abbiamo iniziato la nostra conversazione con l'articolo di Entertainment Weekly, e abbiamo continuato parlando del vero Michael Myers, dell'origine di Snake Plissken, di quello che è realmente successo con Charlie Bowles a Russellville, e molto altro. Continuate a leggere per l'intervista integrale con John Carpenter!

Volevo farle qualche domanda riguardo questo articolo di Entertainment Weekly, che la cita come regista più influente di quest'anno. Per un'intera generazione di registi lei ora è la persona di cui parlano nella stessa maniera in cui lei ha parlato per anni di persone come Howard Hawks e Hitchcock.
Sono lusingato. Non posso crederci. Non riesco a credere a tutto ciò. Non sono così influente. È un'idea strana. Penso che sia vero, però, che molte persone, pubblico e registi, siano cresciuti guardando i miei film. Credo si tratti di questo. Sono lusingato. Sono davvero lusingato.

Se dovesse descrivere quello che fa, quello che è un "film di John Carpenter", cosa direbbe?
Direi di guardare i miei film. Si può intuire. Non è difficile capirlo. Ho fatto film di generi diversi. Ho fatto film horror, film fantasy, di fantascienza, tutto quel genere di cose, ma i miei film riguardano principalmente l'immaginazione.

Sembra che i suoi film abbiano finali simili, nel senso che la fine della storia non coincide con quella del film. Che si tratti di Michael Myers ancora a piede libero o Snake Plissken che si allontana distruggendo il nastro. È stata una scelta consapevole o è semplicemente capitato?
Beh, ho preso direzioni differenti sotto questo punto di vista. Quando ero più giovane, prediligevo i finali ambigui e aperti, ma il pubblico li odia. Quindi ad un certo punto mi sono detto "Non è una cosa molto intelligente da fare". Ma se devi creare un finale aperto, rendilo positivo, felice. Non renderlo negativo.
Il finale aperto di Grosso Guaio a Chinatown non crea problemi. Sì, c'è quello stupido mostro sul furgone, e allora? Il finale ambiguo di La Cosa, invece, fa dire a tutti "Oddio, non c'è speranza!". È un'altra faccia della stessa medaglia. Ho imparato a renderli positivi, quando posso. L'ho notato. Me ne sono reso conto grazie ai miei stessi film, e osservando la genre che guarda altri film.

In origine Halloween avrebbe dovuto essere Babysitter Murders, ma era una sceneggiatura sviluppata quando ne è diventato sceneggiatore?
Era solo un'idea. Il distributore aveva a disposizione del denaro e voleva fare un film di exploitation. Ha detto "lo chiameremo Babysitter Murders". Parla di un assassino che perseguita le babysitter, perchè secondo lui ogni ragazza in America si sarebbe immedesimata. Percò stava cercando di creare un film di exploitation a basso costo.
Halloween è strutturato in maniera totalmente diversa. Parlava, sì, di babysitter e di un assassino, ma c'è molto di più.


Chi è Michael Myers per lei? Una forza sovrannaturale o solo un pazzo che ha preso di mira questa ragazza a caso?
Beh, è un po' entrambe le cose. È un essere umano, ma ha elementi sovrannaturali in sè. È un ragazzo senza personalità, senza carattere. È più una forza che un essere umano, ma è al limite. Ci ho giocato un po'. Penso sia questo a rendere interessante il film: l'impossibile, invisibile forza nascosta nelle tenebre che è Michael Myers. Ti ucciderà, ma le sue motivazioni non sono completamente chiare. Tutto ciò che fa non è del tutto chiaro. È pura malavgità. È umano, malvagio, ma c'è anche questo elemento sovrannaturale che ti porta a pensare: "magari sopravvive, magari non può essere ucciso".

Laurie vede davvero la sagoma fuori dalla finestra? Potrebbe essere qualcosa che sta solo immaginando o lui è davvero lì fuori, prendendosi gioco di lei?
Dovrai decidere da te. Penso sia questo a rendere Halloween un film unico. Non avevo mai visto un film del genere prima di Halloween. Prima di Halloween era tutto chiaro e preciso. O c'era un mostro di qualche tipo, o un fantasma o un assassino. Ma in questo film (Halloween) c'era un po' di tutto in Michael Myers. È questo ad aver conquistato il pubblico. Non è stato un caso.

