venerdì 20 giugno 2014

Xfinity MovieBlog: intervista a John Carpenter,"fancazzista" autoproclamato

Di seguito vi riportiamo - integralmente tradotta in italiano da Micol Basone - l'interivista che John Carpenter ha tenuto col giornalista di Xfinity MovieBlog a cura del giornalista David Onda. Buona lettura.


Il regista John Carpenter: icona di Hollywood, autoproclamato “fancazzista”. 
Quando si tratta di classici cult, nessuno ha un curriculum come quello di John Carpenter.
Dark Star, Distretto 13 – Le Brigate della Morte, The Fog, La Cosa, Christine, Starman, Grosso Guaio a Chinatown, Essi Vivono, Villaggio dei Dannati – questi film non hanno battuto record al botteghino o vinto degli Oscar, ma continuano comunque ad ispirare anche oggi generazioni di registi di fantascienza e horror.
All'età di 66 anni, Carpenter oggi è in semi-pensione, ma l'interesse verso i suoi film continua a vivere, specialmente per quanto riguarda i suoi successi Halloween e Fuga da New York.
Infatti, il regsta ha recentemente collaborato con i BOOM! Studios per un fumetto-sequel al suo film Grosso Guaio a Chinatown.
Questo weekend (20-22 giugno), Carpenter apparirà di fronte a legioni di appassionati di film e fumetti al Wizard World Philadelphia Comic Con al Convention Center di Philadelphia. Oltre a firmare autografi e mettersi in posa per le foto, il regista si unirà al Philadelphia Awesome Fest per un'attesissima conversazione retrospettiva sulla propria carriera, sabato 21 giugno alle 16 nella convention room 108.
Prima della sua apparizione, ho incontrato John Carpenter per parlare dei suoi amati film, delle sue opinioni riguardo il genere horror al giorno d'oggi e della sua vita da “fancazzista” di Hollywood.

David Onda: apparirai al  Wizard World Philadelphia Comic Con questo fine settimana. Cosa ti piace di questo tipo di eventi?
Carpenter: Innanzitutto, l'unica ragione che mi spinge a farlo è che i fan del genere horror sono incredibilmente fedeli e incredibilmente gentili. Sono persone davvero gentili, molto fedeli e mi piace molto incontrarli. È la parte più divertente.

DO: Quando incontri i fan, quali sono le domande che ti vengono poste più spesso?
JC: Sai, è sempre diverso. Ognuno sceglie un film diverso, ognuno vuole sapere cose differenti, ma si tratta soprattutto di parlare e stringere mani e avvicinarsi ai fan presenti. Io apprezzo chiunque supporti i registi horror, perchè non riceviamo molto amore.

DO: Il fumetto/sequel a Grosso Guaio a Chinatown è arrivato sugli scaffali il 4 giugno. Puoi dirmi qualcosa riguardo al fumetto?
JC: Ho parlato con i fumettisti di BOOM! e con lo scrittore Eric Powell. Volevano creare delle altre avventure su Jack Burton e Grosso Guaio a Chinatown. E quindi, abbiamo discusso su quale dovesse esserne l'essenza. E abbiamo tutti concordato che dovesse trattare di Jack Burton e del Pork-Chop Express che continuano la loro vita, portando la propria stupidità verso nuove avventure. Eravamo tutti d'accordo e così hanno dato il via ai lavori. C'è molto amore per l'originale trasposto nei fumetti e una completa comprensione del tono di Grosso Guaio a Chinatown e di Jack Burton. È divertente.

DO: Quali sono alcuni dei film che guardavi da bambino o da ragazzo e che ti hanno portato ad interessarti alla regia?
JC: Durante tutti gli anni '50 ero appassionato di film. Il primo film che ho visto in assoluto era La Regina D'Africa. Avevo ben 3 anni. Non capivo cosa stesse succedendo. Non capivo che quello era uno schermo e che le immagini venivano proiettate. Perciò mio padre me l'ha spiegato. Ha indicato il proiettore dietro di noi, il fascio di luce che ne usciva e mi ha detto “E' da lì che viene”. “Oh, ho capito”. Sono stati molti i film che mi hanno influenzato. Mi sono innamorato della fantascienza e dei film horror quando ero piccolo. Semplicemente, li amavo.

