domenica 13 ottobre 2019

Halloween: la Fright-Rags ha messo in commercio della card da collezione

Il primo set ufficiale di carte collezionabili di Halloween è ora disponibile!
Appena in tempo per la stagione spettrale di Halloween, Fright-Rags ha reso disponibile al commercio il primo set di carte collezionabili di Halloween, è dobbiamo dirvelo: è spaventosamente figo! 

Pieno di aneddoti, quiz, immagini rare ed altri contenuti inerenti al classico film di Carpenter del 1978, il set è ora disponibile nei tre formati seguenti:

1. Halloween – carte collezionabili: single wax pack (prezzo: 5$)
Contiene:
- 9 carte collezionabili
- 1 adesivo
- carte autografate ed altre carte speciali sono inserite in maniera casuale

2. Halloween – carte collezionabili: scatola sigillata (prezzo: 120$)
Ogni scatola sigillata, composta da 24 wax packs, contiene:
- 2 set base completi
- 2 set di adesivi
- 2 set di personaggi
- 2 set “art parallel”
- 2 checklist
- 1 sketch card, autografo, o una lastra da stampa


3. Halloween – carte collezionabili: Factory Box (prezzo: 35$)
Ogni box da 83 carte contiene:
- Set da 78 carte base
- Due carte “art parallel” scelte a caso
- 2 adesivi
- 1 checklist 



Acquistale prima che vadano a ruba sul loro sito ufficiale, e assicurati di seguire Fright-Rags su instagram (@frightrags) e su Twitter (@frightrags) per news esclusive ed aggiornamenti riguardanti tutto il merchandise di Halloween, presente e futuro.

Traduzione integrale dell'articolo apparso su halloweenmovies.com a cura di Vincenzo Fasulo

lunedì 7 ottobre 2019

Donald Trump: a New York un cartellone che lo raffigura come un alieno di Essi Vivono


Come riportato nei giorni scorsi dal portale boingboing.net, l'artista Mitch O'Connell è riuscito, dopo una campagna crowfunding a far installare a New York presso la 7th Ave & W 48th St un cartellone raffigurante Donald Trump come se fosse un alieno di Essi Vivono, film sci-fi diretto da John Carpenter nel 1988.

O'Connel è riuscito, con i soldi raccolti, ad ottenere la concessione dello spazio per un mese, ma attraverso questo link sta cercando di ottenere altri fondi per mantenerlo affisso più a lungo. 

Metal Gear Solid V: grazie ad una mod si può giocare nei panni di Snake Plissken


Metal Gear Solid è uno dei franchise più famosi ed apprezzati nel mondi dei videogiochi ed è segreto di pulcinella che il protagonista Solid Snake, sia stato creato dagli sviluppatori di Konami ispirandosi anche a Snake Plissken, anti-eroe portato sul grande schermo dal regista John Carpenter nel film del 1981 1997: Fuga Da New York.

Oggi, grazie ad una mod recentemente creata e disponibile sul sito nexusmods.com, è possibile giocare al quinto capitolo della saga impersonando proprio Snake, Ma non solo, infatti, un'altra mod caricata sempre al medesimo link, vi darà la possibilità di usare nel videogioco un altro personaggio iconico dei film di Carpenter: Jack Burton di Grosso Guaio A Chinatown


sabato 5 ottobre 2019

Quattro chiacchiere con Roberto D'Antona, il più carpenteriano dei registi italiani?


Roberto D'Antona, nato a Taranto il 24 giugno del 1992, nonostante la giovanissima età, è sicuramente uno dei registi più interessanti e prolifici del cinema underground italiano. Con opere come The Wicked Gift ma soprattutto con Fino All'Inferno, il filmaker pugliese si è fatto notare da critica e pubblico per il suo stile asciutto e diretto, molto funzionale alla trama, ma con un tocco già molto personale e pieno di omaggi al grande cinema degli anni '80, sopratutto quello di genere.
In particolar modo in Fino All'Inferno, opera già matura e completa, ma allo stesso tempo molto ritmata e divertente, Roberto sembra tributare frame per frame tutti quei registi come John Carpenter, John Woo e Sam Raimi, che hanno portato alle masse un modo molto visionario e personale di fare cinema.
Ed è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di ospitarlo su questo blog, se date un'occhiata approfondita al suo profilo Facebook, noterete che la sua passione per Carpenter e tutto l'universo da lui creato e fortissima.
Quindi, buona lettura. 

IL SEME DELLA FOLLIA Ciao Roberto, con immenso piacere ti accogliamo sulle pagine virtuali di “Il Seme Della Follia”. Partiamo con Caleb, il tuo nuovo film. Hai finito da poche settimane le riprese che abbiamo seguito giorno per giorno attraverso i tuoi social. Cosa puoi anticiparci su questo tuo nuovo lungometraggio?
ROBERTO D'ANTONA Ciao Fabio, piacere mio!
La produzione potrebbe friggermi vivo se mi sbilanciassi troppo su Caleb in quanto al momento è ritenuto un progetto Top Secret, ma essendo un fan della vostra pagina, qualcosina posso provare a dirvela. Caleb è un horror puro con pochissima ironia, non è uno slasher, nè un film horror basato sui jumpscare. È un horror visionario con sfumature erotiche, gotiche e con un pizzico di giallo investigativo. L’obiettivo di Caleb è ben chiaro: fare paura.
In che modo? Grazie a una tensione costante con l’intento di creare angoscia e inquietudine nello spettatore. Nonostante l’imminente uscita del fantasy/horror The Last Heroes - Gli Ultimi Eroi in Home Video e su Prime Video in esclusiva in tutto il mondo e nonostante il mio forte legame con questo e i miei precedenti film per tanti motivi, non posso non ammettere che Caleb è un film che si distacca tantissimo dalle mie precedenti opere, sicuramente un film realizzato con un budget più importante e una produzione più solida e ambiziosa.
Il film tratterà il tema dei vampiri con molta eleganza (e sangue) come fu per Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola.