Ho sentito che la storia di Michael Myers fu ispirata da un ragazzo reale.
Michael Myers viene da due posti. Il suo nome viene dal distributore di Distretto 13 per il Regno Unito. Il suo nome era Michael Myers. Gestiva la Miracle Films. Era un uomo meraviglioso e ha contribuito a lanciare la mia carriera.
Secondo, l'idea della malvagità e della malattia mentale nel film è venuta da una visita che ho fatto durante un corso al college ad un istituto mentale. È stato molto deprimente. Ho visto un ragazzo che sembrava proprio il diavolo. Aveva problemi mentali, ma era quello che sembrava. L'idea della malvagità è venuta da lì. Non era realmente malvagio, ma lo sembrava. I malati mentali non sono cattivi. Sono solo tristi.
Ho utilizzato tutto, dall'esperienza, ad altri film, a tutto della mia vita per la regia.

Nella scena del becchino, lui tira fuori questa storia che ha luogo della vicina cittadina di Russellville, e mi sono sempre chiesto da dove venisse, perchè la tira fuori e poi viene interrotto da Loomis.
Una delle ragazze che frequentavo quando ero al college, suo padre era quel tipo. Quell'uomo era incredibile. Faceva parte della mafia di Kentucky. Gestivano cinema, drive-in e slot machine, roba di ogni genere. Aveva iniziato a giocare d'azzardo. Suo marito è stato coinvolto nella mafia, e suo padre l'ha ucciso. L'ha ammazzato. Perciò questo è il tipo di cattivo, pezzo di merda che era.
Non ha ammazzato la sua famiglia, ma era un tipo davvero cattivo.

Un'altra scena che ho sempre amato è quando in classe l'insegnante sta parlando e arriva alla battuta "il destino non cambia mai". È il destino di Laurie quello di trovarsi faccia a faccia con Michael?
Non ho idea di quello che ho detto o suggerito con quella scena, ma suona bene no? È l'illusione di profondità, senza nessuna profondità.

So che sono state girate delle scene aggiuntive alla fine di Halloween II. Quante di queste scene ha girato?
Ho girato qualcosa qui e là. Il sequel aveva i suoi problemi, e probabilmente tutti dovuti a me, perchè non avevo scritto una grande sceneggiatura. Preferisco lasciare perdere, perchè conosco il regista.

Vorrei parlare un po' anche di Fuga da New York. Hanno da poco annunciato che uscirà in versione Blu-Ray dalla Scream Factory l'anno prossimo.
Grandioso! Nessuno me lo aveva detto!

Come è stato creato il personaggio di Snake Plissken?
È un anti-eroe, le cui radici sono probabilmente nella guerra del Vietnam. Ma è anche un ragazzo che conoscevo alle superiori. L'atteggiamento è di questo ragazzo che conoscevo alle superiori.
Il nome viene da una persona reale, di cui mi parlava un amico. Ma è basato su quella persona che conoscevo a scuola, un'altra persona.

È coinvolto nel nuovo fumetto su Snake Plissken?
Sì.

Ha dichiarato di essere un grande fan dei fumetti fin da bambino. Quanto è bello ora avere Snake e Jack Burton in versione fumetto?
È favoloso. Ma devo puntualizzare che il mio fumetto preferito di quando ero bambino era Uncle Scrooge, che non aveva nulla a che fare con i supereroi.

C'è qualche possibilità che i fumetti portino a nuovi film con questi personaggi?
Non ne ho idea. Mai dire mai in questo mondo.

E se Snake e Jack fossero a 50 anni da oggi, come Batman e Spider Man?
Pensare a qualcosa del genere mi manda il cervello in pappa.

Può anticiparci cosa succederà nei fumetti?
No, non lo dirò. Dovrete uscire e andare a comprarlo.

Dirigerebbe mai un film sui supereroi?
Certo, se me lo proponessero, ma non lo faranno mai, quindi non mi si presenterà mai il problema. Perchè dovrebbero venire da me? Hanno tutti questi giovani adolescenti che fanno film là fuori. Non hanno bisogno di un vecchietto come me.

