venerdì 29 agosto 2014

Impossibile da spiegare: rogerbert.com intervista John Carpenter

Di seguito vi riportiamo - tradotto integralmente in italiana da Micol Basone in esclusiva per "Il Seme Della Follia" - l'intervista che John Carpenter ha rilasciato al blog rogerbert.com. Buona lettura. 




Impossibile da spiegare: qualche parola con John Carpenter.
Se John Carpenter avesse diretto solamente “Halloween”, il suo film del 1978 su un trio di babysitter perseguitate da un assassino pazzo durante la notte che dà il titolo al film, il suo nome sarebbe comunque scritto a grandi lettere negli annali del cinema di genere per la sua enorme popolarità (al tempo della sua pubblicazione, era uno dei film indipendenti di maggiore successo e ha ispirato una lunga serie di sequel, remake e copie) e influenza, per non parlare del fatto che rimane uno dei film horror più di stile e assolutamente terrificanti di sempre. (Anche oggi, se visto nelle circostanze adatte, continua ad avere il potere di far saltare il pubblico dalle sedie)
Naturalmente, Carpenter non è stato una meteora e durante gli anni ha diretto una serie di film che oggi vengono considerati classici nel loro genere, compresa la spaventosa storia di “The Fog” (1980, il thriller retro-futuristico “Fuga da New York” (1981), il suo sorprendentemente cupo remake di “La Cosa” (1982), l'allegra goffa commedia kung-fu d'azione “Grosso Guaio a Chinatown” (1986) e la fantascientifica satira politica selvaggiamente divertente di “Essi Vivono” (1988), molti dei quali non sono riusciti a colpire il pubblico quando vennero pubblicati, ma che hanno avuto un enorme seguito cult con il passare degli anni. Ci sono altri film, che non hanno avuto lo stesso livello di popolarità, ma che attendono di essere riscoperti, come ad esempio la trasposizione tecnicamente perfetta di “Christine” di Stephen King, la storia d'amore extraterrestre “Starman” (1984), la saga horror dell'apocalisse “Il Signore del Male” (1987) e “Il Seme della Follia” (1994), il sottovalutato sequel “Fuga da Los Angeles” (1996) e l'inspiegabilmente ignorata storia di succhiasangue “Vampires” (1998).
Attraverso tutti questi film, ha dimostrato un approccio cinematografico senza tempo che ha largamente rifiutato le mode del tempo per privilegiare la visione più classica del suo ammirato mentore, Howard Hawks, e che come risultato, ha reso i suoi film di molto migliori rispetto a quelli di molti suoi contemporanei e continua ad attrarre nuove generazioni di fan. Questo weekend, i fan vecchi e giovani potranno incontrare il proprio idolo in persona, dato che Carpenter parteciperà al Wizard World Comic-Con a Rosemont e al Bruce Campbell's Horror Film Festival per firmare autografi e parlare della sua carriera, compreso il gigantesco set di Blu-Ray contenente ogni titolo riguardante Halloween, che la Shout! Factory pubblicherà il prossimo mese.
Carpenter, che è tornato alla regia nel 2011 con “The Ward” dopo una lunga pausa, ci ha risposto al telefono da Los Angeles e ci ha parlato, anche se brevemente, dell'incontro con i fan, degli alti e bassi della sua carriera e del primo film che ha visto.

Roger Bert: Che cosa ti ha conquistato della regia e continua ad attrarti fino ad oggi?
John Carpenter: Questa è un'ottima domanda. Mi sono innamorato del cinema quando ero giovane, per una serie di diverse ragioni. E lo amo ancora oggi, ma l'amore è impossibile da spiegare. Devi accettarlo e basta. È qualcosa di invisibile e che capita, e a me è capitato.

Ricordi il primo film che hai visto?
Era “The African Queen”. L'ho visto quando ero molto molto giovane e non capivo bene cosa stessi guardando. Non sapevo se era qualcosa che veniva proiettato – anche se non sapevo cosa significasse – o se era qualcosa che stava realmente accadendo sullo schermo davanti a me. Da bambino, ho avuto molti problemi a capire cosa stesse succedendo, finchè mio padre non me lo spiegò. Mi indicò da dove proveniva l'immagine – veniva da dietro e mi mostrò la camera di proiezione – e pensai “Okay, ho capito ora.”

