domenica 20 maggio 2018

Halloween: in autunno arriva una bambola dedicata a Michael Myers


Per celebrare l'uscita nelle sale statunitensi del nuovo film di Halloween targato Blumhouse (19 ottobre) la Mezco Toys lancerà in quel periodo una nuova bambola di 10 pollici raffigurante Michael Myers, storico e malefico personaggio della saga lanciata da John Carpenter del 1978.

Il pupazzo rientrerà nella linea della casa di produzione denominata Living Dead Dolls e sarà dotata di 5 punti di articolazione. Come si può vedere dall'immagine sopra, la bambola godrà di tutti i dettagli base del personaggio e sarà prodotta con una cura maniacale che la renderà perfetto oggetto da collezione.
Potete vedere altre immagini cliccando QUI.

Distretto 13: il film che da il là alla carriera strabiliante di John Carpenter



Distretto 13 – Le Brigate della Morte dà il via ad una carriera strabiliante 
1428 Elm comincia la “John Carpenter week” con il primo lungometraggio della leggenda del cinema, nonché uno dei migliori. Pronti per prendere d’assalto qualche distretto di polizia? 

La Carriera comincia con un assalto
Dopo aver sbalordito il mondo del cinema con il suo film studentesco sulla USC (University of Southern California), John Carpenter è pronto per dare il via alla sua carriera. Dopo aver trasformato Dark Star in un lungometraggio – all’inizio concepito come un corto – il produttore J.Stein Kaplan (un amico del college) chiede al futuro regista di Halloween di dirigere il film.
Dal momento che il suo film precedente “Occhi”, poi diventato “Occhi di Laura Mars”, era stato svenduto, i due azzardano a produrre un film pretenzioso, con l’intento di ridefinire il genere d’assedio. preparano quindi un assalto, e persino il tredicesimo distretto non sarà più un posto sicuro.

Sei molto carino, Wilson
Il film si intitola “Distretto 13 – Le Brigate Della Morte”. Realizzato per 100,00 $ nell’autunno del 1975, divenne il primo di tanti classici nella filmografia di Carpenter. Con soli venti giorni di riprese, il film parla di una cruda e coraggiosa storia di sopravvivenza. Attraverso il suo modo di rendere il bene, il male e da che parte stiamo difficili da distinguere, Distretto 13 è qualcosa di mai visto fino ad allora – qualcosa di unico.
Attraverso l’utilizzo di personaggi brillanti, compreso il grande Napoleon Wilson, il film fa in modo che gli spettatori si interroghino sulla lealtà dei personaggi stessi, e al contempo che prestino attenzione ai titoli assegnati.
Il tenente Ethan Bishop viene incaricato di supervisionare il trasloco del tredicesimo distretto, e si appresta dunque a trascorrere una nottata come le altre, senza colpi di scena. Tuttavia, dopo che un cellulare della polizia con a bordo detenuti è costretto a fermarsi al distretto per caricare altri detenuti, una gang accerchia il distretto in cerca di riscatto. Trovandosi davanti soltanto segretari e detenuti, Ethan deve scegliere chi salvare e da chi essere salvato, da che parte stare. Una sceneggiatura brillante, capace di abbattere le barriere razziali e le costrizioni del classicismo nella realtà dell’allora ventisettenne regista americano.


Assalto in solitaria
Nel classico del 1976, Carpenter comincia a mettere in mostra le sue doti indiscusse da colosso del cinema. Oltre a mettere le sue abilità al servizio di sceneggiatura e regia, Carpenter ci mostra uno dei tanti ed indimenticabili risultati raggiunti durante la sua carriera. Con i titoli di testa su sfondo nero - un vero punto fermo di Carpenter – la musica in sottofondo conduce lo spettatore nel cuore della narrazione. È l’uso agghiacciante della musica che lascia intendere il modo in cui il regista utilizza le colonne sonore per raffigurare i personaggi, esprimere l’intensità e gli stati d’animo.
Ma non è tutto. Dopo aver fatto da solo il lavoro di un’intera squadra, il regista newyorkese effettua anche l’editing della Fotografia. Sotto lo pseudonimo di John T. Chance, un omaggio a Rio Bravo di Howard Hawks (uno dei preferiti di Carpenter nonché ispiratore del film in questione), il regista costruisce il suo racconto tassello dopo tassello, con assoluta dedizione. Se questo non lo rende uno dei più grandi registi al mondo, cos’altro potrebbe?

Assalto alle masse
Dopo aver esordito allo “State Theater” di Los Angeles il 3 Novembre 1976, il film non riscuote il successo sperato e viene accolto dalla critica in modo contrastante. Nel Maggio 1977 viene poi presentato al Festival di Cannes, ed è lì che alcuni critici inglesi iniziano ad accoglierlo e comprenderne il suo vero valore. Lo scenario cambia nuovamente quando la pellicola arriva al London Film Festival, nel Dicembre dello stesso anno. Insomma, tutto il resto è storia.
Oggi “Distretto 13 – Le Brigate della Morte” è considerato un classico intramontabile, con il 98% di gradimento su Rotten Tomatoes. È un bel film?... In certi momenti.


fonte: 1428elm.com
traduzione di: Vincenzo Fasulo 

martedì 24 aprile 2018

Alla fine, chi è veramente un umano in La Cosa di John Carpenter?


La versione di John Carpenter del 1982, del film "The Thing from outer space" è uno dei pochi remake ad essere meglio dell'originale, combinando un viscerale amore e gusto per l'horror con una creatura irriconoscibile che si è instaurata nell'immaginario collettivo, unanimamente identificata con "la cosa". 
Il film, che si sviluppa intorno ad una macabra mistery story, in cui i personaggi non sanno cosa li stia lentamente ammazzando uno ad uno, lasciando solo due scienziati vivi, nel bel mezzo del circolo polare Artico, di fronte le loro inevitabili morti tra i ghiacci.
Nel tentativo di porre fino al regno di terrore da parte della Cosa, il personaggio di Kurt Russell pensa di far saltare l'intera struttura, fino a quando il personaggio di Keith David non si fa vivo, stringendo con lui una insolita alleanza.

Come sappiamo che i nostri personaggi sono umani? Possiamo fidarci di ciò che vediamo a schermo?

Uno dei possibili dubbi sulla natura inumana di uno dei due personaggi ricade su Childs, interpretato da Keith David.
In una scena in cui Keith Russell chiaramente ansima ed esala i suoi respiri visivamente, Childs sembra non respirare affatto, comportandosi in maniera inusuale.
Aggiungendoci il fatto che Childs scompare per gran parte del film, il fatto che torni solo nel finale è sospetto.


Il secondo dubbio risiede nel cambio d'abito di Childs. Nel film è stabilito che la cosa assimili le sue vittime strappandogli i vestiti. Il cambio d'abito di Childs farebbe presupporre che sia un modo per non dare nell'occhio.
Ci sono però delle prove del contrario: nel prequel de "La Cosa" del 2011 è stabilito che l'alieno non è capace di riprodurre oggetti inorganici, quindi l'orecchino di Childs nel finale sarebbe abbastanza per provare la sua umanità.

Ma non è tanto impensabile nemmeno supporre che l'alieno abbia capito che per destare meno sospetti doveva prendere gli effetti personali delle proprie vittime.

Ma non è nemmeno impensabile che MacReady sia infetto.
Nel film seguiamo le sue azioni quasi sempre, quindi è meno possibile che sia stato infettato off screen. Però, si può pensare che sia stato infettato da Blair mentre condivideva la bottiglia di whisky. Questo darebbe un senso più macabro alla risata di MacReady nel momento in cui Childs beve dalla sua bottiglia. Significherebbe che l'ha infettato. 

Carpenter stesso ha affermato che uno dei due protagonisti è infetto, ma non ci ha mai detto chi. La bellezza de "la Cosa" risiede proprio nel suo ambiguo finale, in cui tutto può essere ribaltato. In più, c'è già una pletora di film che prendono la scelta al posto nostro: lo può solo essere MacReady, o Childs, o entrambi, o nessuno.
Resta il fatto che "la Cosa" è uno dei capolavori del cinema horror di tutti i tempi.

traduzione di: Francesco Abruscato

lunedì 23 aprile 2018

Halloween: rivelata la data di uscita nei cinema italiani

La Universal Pictures Italia nella giornata di oggi, attraverso il proprio sito internet ha mostrato la locandina del nuovo Halloween con la data di uscita ufficiale per il mercato italiano: giovedi 25 ottobre 2018, praticamente 6 giorni dopo la release americana. 

Vi ricordiamo che Halloween è un prodotto della Bloomhouse con distribuzione Universal, diretto da David Gordon Green e con nel cast, tra gli altri: Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Miles Robbins e Nick Castle. John Carpenter, regista del primo storico capitolo del 1978, figura come produttore esecutivo.


domenica 22 aprile 2018

Halloween: dopo un test audience in California, alcuni fan delusi dal finale


Mercoledi 18 aprile al Pacific Winnetka di Chatsworth, California, si è tenuta una proiezione per poche decine di persone del nuovo Halloween targato Bloomhouse, che debutterà nei cinema il prossimo 19 ottobre. 
A riportarlo è il sito horrorfreaknews.com, che all'interno della sala ha avuto un suo "infiltrato".

Questa persona ha riportato che tutto sommato il film - della durata di due ore - è buono anche se alla fine il tutto si dilunga troppo nello sviluppo di alcuni personaggi che non durano a lungo ed il taglio visivo sembra essere in linea con tutti gli horror moderni come The Purge e Sinister e distante dai canoni classici anni '80. Cosi come si è presentato, pare che Halloween sia comunque più un film adatto ad accontentare i fan del franchise che gli occasionali, con diverse citazioni anche ai capitoli 3,4 e 6.

Ad aver lasciato delusi i presenti però, sembra un finale insoddisfacente e incompleto, non in linea con le dichiarazioni di John Carpenter (qui in veste di produttore esecutivo e regista del primo leggendario capitolo del 1978) che fece intendere che questo sarà l'ultimo Halloween di sempre. 

Adesso non resta che capire se la Bloomhouse, forte di un feedback nel complesso si positivo ma non eccellente, con 5 mesi a disposizione ritoccherà il film oppure lascerà le cosce come stanno.