mercoledì 20 agosto 2014

Christopher Sabela: a comicbooksources parla del fumetto dedicato a Escape To New York

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotta in italiano da Micol Basone - l'intervista che Christopher Sabela ha rilasciato al sito comicbooksources.com in merito al fumetto dedicato a Escape From New York (1997: Fuga Da New York).



SDCC: Sebela lavora a “Fuga da New York” per BOOM!

Uno dei più grandi eroi del cinema sta per fare il suo ritorno in fumetto per il 3 dicembre. Durante il loro panel “Big Trouble in Little China: Shaking the Pillars of the Comics Industry” al Comic Con di San Diego, la BOOM! ha ufficialmente annunciato che l'autore di “Dead Letters” Christopher Sebela riporterà Snake Plissken in una serie di fumetti su “Fuga da New York”.
L'autore/regista John Carpenter e il co-autore Nick Castle hanno creato il film che nel 1981 ha fatto conoscere al mondo Snake Plissken, un ex eroe di guerra diventato criminale interpretato da Kurt Russell. “Fuga” è ambientato nel 1997, un futuro in cui la Grande Mela è stata completamente stravolta dal governo e trasformata in una gigantesca prigione. Dopo essere stato catturato, Plissken viene raggirato per salvare il Presidente (Donald Pleasence), dopo che il suo aereo è precipitato su Manhattan. Una volta sull'isola, Snake incontra una moltitudine di personaggi colorati da Cabbie di Ernest Borgnine e Brain di Harry Dean Stanton alla Maggie di Adrienne Barbeau e il Duca di New York di Isaac Hayes.
“Fuga da New York” ha avuto un sequel nel 1996, “Fuga da L.A.”, ambientato in un fittizio 2013, quando Los Angeles si distacca e diventa un'isola a sé nell'oceano. Snake è anche apparso in due fumetti diversi: un numero unico della Marvel intitolato “The Adventures of Snake Plissken” e una miniserie di quattro numeri della CrossGen intitolata “John Carpenter's Snake Plissken Chronicles”, ma la nuova serie segna il primo esordio di Plissken in una serie continuativa. Questà è la seconda serie della BOOM! originata da un film di Carpenter, con Eric Powell e Brian Churilla che attualmente stanno lavorando a una serie su “Grosso Guaio a Chinatown”.
Il collaboratore artistico di Sebela e il livello di coinvolgimento di Carpenter nel progetto devono ancora essere rivelati, ma come fan di lunga data dell'opera di Carpenter, l'autore è più che pronto a lavorare alla serie, ambientata immediatamente dopo gli eventi del film originale. CBR News ha parlato con Sebela dell'espansione della mitologia di Carpenter, della continua popolarità di Snake e di come è arrivato a ottenere questo incarico.

CBR News: Come sei riuscito ad ottenere questo incarico?
Christopher Sebela: Sono amico di Brian Churilla, che sta disegnando “Grosso Guaio a Chinatown” e, quando mi ha detto che aveva ottenuto quell'incarico, sono impazzito e ho iniziato a dire quando sembrasse divertente per lui e Eric Powell. Perciò ho parlato con chiunque alla BOOM!, cercando di spiegare che sono un grandissimo fan di Carpenter e che avrei anche affrontato degli estranei per strada se me l'avessero chiesto pur di avere una possibilità di lavorare su qualsiasi libro su Carpenter avessero in progetto, anche se non avevo idea se l'avessero o meno. Non posso parlare per loro, ma penso che sia grazie a “Dead Letters” - il libro a cui sto lavorando per BOOM! con Chris Visions – se hanno pensato a me per questo fumetto. Ho ricevuto un paio di email in cui mi chiedevano se ero interessato a un nuovo fumetto e non appena ho letto le parole “Fuga da New York”, non ho mai risposto ad un'email così velocemente in vita mia. Tutto ciò che ho detto è stato “SI SI SI SI” e a quanto pare questo li ha convinti di quanto fossi serio riguardo al fumetto.

Come sei entrato in contatto con i film di Carpenter per la prima volta?
Ci sono cresciuto. Uno dei miei primi ricordi è di quando ero piccolo, a casa tutti stavano guardando “Halloween” in TV e io ero terrorizzato solamente dalla colonna sonora, sapendo che si trattava di tipi spaventosi in maschera che ti uccidevano. Mi aveva spaventato a tal punto che non l'ho guardato fino all'ultimo anno delle superiori. Penso che il primo film che ho realmente visto, sia stato “The Fog”, che mi ha terrorizzato, ma in una maniera che riuscivo a gestire. Sono stato fortunato ad avere una mamma appassionata di romanzi horror e che era abbastanza permissiva su quello che potevo guardare, perciò mi preparavo psicologicamente ad affittare il prossimo film di Carpenter e vedevo se riuscivo a farcela. E sono ancora qui.

