martedì 8 luglio 2014

RECENSIONI CARPENTERIANE: They Live

Titolo in italiano: Essi Vivono
Anno: 1988
Durata: 93 min. circa
Casa di distribuzione: Universal Studios
Attori principali: Roddy Pipers, Keith David, Meg Foster, Peter Jason, Raymond St. Jaques, George Flower
Pagina Wikipedia: Essi Vivono



Recensione a cura di: Francesco Elisei


“THEY LIVE
 WE SLEEP”

Essi vivono è un film politico.
Essi vivono è un film low budget con attore protagonista un bisteccone che abitualmente faceva a botte in TV sui ring del wrestling americano.
Essi vivono parla degli extraterrestri che ci spiano.
Essi vivono è un film di John Carpenter, il regista più iconoclastico di sempre.
Essi vivono è il suo film più politico e antiamericano di sempre.

Il film esce nel 1988 dopo due mandati come presidente degli Stati Uniti di Ronald Reagan.

Quando, nel 1981 ,si insedia alla casa bianca Ronald Reagan, l'America sta affrontando una dura stagnazione economica: l'inflazione è all'11%, la disoccupazione al 7. Per ridare slancio all'economia Reagan taglia le tasse, ma taglia anche i fondi per l'assistenza ai più bisognosi, le spese militari invece vengono aumentate. Sotto Reagan il divario fra le classi sociali aumenta, aumenta l'individualismo, l'edonismo, nascono gli yuppies, il sogno americano si trasferisce a Wall Street (vedere il film “Wall Street” di Oliver Stone del 1987), se le fabbriche non rendono chiudono, il personale viene licenziato senza tanti complimenti.

Carpenter in “Essi vivono” anticipa The Matrix di undici anni, solito concetto: il protagonista pensa di conoscere il mondo, la realtà che lo circonda, invece un avvenimento non prevedibile gli fa aprire gli occhi, gli fa vedere (letteralmente in questo film) che l'ambiente che lo circonda, con tutte le sue dinamiche, non è altro che una messinscena portata avanti da una razza aliena che si è segretamente infiltrata nella nostra società, occupandone i posti di comando e, soprattutto direi, la televisione.
Le forze dell'ordine sono comandate dagli alieni, e dopo una ventina di minuti di film ci viene mostrato lo sgombero di una baraccopoli, di quello che da noi potrebbe essere un campo nomadi alla periferia di Roma, poveracci accampati accanto ad una chiesa vengono sgomberati da una ruspa e da poliziotti in tenuta antisommossa.

Nel 1988 escono Rambo III, Danko, Missing in action III con Chuck Norris; e Carpenter, in quello che dovrebbe essere un film di fantascienza, ci mostra lo sgombero di una baraccopoli, la polizia che opprime dei senzatetto! I poliziotti che manganellano un prete cieco!
Ha dell'incredibile come Carpenter vada contro Hollywood e qualsiasi logica commerciale (non ci stupisce quindi che il suo film successivo uscirà nel 1992 “Avventure di un uomo invisibile”, film a dir poco più tradizionale).
 La storia che ci racconta spinge a riflettere anche il più distratto e inconsapevole degli spettatori.
Appena il protagonista (un muratore che giunge a Los Angeles col sacco a pelo in cerca di lavoro) apre gli occhi su ciò che lo circonda, questi sono i messaggi subliminali che visualizza: “obbedisci”  “sposati e fai figli” “consuma” “no al libero pensiero” “guarda la TV” “niente immaginazione” “questo è il tuo dio (scritto sulle banconote)”.

Il film si “esaurisce” tutto nel messaggio che Carpenter ci vuole comunicare, per il resto c'è la follia di cinque minuti di incontro “no holds barred”  con aggiunta della stipulazione “infila gli occhiali al tuo avversario ”(evidentemente suggeritagli  dall'attore protagonista Roddy Piper ), tante sparatorie e la solita donna carpenteriana portatrice di caos.
Il finale col dito medio del protagonista alzato verso l'antenna televisiva vale la visione del film e ci rivela, casomai ce ne fosse bisogno, come la pensa Carpenter.

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