È stato associato ad una quntità di nuovi progetti, come Fangland e Darkchylde, recentemente. Può aggiornarci su qualcuno di questi progetti?
Fangland non andrà avanti. Darkchylde è in sviluppo. Stiamo cercando risorse finanziarie e vedremo quello che succederà.

Quindi Darkchylde sarà il suo prossimo progetto?
In questo mondo non si sa mai. Vedi da dove puoi raccogliere denaro. Ho un paio di altri progetti a cui sto lavorando. Non mi va di parlarne ora, ma vedremo come andranno. Ma non succederà nulla dopo ottobre, perchè inizia l'NBA e io sono dipendente dal basket e non potrò abbandonare casa mia.

martedì 4 novembre 2014

Lost Themes: tutti i dettagli sul disco di "temi perduti" di John Carpenter in uscita a febbraio


Il sito xlr8r.com ha rilasciato tutti i dettagli del nuovo disco di inediti con temi perduti di John Carpenter, che uscirà il prossimo 3 febbraio 2015 attraverso la Sacred Bones Records e dal titolo Lost Themes (sopra la copertina). Il disco - composto da 9 canzoni (in fondo alla news la tracklist ufficiale) e frutto di una serie composizioni registrate negli anni dal regista californiano e rielaborate insieme al figlio Cody Carpenter dei Ludrium e Daniel Davies per le colonne sonore dei propri film e mai utilizzate, ed il primo singolo estratto dal titolo "Vortex"è già disponibile per lo streaming da qualche giorno (la potete ascoltare tramite questo link). La release è già prenotabile, sia in versione CD che vinile attraverso lo store inglese di amazon al prezzo di poco inferiore alle 15 sterline per il primo formato e di 20 sterline per il secondo. 

01. Vortex
02. Obsidian
03. Fallen
04. Domain
05. Mystery
06. Abyss
07. Wraith
08. Purgatory
09. Night

lunedì 3 novembre 2014

John Carpenter: «quando ero giovane mi spaventava un pò tutto. Di recente ho rischiato di perdere la vista»

Il sito vice.com ha chiesto ad alcuni dei più grandi registi horror viventi, quale sia stato l'evento reale della loro vita ad avergli creato maggiore orrore. Ecco cosa ha risposto John Carpenter (con traduzione integrale a cura di Fabio "Pennywise" Carpenter in esclusiva per "Il Seme Della Follia":

illustrazione di Nick Gazin
«Nella mia vita sono successe molte cose spaventose, sopratutto quando ero giovane. Allora credo che mi spaventasse un pò tutto. Recentemente sono andato a trovare mio padre in Kentucky, quando ho subito un distacco della retina al mio occhio destro. Ho chiesto al dottore se potessi tornare a Los Angeles per farmi visitare dal mio oculista, però mi ha risposto che avrei potuto subire il distacco della retina durante il volo e dovevo operarmi immediatamente. Fino a quando due giorni dopo non sono stato operato, ho temuto di restare cieco, e di rovinare la mia vita e la mia carriera. Il distacco della retina equivale a dire cecità. Pensavo di essere fottuto. L'intervento ha avuto successo, e mi calmai. Oggi riesco a vedere benissimo»

domenica 2 novembre 2014

"Vortex": ascolta il nuovo brano di John Carpenter estratto dall'album Lost Themes


Il sito ufficiale dell'etichetta sacredbonesrecords.com ha pubblicato il giorno di Halloween il brano "Vortex" (e' possibile ascoltarla cliccando sul link), primo estratto dall'album Lost Themes, raccolta di temi esclusi in oltre 40 anni di carriera dalle colonne sonore dei film di John Carpenter e da lui scritte ed eseguite. Seppur non abbia ancora una data di uscita ufficiale e nessuna informazione tecnica, il disco è atteso per febbraio 2015, attraverso l'etichetta Sacred Bones

sabato 1 novembre 2014

rollingstone.com: come Essi Vivono ha sfidato i repubblicani ed ha vinto

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotto in italiano da Micol Basone ed in esclusiva per il portale "Il Seme Della Follia"- l'articolo che rollingstone.com ha dedicato al film di John Carpenter Essi Vivono. Buona lettura.


