giovedì 22 maggio 2014

Esquire: breve intervista a John Carpenter

Traduzione in italiano dell'intervista apparsa sul sito ESQUIRE.COM a cura di Fabio Pennywise Carpenter 

Nell'arco di una carriera lunga quarant'anni, John Carpenter ha diretto alcuni dei film horror, sci-fi e d'azione più importanti della storia del cinema. Robert Rodriguez, suo mega fan, ha lanciato da poco sul canale statunitense El Rey una nuova serie di interviste della durata di un'ora con alcuni dei più importanti filmaker della storia, e la sua scelta per la prima puntata non è casualmente caduta su Carpenter. Esquire ne ha quindi approfittato ed ha parlato con lui delle scene preferite dei suoi lavori (non ne ha), di Kurt Russell e di videogiochi.

John Carpenter e Robert Rodriguez #2014



ESQUIRE: Dal momento che si sta facendo una retrospettiva cinematografica sulla sua carriera su El Rey, ho pensato che potremmo parlare con lei delle scene preferite dei suoi film
JOHN CARPENTER: Oh beh, non ho scene preferite

ESQUIRE: Beh, com'è stato parlare con Robert Rodriguez dei suoi film?
JOHN CARPENTER: Si, Robert è stato molto gentile a intervistarmi. E' molto bella l'idea di un regista che intervista un altro regista, e forse sono venute fuori domande che prima non mi erano mai state poste...nel corso degli anni spesso mi sono ritrovato a rispondere alle solite domande. Sono stato bene con lui, mi sono sentito "un Punk". 

ESQUIRE: Dark Star è stato il suo primo lungometraggio. Che mi può dire di questo film, ha una scena preferita?
JOHN CARPENTER:  Beh guarda, si torna molto indietro, ero "un Punk". Per quel film pensai ad alcune cose che poi non ho fatto; fu un battesimo di fuoco. Sai, per me è molto difficile valutare i miei film. Non sono un grande fan di Dark Star, all'epoca lasciai che molte persone mi dissero ciò che dovevo fare. Io non parlo di quello che mi piace o non mi piace.

ESQUIRE: Beh, cosa le dice la gente di quel film? Dark Star è uno dei suoi film meno noti, ma ha comunque un suo seguito.
JOHN CARPENTER: Si, alle persone sembra piacere. E' stato girato in 16MM ed io a quei tempi di tecnica registica non sapevo niente. Ricordo ancora la prima recensione negativa che usci' sulla pellicola, non che poi non ne abbia più avute, ma quella era la prima. E' stato cosi scioccante...questo dimostra quanto fossi ingenuo.

ESQUIRE: Cosa disse quella recensione?
JOHN CARPENTER:  Oh, hanno detto qualcosa come "E' squallido, tradisce l'idea origianle" (forse paragonandolo a 2001: Odissea Nello Spazio di Stanley Kubrick, alla quale Dark Star si rifà in chiave ironica, ndr.)
ESQUIRE: Lei fa film di genere, quindi la critica tende a guardarla dall'alto verso il basso.
JOHN CARPENTER:  Certo, mi rendo conto, ma quando girai Dark Star ero un ragazzo. Non so se sia un film del genere, ma allora sperai che fosse preso un pò più seriamente.


ESQUIRE: Due dei miei film preferiti da lei girati sono Grosso Guaio A Chinatown e Essi Vivono. Due film che hanno in loro molta commedia. E' difficile trovare un equilibrio tra azione e commedia?
JOHN CARPENTER: No. Se si guarda indietro alla carriera di Howard Hawks ha fatto un film che si chiama El Dorado, che in superficie sembra un classico film western, ma che ha dei bellissimi momenti comici. Io l'ho fatto senza sforzo. Ho provato a vedere come andava e non è stato difficile da fare. E' davvero divertente. Dipende da come è la storia: La Cosa non è davvero un film divertente, non si ride. Forse avrei dovuto renderlo più divertente, che ne pensi?

ESQUIRE: Penso che vada bene com'è. E' un film davvero forte, carismatico, con un'attore protagosnista versatile come Kurt Russell. Mi chiedevo se le va di dirmi com'è stato il vostro rapporto sul set.
JOHN CARPENTER: Siamo diventati amici dopo aver fatto il primo film insieme (Elvis, 1979). Sai, aveva un sacco di ambizioni, io provai ad incoraggiarlo a diventare regista, sarebbe stato un filmaker completo, mi piacerebbe vederlo dietro una macchina da presa. Ma lui è un'attore nato, non c'è nessuno come lui. Siamo agli antipodi come persone, lui è alla "destra di Attila" e io no, ma non parliamo molto di queste cose.

ESQUIRE: So che negli ultimi anni si è avvicinato molto ai videogiochi.
JOHN CARPENTER: Oh si, alla grande.

ESQUIRE: Come ha fatto a farsi catturare?
JOHN CARPENTER: Mio figlio crescendo si è appasionato ai videogiochi, ed io l'ho seguito. quando è andato a vivere per conto suo ha abbandonato i videogiochi ma io invece ho continuato. Cosi l'ho tenuto al corrente di tutto quello che è uscito negli ultimi anni. A casa ho quattro console diverse: la vecchia e la nuova X-Box e la vecchia e la nuova Playstation. Cosi posso giocare a tutti i videogiochi. Sono un grande appasionato di fantasy e giochi come Skyrim. Mi piacciono i videogame dove devi comprare cose e parlare con le persone. Non so, mi piace questo genere di cose.

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