Mi sono avvicinato ai tuoi lavori da qualche mese, da quando su Prime Video sono stati inseriti i tuoi due primi film: The Wicked Gift e Fino All’Inferno. Premesso che ho trovato il primo ben fatto ma visivamente meno appagante del secondo, Fino All’Inferno appunto mi è davvero piaciuto un sacco. Mi ha divertito per tutte le due ore di durata, grazie ad una messa in scena che a mio parere, non ha niente da invidiare alle grandi produzioni. Detto questo, in ambedue i casi ho percepito la tua grande passione per il cinema di genere: si sprecano infatti citazioni a grandi cult degli anni ’70 e ’80, come Grosso Guaio A Chinatown del nostro John Carpenter, o agli action di John Woo, solo per citarne un paio.
Chi sono i tuoi punti di riferimento in tal senso?
Le tue parole mi lusingano e non possono far altro che riempirmi di gioia e di orgoglio. Ti ringrazio. Fino All’Inferno, è una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema anni 80/90 con cui sono cresciuto, in particolare modo ai film dei maestri Carpenter e Raimi. Grosso Guaio a Chinatown e L’Armata delle Tenebre su tutti. Diciamo che con Fino All’Inferno mi sono sbizzarrito con le citazioni, da Tarantino al cinema orientale, che va da John Woo a Tsui Hark, per poi passare a registi come Fincher e addirittura con piccoli richiami ai videogiochi con cui sono cresciuto. Insomma, Fino all’Inferno è stato realizzato con l’intento di elogiare il cinema che mi ha reso la persona che sono, una sorta di dichiarazione d’amore pubblica, difatti da The Last Heroes in poi il citazionismo è quasi del tutto scomparso e le produzioni sono diventate più mature e ancora più personali se vogliamo. Tuttavia in The Last Heroes ho citato ancora una volta Grosso Guaio a Chinatown e anche se non sarà affatto semplice cogliere questa piccola citazione scommetto che voi la individuerete (ride).




Veniamo appunto a John Carpenter, con qualche domanda specifica. Cosa ti colpisce di più del suo modo di fare cinema? Pensi che in giro ci sia qualcuno che a livello quanto meno stilistico abbia raccolto la sua eredità?
John Carpenter è un regista che personalmente venero, il mio guru del cinema che ritengo unico e irraggiungibile per svariati motivi. Un regista che è stato capace di entrare nella storia del cinema di genere e non solo, un regista che ha saputo dare vita a tantissime icone e film indimenticabili. I suoi film non sono invecchiati minimamente e sono dei veri e propri gioielli. Inoltre, Carpenter è stato uno dei primi registi a sperimentare il mix di generi, cosa che io adoro. Ha saputo creare un suo stile registico che, grazie alle sue composizioni musicali che lo rendono un’artista poliedrico, ha dato vita ad un vero e proprio “marchio di fabbrica” con i suoi film. Insomma, un mito vivente.
Detto questo, ci sono stati ed esistono ancora oggi (per fortuna) grandissimi registi che hanno fatto la storia del cinema e anche fra i registi più “recenti” e conosciuti, ci sono sicuramente alcuni che hanno saputo creare un loro stile personale e che sono stati capaci di dar vita anch’essi a delle icone nel cinema di genere, tra cui James Wan, Jordan Peele, Robert Eggers ed Ari Aster e anche se ben diversi da Carpenter, sono registi che apprezzo e stimo tantissimo.

Ok, tuo film preferito e quello che ti è piaciuto di meno della filmografia di Carpenter.
Film preferito in assoluto Grosso Guaio a Chinatown, subito dopo metterei La Cosa. Non credo che ci sia un film di Carpenter che non mi sia piaciuto del tutto, ma sicuramente Fantasmi da Marte è quello a cui sono meno legato e che ho guardato, ahimè, soltanto una volta.

Ok Roberto, siamo giunti alla fine di questa breve ma esaustiva intervista. Che messaggio puoi lasciare agli amici del nostro blog?
Che l’arte del cinema è l’arte più bella del mondo e lo è ancor di più grazie a maestri come John Carpenter, perciò viva il cinema, viva il cinema di genere e ovviamente, VIVA JOHN CARPENTER.
Grazie Fabio per questa bella chiacchierata e per la stima nei miei confronti. Stima pienamente ricambiata.


Roberto D'Antona sul web:

mercoledì 2 ottobre 2019

Robert Englund racconta di quando lavoro' sul set di Halloween di John Carpenter


Robert Englund, grazie al personaggio di Freddy Krueger nella saga di Nightmare iniziata nel 1984, è sicuramente tutt'oggi uno dei più apprezzati ed iconici attori horror in vita.
Recentemente ospite di AccessOnline, ha parlato della sua carriera ed ha anche raccontato di un aneddoto curioso, di quando non era ancora un volto noto del cinema ed un giorno prese e andò a Pasadena a lavorare sul set di Halloween di John Carpenter.

«E' stata un'esperienza molto divertente: un mio compagno di stanza un giorno mi convinse ad andare fino a Pasadena per lavorare sul set di Halloween di Carpenter, quello originale del 1978. Li ci siamo ritrovati con in mano sacchetti dell'immondizia piene di foglie morte, che poi spargemmo per i quartieri della città che nel film si chiamava Hadddonfield. Dovevamo dare l'idea che fosse autunno.»

Chi l'avrebbe mai detto, che colui che ha indossato i diabolici panni di Freddy, si trovo' a tu per tu con il malefico Michael Myers