Stai per venire a Chicago per partecipare al Wizard World Con. Quando partecipi a questo tipo di eventi, come ti sembra incontrare e interagire con i fan, in particolare con le nuove generazioni, che probabilmente non erano nate quando i tuoi film uscirono?
È la cosa migliore. Adoro parlare con i fan. È il motivo principale per cui vado – per incontrarli, parlarci e vedere cosa pensano. Lo adoro.

Il prossimo mese la Shout! Factory pubblicherà un enorme box-set in Blu-Ray contenente tutto il materiale su Halloween, a partire dal tuo classico del 1978. Riguardando a quella esperienza, c'è qualche aspetto ricordi in particolare?
Risale a quando ero giovane – a quando eravamo tutti giovani – e volevamo semplicemente girare un film. Non sapevamo molte cose. Ci siamo semplicemente divertiti molto. Ricordo il making del film come un periodo molto divertente. E molto interessante

Durante la tua carriera, hai fatto molti film che non hanno riscosso molto successo al botteghino, ma che successivamente sono diventati dei veri e propri cult - “La Cosa”, “Grosso Guaio a Chinatown” e “Essi Vivono” sono i primi a venire in mente. Quando vedi riemergere i tuoi film in questa maniera, pensi mai a come mai non hanno funzionato subito, ma funzionano ora? Per esempio, io riesco quasi a capire perchè “La Cosa” non abbia funzionato per la massa – era uno dei film più cupi di sempre – ma non comprendo perchè un film che poteva piacere a tutti come “Grosso Guaio a Chinatown” non abbia decollato.
Non ne ho idea – dovresti dirmelo tu. La chiamo “La Vendetta di John” - non vi piacevo prima, ma vi piaccio ora. Non ho mai capito questa cosa. Lo capisco per “La Cosa”, perchè era molto cupo. Parlava della fine di tutto e nessuno vuole vedere una cosa del genere. Non so – non riesco a spiegarmelo e ho smesso di provarci. Sono molto fiero dei film che ho fatto e amo ognuno di loro. Penso che il pubblico scopra i film per conto proprio, e se ancora non avete scoperto i miei film, non so cosa dire. 

Come è stato per te tornare sulla sedia del regista un paio d'anni fa con “The Ward” dopo una pausa di 10 anni, periodo durante il quale ci sono stati enormi cambiamenti nell'industria cinematografica sotto tutti gli aspetti, dalla produzione alla distribuzione?
Beh, non sono stati esattamente 10 anni, perchè ho diretto due episodi di “Masters of Horror” [l'antologia horror andata in onda su Showtime], quindi sapevo esattamente cosa aspettarmi e cosa stava succedendo. È stato divertente. Ascolta, mi sono divertito molto a girare “The Ward”. Ed è stato bellissimo lavorare con un cast di donne, cosa che non avevo mai realmente fatto prima. È stato completamente nuovo per me e mi è piaciuto molto.

Durante la tua carriera hai fatto un paio di remake di classici dell'horror - “La Cosa” e “Villaggio dei Dannati” - ma negli ultimi anni, ti sei trovato nella strana posizione in cui vedi rifare i tuoi stessi film - “Distretto 13”, “Halloween”, “The Fog” e “La Cosa”. Cosa pensi riguardo ai remake dei tuoi stessi film e ne hai mai visto uno?
Ne ho visti un paio, ma non voglio commentarli perchè sono i film di qualcun altro. È così che la vedo – non sono più i miei film. Preferisco quando sono il tipo di remake in cui il regista deve darmi dei soldi. Questo è il miglior tipo di remake che esista.

Quali registi attuali trovi interessanti, non necessariamente del genere horror?
Penso che David Fincher sia molto talentuoso. Mi piacciono i suoi lavori e penso che sia uno dei migliori registi attivi al giorno d'oggi. Ce ne sono molti. Il cinema è in ottima salute e sono molto soddisfatto di come stanno andando le cose.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo al momento?
Sto lavorando a un paio di cose, ma al momento sto aspettando che ricominci la stagione dell'NBA. Voi idioti ci avete rubato Pau Gasol e ora è un Chicago Bull. La cosa mi deprime, ma va bene. Va tutto bene a Los Angeles.

John Carpenter apparirà al Bruce Campbell's Horror Film Festival al Wizard World Comic Con, che si terrà il 22-24 agosto al Donald E. Stephens Convention Center a Rosemont (5555 N. River Road. Rosemont. IL 60018). Per maggiori informazioni riguardo la sua apparizione e le altre attività visitate il sito.

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