domenica 12 ottobre 2014

Kim Gottlieb-Walker: a dazeddigital.com racconta la sua esperienza lavorativa con John Carpenter

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotta in italiano da Micol Basone - l'intervista che la fotografa Kim Gottlieb-Walker ha rilasciato al sito dazeddigital.com in occasione dell'imminente uscita del libro fotografico On Set With John Carpenter. Buona lettura.


Dietro l'obiettivo insieme alla fotografa del set di John Carpenter.
Snake Plissken a casa e il relax durante The Fog: ricordando i momenti più iconici dei film di John Carpenter con un'esclusiva anteprima del nuovo libro.
Come recita il detto: dietro ogni grande uomo c'è una grande donna. Nel caso della fotografa americana Kim Gottlieb-Walker, lei era spesso dietro le scene degli originali e avvincenti film del regista John Carpenter. Da Halloween- probabilmente il primo film slasher di sempre – all'inquietante classico The Fog, alla performance del cinico anti-eroe Snake Plissken in Fuga da New York, la Gottlieb-Walker è stata coinvolta nel documentare alcuni dei lavori più duraturi di Carpenter.
Ha iniziato la sua vita di fotografa con degli scatti in 35mm durante il suo primo anno all'Università della California, a Berkley, documentando eventi contemporanei come il Free Speech Movement del 1964. Dopo aver girato un fallimentare film indipendente, la sua collega per il progetto, Debra Hill, viene scelta per a lavorare a  Halloween di Carpenter, o come era stato intitolato inizialmente The Babysitter Murders. La Hill, ricordandosi del buon lavoro della Gottlieb-Walker, la trascina con sé, dando il via ad un'eclettica carriera che, oltre al suo lavoro con Carpenter, include diversi show televisivi come Star Trek e Cin Cin, e personaggi come Jimi Hendrix e Bob Marley.
La Gottlieb-Walker sta per pubblicare il libro On Set with John Carpenter, le cui immagini restituiscono una visione più fresca dei film horror e di fantascienza che hanno dettato la tendenza degli anni '70 e '80. Come Carpenter stesso descrive nella dedica del libro: "gli scatti dietro le scene di Kim catturano il divertimento che abbiamo vissuto al tempo. I suoi ritratti e gli scatti d'azione sono splendidi."

Qual è la tua esperienza riguardo l'inizio della tua carriera, quando frequentavi la scuola di cinema alla UCLA e lavoravi da studentessa alla produzione di film?
Kim Gottlieb-Walker: Ho adorato il dipartimento di Cinema della UCLA. Il mio insegnante alla scuola di cinema, Bill Kerby, faceva interviste per la stampa underground e mi portava con sé per scattare le fotografie – è così che ho avuto l'occasione di scattare dei ritratti a Jimi Hendrix quando avevo 20 anni – e si è occupato delle luci ad un concerto locale dei Doors, durante il quale ho aiutato anche io. Lavoravo come assistente per gli studenti che giravano i primi film, mentre ero alla specialistica. Lavorare per la stampa underground mi ha aiutato ad avere un portfolio pieno di affascinanti musicisti, politici, autori ed eroi della cultura popolare di fine anni '60.

Sei venuta a vivere a Londra per un anno. Cosa facevi?
K.: Mi ero laureata ed ero pronta per la mia avventura europea! Ho lavorato occasionalmente per la rivista Time Out London e ho conosciuto quelli che sarebbero diventati gli amici di una vita. Ho fotografato i Pink Floyd in studio e Rod Stewart e Donovan alla Isle of Wight e ho amato ogni singolo minuto di quell'esperienza.

In On Set with John Carpenter si dice che hai scattato dalle 3000 alle 5000 fotografie per ogni film. Ci sono immagini che avevi perso e ritrovato nel tempo, o cose che sono andate perse e ti piacerebbe riscoprire?
K.: Anche se facevo delle prove di stampa per vedere quello che scattavo (non c'erano anteprime istantanee con i rullini!), i negativi originali di Halloween sono andati perduti da tempo per quanto ne so. Ogni settimana durante le riprese, stampavo le foto migliori da mostrare a John [Carpenter] e a Debra [Hill]. Quelle stampe sono finite nel mio portfolio e posso farne una scansione e riprodurle nel modo in cui devono essere ammirate. Ho tutti i negativi originali di Fuga da New York, quindi riguardare quegli scatti per scegliere i miei preferiti da stampare è stato tremendamente divertente. I fan da tutto il mondo mi hanno aiutato, mandandomi immagini e addirittura sequenze dei miei negativi trovati online.

Nel libro si racconta anche che, a causa del rumore della tua macchina, Carpenter girasse spesso le scene una seconda volta per permetterti di documentarle. Hai mai avuto problemi di autenticità con questo approccio?
K.: Durante Halloween non avevo ancora il blimp per silenziare la mia macchina fotografica, perciò  quando girava scene di dialogo tranquillo spesso John le faceva ripetere agli attori "un'altra volta per Kim". Pochi registi apprezzano il valore della fotografia come John, lavorare con lui è stato un vero piacere.