DO: E hai composto le colonne sonore di quasi tutti i tuoi film, compresa l'iconica colonna sonora di Halloween. Da dove viene questa abilità?
JC: Mio padre aveva un dottorato in musica dalla Eastman School of Music. Era un insegnante. Sono cresciuto con la musica. Ascoltavamo musica di continuo. Era una seconda natura. Sfortunatamente, mio padre ha cercato di insegnarmi a suonare il violino, quando avevo 8 anni. Non avevo talento. Era quella la sfortuna. Ma ho trovato strumenti migliori – la tastiera, il piano, la chitarra, il basso, cose del genere.



DO: La lotta nel vicolo in Essi Vivono è una delle migliori scazzottate nella storia del cinema. Hai una parte preferita di quella sequenza?
JC: La lotta di Essi Vivono era grandiosa, e bisogna anche tenere di conto che Keith David era un attore della Juilliard. Non era un lottatore. E Roddy Piper sapeva come lottare, è la sua seconda natura. Perciò, hanno preparato la lotta per più di un mese e mezzo nel cortile dietro il nostro ufficio. Avevano le imbottiture e hanno elaborato tutta la cosa. Una lotta è una cosa emotiva, di questo si trattava: di due amici che lottavano tra loro per guardare attraverso un paio di occhiali. Era una lotta ridicola, ma è uscita bene.

DO: C'è un film a cui hai rinunciato che ti sei pentito di non aver fatto?
JC: Oh, beh no.

DO: Quando guardi la tua filmografia, qual è il film che risalta ai tuoi occhi, Il tuo fiore all'occhiello?
JC: [ridendo] Nessuno. Non c'è nessun fiore all'occhiello. Non riesco a guardare i miei film, perchè inizio a dirmi “perchè ho fatto quella cosa? È la scena più stupida che io abbia mai girato. Che sta succedendo?”. Sono troppo severo. Non riesco a guardare i miei stessi film.

DO: C'è qualche progetto a cui stai lavorando ora e che potremo vedere in un futuro prossimo?
JC: Ci sono un paio di cose di cui mi occupo occasionalmente. Sto lavorando a un paio di cose ora. Sai, quando arrivi alla mia età...ora ho la copertura sanitaria per anziani, quindi a che cavolo sto pensando? È tempo di rilassarsi.

DO: Realisticamente, sai quanto è difficile girare un film. Ma da appassionato di film, penso: sei John Carpenter. Dovresti essere in grado di realizzare in film se lo volessi.
JC: La gente non pensa a me come fai tu. Sentono “John Carpenter” e pensano “fancazzista”.

DO. No! Non lo pensano.
JC: E' questo che pensa il mondo del business. “Oh, no quel fancazzista. Non lo vogliamo tra i piedi. Buttatelo fuori!”.

DO: Molti dei tuoi film presentano personaggi che sono antieroi o solitari. Cosa ti attrae di questo tipo di personaggi?
JC: E' perchè mi sono sempre sentito così. Ho sempre voluto essere un eroe e non lo sono mai stato.

DO: Ancora con la storia del “fancazzista”?
JC: Esatto! È proprio così.

DO: C'è qualche idea sbagliata comune riguardo a te o alla tua carriera?
JC: No. Mi hanno etichettato tutti come “fancazzista”.

DO: Cosa pensi del genere horror di oggi?
JC: Il genere horror è vecchio come il cinema. C'è fin dall'inizio e penso che vivrà per sempre. Penso sia un genere universale. La commedia a volte non funziona negli altri Paesi. Le celebrità non funzionano. L'horror sì. E quello che amo dell'horror è che viene ridefinito da ogni generazione. È molto elastico da questo punto di vista. Quindi, sono molto contento dell'horror.

DO: Riguardando indietro ai tuoi anni di carriera, qual è la più grande esperienza che sei riuscito a fare grazie al tuo successo come regista?
JC: E' una vita davvero grandiosa. Avevo un sogno quando ero piccolo, a otto anni: volevo essere un regista. E sono riuscito a diventarlo. Non molte persone ci riescono.

1 commento: