giovedì 5 aprile 2018

Scream Factory: arrivano il 24 luglio 3 nuovi blu-ray dal catalogo di John Carpenter


Attraverso un comunicato stampa diramato sulla propria pagina Facebook ufficiale, l'etichetta americana Scream Factory ha annunciato per il prossimo 24 luglio l'arrivo, sul mercato americano, di tre nuovi titoli in blu-ray del catalogo di John Carpenter.
I film che verranno rilasciati sono: Someone's Watchig Me! (Pericolo In Agguato), del 1978, Memoirs Of An Invisible Man (Avventure Di Un Uomo Invisibile) del 1992 e In The Mouth Of Madness (Il Seme Della Follia) del 1994. 
Per l'occasione tutti e tre i titoli riceveranno un nuovo trattamento in digitale. Gli extra saranno annunciati nelle prossime settimane. 
Come da consuetudine per la Scream Factory, nessuno dei film avrà audio in italiano. 




lunedì 26 marzo 2018

Cosa ha reso il rapporto tra Kurt Russell e John Carpenter cosi speciale?


Kurt Russell era un attore il cui viso, aspetto e movenze prettamente americane aveva fatto breccia nel cuore di major come la Disney, che lo hanno piazzato in innumerevoli ruoli. 
John Carpenter era un giovane studente di cinema, che con il suo film di debutto realizzò un'opera che combinava horror, comedy, e fantascienza (e fu così bello che fu addirittura allungato e commercializzato). 
Nel diagramma di Venn due entità così distanti ed antitetiche non potevano incontrarsi.

Eppure...

Nel 1978, un anno dopo il successo devastante di Halloween da parte di John Carpenter, al regista fu chiesto un compito quasi impossibile: girare un film sulla vita di Elvis Presley, icona americana, con un budget di poco più di 2 milioni di dollari, ed una lunghezza di 2 ore e mezzo massimo, tre, contando le pubblicità.
Carpenter sapeva che avrebbe dovuto assumere un professionista per il ruolo di Elvis, che avrebbe potuto lavorare per ore ed essere a suo agio in ogni situazione. E quell'uomo era Kurt Russell (che aveva addirittura lavorato con Elvis, nel film "it happened at the world's fair", dandogli un pugno sugli stinchi).


Ovviamente, i due lavorarono bene insieme, tanto che pochi anni dopo Carpenter avrebbe richiamato Russell per l'iconico ruolo di Snake Plissken in "Fuga da New York". È chiaro capire cosa Carpenter vide in Russell: la sua compostezza, il suo dare vita ad un personaggio attraverso la pura fisicità ed il suo genuino approccio giocoso.
C'è anche un qualcosa che ricorda gli eroi dei film western che Carpenter ha consumato da bambini. Effettivamente, è innegabile che Snake Plissken assuma dei tratti molto somiglianti a quelli di John Wayne, così come anche nel vestirsi è innegabile l'influenza di Clint Eastwood.

Nel momento in cui fecero "La Cosa", il rapporto tra i due era oramai sincronizzato. È il film in cui Russell più padroneggia le scene: è intelligente, arguto, e sfoggia una fantastica barba. 
Nel suo ruolo di scienziato intrappolato nell'artatico, mentre cerca di capire chi dei suoi compagni si sia trasformato in un mostro alieno, Russell dà prova di un realismo disarmante.
Probabilmente uno dei più grandi ruoli dell'attore, ed uno dei più grandi film del regista.
Il responso fu disastroso, al pubblico non piacque. Ma i due si sostennero a vicenda, guardandosi le spalle a vicenda. Oggi il film è considerato un capolavoro.

4 anni dopo, i due realizzarono "Grosso guaio a Chinatown". Uno dei film più sperimentali di Carpenter, in cui si mischia misticismo ed arti marziali, anni prima che Matrix riportasse il genere wuxia di moda in quel di Hollywood. Russell e Carpenter erano più che mai l'uno a suo agio con l'altro. Quest'ultimo, difatti, ci consegna un ruolo iconico ed altamente comico. Il groove era palpabile tra i due.

Per anni, invece, il nulla.


Fu solo con "Fuga da Los Angeles" che i due ritorneranno insieme, ben 10 anni dopo "Grosso Guaio a Chinatown". Entrambi avevano perseguito le loro carriere: i film di Carpenter erano ottimi, quelli di Russell pure, ma è solo con questo film che si respira di nuovo un'alchimia del tutto inedita in tutto il panorama di quei tempi (e forse, pure odierno).

I film realizzati da Carpenter con Russell erano unici perché nascevano da una pura espressione artistica generata da un rapporto di totale simbiosi. In un certo senso, il fatto di essere così distanti ha contribuito a rendere i loro film così grandiosi. 
Con loro si è fatta la storia di Hollywood.

Traduzione a cura di: Francesco Abruscato 

domenica 25 marzo 2018

ESCLUSIVA IL SEME DELLA FOLLIA: Intervista a Cody Carpenter

Cody, figlio del Nostro amato John Carpenter, non è di certo il tipo di persona che si può definire "il figlio di". Sin da giovanissimo, e tutt'altro che legato all'attività registica del padre, Cody in piena autonomia e autogestione, è diventato un musicista professionista, viaggiando in tutto il mondo e suonano con vari musicisti sparsi per il globo (compreso il nostro, italianissimo, progetto CONFRONTATIONAL). 
Il Seme Della Follia, grazie alla preziosa intercessione dell'amico Massimo Usai, è riuscito ad ottenere in esclusiva, la prima intervista per l'Italia di Cody, e noi abbiamo deciso, attraverso la nostra pagina Facebook, di far porre le domande all'utenza. 