L'Impero degli occhiali da sole: come Essi Vivono ha sfidato i Repubblicani e ha vinto.
Ogni tanto, Rollingstone.com punterà i riflettori su un film che amiamo ma dimenticato, trascurato, messo in ombra, disprezzato o criticato aspramente, in una nuova rubrica intitolata "Be Kind, Rewind". L'ultimo film scelto da noi è: Essi Vivono di John Carpenter.
Spendete un po' di tempo (una quantità dannosa per la vita) a scrivere e pensare ai film, e vi ritroverete a essere ossessionati da cose che sono solo marginalmente collegate a quello che avete di fronte. È il lato da groupie dell'essere un critico cinematografico. Lo facciamo tutti, anche se le nostre rockstar sono emotivi registi che a malapena riescono a parlare in pubblico. Dalla mia adolescenza in poi, ho sprecato una quantità incredibile di tempo riflettendo sulla domanda: come sarebbe essere John Carpenter? Non girare i suoi film, ma essere lui.

Anche durante il suo massimo splendore negli anni '80, Carpenter sembrava sempre essere annoiato durante le interviste, un mascalzone del Kentucky che fumava di continuo e che avrebbe preferito guardare una partita di basket. Se foste JC, probabilmente sareste stanchi di sentire l'ennesima domanda su Halloween, il classico slasher che avete girato quando avevate 30 anni e che ha redefinito il genere di cui vi importava solo relativamente. Andreste a casa, ad armeggiare nella vostra stanza dei sintetizzatori e tirereste fuori la vostra musica da thriller futuristici. Per molti anni, Adrienne Barbeau sarebbe lì a salutarvi. E poi, dopo centinaia di telefonate con Kurt Russell, dopo aver ricevuto l'opportunità di fare il remake del vostro film preferito e di migliorarlo ( La Cosa), dopo aver visto i frutti della vostra passione fare flop al botteghino, vi trovereste di fronte a un blocco.
Essi Vivono, il paranoico film di Carpenter del 1988, merita di essere considerato come un capolavoro, l'ultimo sprezzante gesto di un artista prima di perdere il filo. È uno scontato ma apprezzabile film riguardo un eroe della classe operaia (il wrestler "Rowdy" Roddy Piper) che lotta per cercare lavoro in una Los Angeles fortemente divisa in classi. Scopre, dopo essere inciampato su un paio di occhiali da sole speciali, che la numerosa popolazione di yuppie della città sono alieni. Proprio così: gli yuppie sono alieni. Durante le interviste, Carpenter va spesso più a fondo rispetto alla sceneggiatura (basata in parte sul racconto Alle Otto del Mattino di Ray Nelson, diventato nel 1986 un fumetto), chiamando direttamente i demoni nascosti "Repubblicani". Essi Vivono ritrae questi viscidi intrusi, come si vedono attraverso la cinepresa in bianco e nero degli occhiali, in giacca e cravatta, insistenti e incuranti, mentre dicono spensieratamente ai propri colleghi di "darci dentro". E quando vengono visti per quello che realmente sono da questa nullità di un lavoratore in jeans (il personaggio di Piper si chiama Nada), vanno nel panico.

Da questo film di Carpenter in poi, molte pellicole si sono abbattute pesantemente contro il Reaganismo; è persino limitante per il potere nascosto di Essi Vivono, definirlo un sermone politico. Molto più avventurosamente, è un thriller – un divertimento adatto alla massa – che cerca di trasformare il proprio pubblico in anti-consumisti. Tutto ciò che vediamo al cinema ci chiede in qualche maniera di vedere il mondo alla sua maniera. Ma Essi Vivono rende letterale quest'idea, costringendoci ad indossare gli occhiali per mostrarci una prospettiva totalmente differente. La prima volta che Nada viene a conoscenza di questo ordine segreto sta camminando lungo una strada della città in una tipica mattina nebbiosa di L.A. Inciampa sugli occhiali – e quello che vediamo nei minuti successivi è qualcosa che nessun altro film ha mai tentato di mostrare. I manifesti diventano messaggi in grassetto. Una donna in bikini viene rimpiazzata dalla scritta "SPOSATI E RIPRODUCITI". I giornali sugli scaffali ci esortano a "CONSUMARE" e "OBBEDIRE". Un mazzo di banconote in mano ad un commerciante dice "QUESTO E' IL TUO DIO".