Qual è la tua personale storia con “Fuga”?
È arrivato abbastanza presto nel mio repertorio, dopo “The Fog”, ma da ragazzino mi ha confuso, perchè mi aspettavo mostri e assassini. C'erano, ma non erano avvolti nelle classiche vesti horror. Era un film d'azione con venature horror. A quell'epoca, la paura della Terza Guerra Mondiale, dell'attacco nucleare agli Stati Uniti da parte della Russia era una cosa reale, e il film giocava abbastanza su questa cosa da fare presa sul mio cervello horror. Ma aveva anche il personaggio tosto di Snake, circondato da un cast bizzarro, e questo mi ha conquistato. Ho perso il conto di quante volte l'ho visto in vita mia. L'ho visto in ogni possibile formato, dalla videocassetta in poi. Sono riuscito a vederne una versione in 35mm proiettata l'anno scorso qui a Portland, che è stata l'apice della mia storia con “Fuga”...finchè non ho ottenuto questo lavoro.

Cosa rende Snake un personaggio così amato, anche se ha preso parte solamente a due film?
Sono sicuro che qualcuno avrà scritto lunghi saggi e dissertazioni su questo argomento, e potresti chiedere a un centinaio di persone e ottenere un centinaio di risposte diverse. Magari è per il suo look iconico con la benda all'occhio, pantaloni militari, un fucile con un grosso mirino, un enorme tatuaggio e una delle poche triglie che sono cool ancora oggi? Molto è probabilmente dovuto a come Snake è stato instillato nella cultura popolare da quando “Fuga da New York” è uscito, specialmente per quanto riguarda Metal Gear e il susseguirsi di film d'azione alla “uno contro il mondo” che ha generato. Ma per quanto mi riguarda, penso che Snake Plissken sia stato il primo eroe distopico/post-apocalittico. Lui e Mad Max. E da quando sono usciti quei film, le visioni apocalittiche nei libri, giochi, fumetti, film e in tv sono diventate un genere a sé e Snake sembra essere l'Elvis che incontra Iggy Pop della fiction apocalittica.

Parlando dei film, i fumetti prendono in considerazione “Fuga da Los Angeles”?
No, partiamo dalla fine di “Fuga da New York” e seguiamo Snake dal momento in cui esce di scena. Alla fine del film è tutto così aperto, che ci sono almeno un milione di direzioni da prendere, e cerchiamo di percorrerne il più possibile.

Cosa ci puoi dire riguardo questa prima avventura in fumetto?
Il film di “Fuga da New York” finisce con Snake Plissken che ha umiliato totalmente il Presidente di fronte al mondo intero e ha distrutto la cassetta che avrebbe potuto terminare la Terza Guerra Mondiale. Se prima non era visto bene dalle autorità, ora è totalmente detestato e deve mettere più distanza possibile tra sé e la Polizia degli Stati Uniti. La cosa migliore dell'avere un simile trampolino di lancio, è che se gli Stati Uniti hanno talmente l'acqua alla gola che il tasso di criminalità è aumentato del 400% e hanno dovuto trasformare New York in una prigione, quanto sono deviati gli altri 49 Stati? Snake scoprirà quanto è incasinato il resto dell'America.

Ci saranno altri volti familiari dei film nei fumetti?
Beh, molti dei volti familiari di “Fuga da New York” sono morti, quindi questo restringe il campo dei personaggi che possono tornare. Ma voglio assolutamente approfondire la storia di Hauk e del Presidente. Considerando quanto li frega Snake alla fine del film, hanno entrambi sete di vendetta e hanno le risorse per ottenerla.

Espandi questo pazzo mondo, esplorando nuovi posti e introducendo nuovi personaggi. Puoi anticiparci qualcosa? Com'è stata l'esperienza?
Beh, non so quanto posso anticipare su quello che sta per arrivare, o quanto riveleranno quando annunceranno il fumetto. La nostra prima sequenza non è ambientata a New York, ma da qualche altra parte sulla East Coast. È stato il primo o il secondo posto che mi è venuto in mente quando ho pensato a quale posto degli Stati Uniti di oggi potesse corrispondere alla stranezza di un mondo in cui un'intera città è stata trasformata in una prigione. Solo che è uno Stato intero. (E se questi indizi non vi dicono nulla, non so cosa potrebbe farlo). Se da una parte siamo cauti sul ritorno di alcuni personaggi, come Duke o Brain, dato che – spoiler – sono tutti morti, dall'altra posso dire che voglio assolutamente rimanere fedele all'atmosfera che John Carpenter e Nick Castle hanno dato alla pellicola e che attori come Isaac Hayes e Ernest Borgnine hanno trasmesso con le loro interpretazioni. Questo mondo ha molto potenziale, e vogliamo che chiunque venga fuori sia altrettanto dinamico e convincente.
Tutta questa esperienza su “Fuga da New York” è un folle sogno diventato realtà, sono ancora mezzo convinto che sia una specie di allucinazione e che da un momento all'altro mi sveglierò in una camera imbottita.

Il primo numero di “Fuga da New York” a cura di Christopher Sebela e Boom! Studios arriverà il 3 dicembre.

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