Hai un tuo scatto preferito del periodo in cui lavoravi ai film di Carpenter?
K.: Ho molti scatti preferiti! Amo quella in cui Donald Pleasence spara con una pistola, in cui l'illuminazione proviene solamente dallo sparo, quindi non ho potuto studiare la luce in anticipo. Ho dovuto tirare a indovinare con l'esposizione e sperare per il meglio. Ero elettrizzata quando ho ritirato la prova di stampa! E adoro tutti gli scherzi dietro le scene. Avevo "insegnato" a John e Dean Cundey a puntare il dito verso qualcosa ogni volta che ero in giro (se non stava accadendo nulla) in modo da avere una foto utilizzabile. In Fuga da New York c'è uno scatto in cui entrambi nello stesso momento puntano il dito in direzioni opposte. Amo quello scatto. Amo anche gli scatti in cui giochiamo con i materiali di scena (mi riferisco ad una foto in cui io tengo una pistola, nota come la mia foto alla "Patty Hearst").

Com'era l'atmosfera sul set di quei film horror e di fantascienza, in particolare come donna?
K.: E' stata una delle cose più divertenti che abbia mai fatto. Era come stare in famiglia. Eravamo amici molto cari che lavoravano insieme di buon umore e con un obiettivo comune. L'atmosfera era energica e felice. Non penso che l'essere una donna abbia influito su nulla. C'erano altre donne nella troupe e Debra Hill era una persona energica. Non era più alta di 1,50 m ma era una dei migliori produttori di Hollywood.

"Mi vedo come uno storico del set.
Il mio scopo è quello di comunicare
 sempre l'atmosfera e il tono
di ogni film e di catturare
tutte le attività di ogni ripresa."
                    Kim Gottlieb-Walker

Il libro è composto principalmente da citazioni del cast e della troupe – com'è stato tornare indietro e parlare con tutte quelle persone?
K.: E' stato fantastico incontrare persone a cui voglio bene e che non vedevo da 35 anni o più. Molti di quelli che ho intervistato per il libro hanno iniziato la propria carriera con quei film, e molti oggi sono registi di spicco. Jeff Chernov ha prodotto i recenti film di Star Trek e ho avuto l'occasione di mostrare ai suoi assistenti alla produzione che aspetto aveva quando era un assistente alla produzione. Larry Franco e Barry Bernardi sono entrambi affermati produttori ora – Keith Gordon, Tommy Wallace e Nick Castle sono registi. Debra Hill ha dato il via alla carriera di talmente tante persone, che è una delle ragioni per cui il libro è dedicato alla sua memoria.

Puoi dirci qualcosa di più riguardo l'ultimo giorno di riprese, prima che tu venissi accolta nella Cinematographers Guild, quando ti si è rotto il polso in 3 punti?
K.: Entrare a far parte dell'unione era molto più difficile 40 anni fa. C'era una classica situazione paradossale: non potevi entrare a far parte dell'unione se non avevi lavorato per almeno 30 giorni ad un film dell'unione. Ma non potevi lavorare a un film dell'unione, se non ne facevi parte. Debra aveva firmato i contratti per girare Fuga da New York con tutti quelli con cui a lei e a John aveva fatto piacere lavorare durante i precedenti film, e solo dopo ha firmato i contratti per l'unione. Quindi, hanno dovuto rispettare i contratti e permetterci di lavorare al film. Il ventinovesimo giorno abbiamo fatto la festa di fine riprese in un palazzetto per il pattinaggio (un sabato sera, con ancora un giorno di riprese da fare il lunedì), e mi sono rotta il polso in 3 punti. Debra mi ha portato all'ospedale ed è rimasta con me tutta la notte. L'ultimo giorno ho lavorato con il braccio ingessato, sotto antidolorifici. Erano tutti preoccupati che cadessi nel porto di San Pedro, ma ho fatto i miei scatti e ho avuto il mio trentesimo giorno!

Quali cambiamenti hai visto nel lavoro e nello stile di John Carpenter?
K.: John non è cambiato durante quei film – ha sempre saputo quello che voleva e sapeva comunicarlo alla troupe. Keith Gordon (la star di Christine) ha imparato a fare il regista guardando come lavorava John!

Come credi che le tue fotografie abbiano influito sul prodotto finale visto nei cinema?
K.: Mi vedo come uno storico del set. Il mio scopo è quello di comunicare sempre l'atmosfera e il tono di ogni film e di catturare tutte le attività di ogni ripresa – non solo l'essenza della scena, ma anche l'installazione degli effetti speciali, le interazioni tra John e gli attori, le risate e il divertimento sul set. Le immagini sono state molto importanti per la promozione dei film – ancora oggi, quando citi uno dei film, spesso ti viene in mente una particolare immagine.

Il libro di Kim Gottlieb-Walker "On Set with John Carpenter" verrà pubblicato dalla Titan Books il 24 ottobre.

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