Nulla vi prepara a questa scena, una riflessione socioculturale quasi senza parole messa a tradimento all'interno di un film di fantascienza. L'autore di Brooklyn Jonathan Lethem, grande fan di Essi Vivono, l'ha definita "10 minuti di dissonanza cognitiva più sublime di qualsiasi cosa nella storia del cinema paranoico". Il filosofo sloveno Slavoj Zizek ha mostrato grande entusiasmo per la sequenza, che è stata utilizzata dall'artista Shepard Fairey per i suoi iconici poster per Andre The Giant. Nel mirino di Carpenter c'era la pubblicità, ma anche lo stile di vita subdolamente influenzato dalla televisione, inserendo il suo film nello spinoso gruppo di satire sui media come Quinto Potere (in pratica una prima versione).
Principalmente, però, la scena lascia a bocca aperta: anche ora, è facile mettersi a ridere all'idea di un gruppo di uomini riuniti per il prossimo Grosso Guaio a Chinatown, che invece si trovano di fronte ad un mucchio di informazioni sulla semiotica dei media.
Semplice: gli yuppie sono alieni.


Essi Vivono è stato una sorte di ponte per alcuni di noi, un vero e proprio atto di sovversione da parte di un regista che ha impiegato il suo stile fatto di chiare composizioni in widescreen e di parlantina alla Hawks in qualcosa di più grande, che facesse leva sull'intelligenza del pubblico. Si sente la preoccupazione e la disperazione emanare dal film: la passione di un regista alla ricerca di un significato, forse perchè ha visto la pazza corsa della propria carriera infrangersi contro l'indifferenza di Hollywood. È un film triste, un'invocazione alla Lorax.
Non è questo il momento per fare reclami sullo stile recitativo di Roddy Piper, che si è diretto in tribuna da Carpenter durante Wrestlemania 3 e ha ottenuto la parte. Ma possiamo dire questo su di lui: ha spesso fatto la parte del cattivo ed è stato spesso stracciato. Alcuni di quei personaggi sconfitti fanno la loro comparsa in Nada, che si è diretto verso ovest dopo aver lasciato una Denver senza sbocchi lavorativi. "Credo nell'America" dice il personaggio, guardando un tramonto roseo, alludendo a un film molto più bello, ma estraendo l'ingenuità di quella affermazione. (Essi Vivono fa un uso pungente delle disparità economiche di Los Angeles: quelli sono reali senzatetto di East L.A. a cui Carpenter ha pagato una giornata di lavoro, e si vedono le luccicanti torri del centro dietro la loro baraccopoli.)

Piper se la cava bene con l'azione di ribellione a cui il film infine si riduce, un'ultimo scontro furioso tra gli yuppie alieni e la loro "elite umana del potere". (Ha anche il proprio slogan alla Schwarzenegger, improvvisata sul momento: "sono qui per masticare chewingum e dare calci in culo...e ho finito i chewing gum.") Ma fa un lavoro magnifico con la scena più famigerata del film, sei minuti di scazzottata con il collega Keith David, stupefacente per la sua durata. Nada vorrebbe solo che il ragazzo si mettesse gli occhiali e si unisse alla crociata – sorprendentemente, questo diventa un vero e proprio punto di scontro, che porta a body blows e piledrivers. La scena va avanti. Carpenter l'ha descritta come un omaggio a Un Uomo Tranquillo di John Ford, un po' troppo scaltra come citazione. Più onestamente, è una concessione ai fan di Piper.

Tuttavia, non c'è qualcosa di deprimente riguardo la zuffa, un totale spreco di energie che avrebbero potuto essere impiegate contro i Repubblicani? Sarebbe bello pensare che Carpenter ci abbia riflettuto. Sarebbe anche meraviglioso pensare che abbia spostato la sua caratteristica sfumatura musicale dai suoi pungenti sintetizzatori verso il lento e oppressivo blues di Essi Vivono, perchè il regista stava, in un certo modo, cantando un blues – il suo lamento per il sogno americano, nascosto in un idioma plastico e pubblicitario. Quando ho visto Essi Vivono a 17 anni, ho finalmente scoperto cosa volesse dire essere John Carpenter. Ed era deprimente.