E questo, è l'interessante (o quanto meno lo speriamo) risultato. 


01. Ciao Cody, innanzitutto grazie per l'intervista. Tuo padre per noi di “Il Seme Della Follia” è un assoluto mito e poter intervistare il figlio è una grande gioia e soddisfazione.
Iniziamo chiedendoti qualcosa del tuo nuovo album Cody Carpenter's Interdependence, che ho ascoltato per la prima volta l'altra sera e l'ho trovato davvero molto buono. Cosa puoi raccontarci del suo processo creativo? Com'è nata l'idea di omaggiare il grande e classico progressive rock degli anni '70 attraversi arrangiamenti moderni e quasi dal taglio epico? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Grazie! Dopo aver pubblicato una serie di album da solista su Bandcamp, ho deciso che volevo provare a coinvolgere altri musicisti per il mio nuovo disco prog rock strumentale, così ho contattato Jimmy Haslip, col quale ho lavorato brevemente diversi anni fa, per chiedergli se gli andava di suonare insieme. L'idea gli è piaciuta e tutto è partito da lì! Il prog rock e le colonne sonore di videogames sono i miei due generi principali di musica preferita, e probabilmente sono anche quello che mi piace di più scrivere in sede di composizione.




02. La tua carriera musicale e nata molti anni fa, ben prima che tuo padre ti coinvolgesse nel progetto Lost Themes. Quali sono state nella tua vita, le tue maggiori influenze musicali e quali sono le tue colonne sonore preferite? (domanda di Andrea Osiander e Marcello Cavalli)
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RISPOSTA: Si, il primo credit che ho è sul film di mio padre, "VAMPIRES", anche se onestamente non ricordo con precisione quello che ho fatto... probabilmente ho sonorizzato una scena, ma la mia memoria non è così chiara. Le mie influenze sono diverse rispetto al genere di musica, ma sono sempre stato un enorme fan di Vince DiCola, dei gruppi prog rock/fusion degli anni 80' e 70' come Genesis, ELP, Return To Forever eccetera, insieme alle colonne sonore dei videogiochi con cui son cresciuto. Ho diverse colonne sonore preferite, per esempio, The Transformers the Movie (1986), Dawn of the Dead (1978), La Planete Sauvage (1973), e Big Trouble in Little China (1986).

03. Come si è svolto il processo creativo legato ai due Lost Themes? Quali sono state le attrezzature più utilizzate in fase di composizione? (domanda di Claudio Fusci)
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RISPOSTA: Il primo LOST THEMES è partito con me e mio padre da soli, mentre sperimentavamo la nuova attrezzatura da registrazione che lui aveva acquistato al periodo. Stavamo registrando roba giusto per divertirci, senza alcuna intenzione di pubblicarla. Quando si arrivò alla decisione di farne un vero e proprio disco, Daniel Davies si è unito ed ha lavorato con mio padre per sistemare la roba già registrata e scrivere nuovi brani, completando l'album. Per il secondo LOST THEMES eravamo tutti e tre nella stessa stanza quindi il processo è stato molto più agile. Abbiamo usato principalmente emulatori di synth classici, come la collezione ARTURIA V, e roba del genere. 
Daniel credo abbia usato il suo ROLAND JUNO qui e li'. Proprio non ricordo quali chitarre abbiamo usato...



04. Nel 2015, dopo la pubblicazione del primo Lost Themes, tu e tuo padre, insieme a tutta la band, avete suonato con un tour internazionale che nell'agosto di quell'anno vi ha anche portato a suonare in Italia. Che sensazioni hai avuto a suonare con tuo padre e quali sono stati I momenti più divertenti del tour? (domanda di Ba Stet)
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RISPOSTA: E' sempre molto divertente suonare con mio padre. Dopo che abbiamo cominciato a suonare live, ha cominciato a puntare me e Daniel col dito quando era il momento di lanciarci in assoli su vari brani. Poi ha cominciato a puntarmi col dito anche quando concludevamo HALLOWEEN. Dopo un po' ho cominciato a sentire il bisogno di puntare il dito anche io! 
Mi ricordo del cibo assolutamente meraviglioso in Italia. Tutto quello che abbiamo assaggiato era davvero delizioso, anche se non sono un grande fan della pasta al dente. 
Eravamo in un ristorante a Roma e mio padre, essendo Americano, ha chiesto del burro per il suo pane, ed il cameriere stranito dalla richiesta si è quasi arrabbiato...hahaha!!! 

05. Tornando appunto al vostro approdo in Italia nell'estate del 2015, pensate di tornare a suonare mai nel nostro paese? (domanda di Massimo Pietro Brognoli)
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RISPOSTA: Spero che  un giorno saremo in grado di tornare in Italia, ad un certo punto nel prossimo futuro. Non abbiamo alcun piano ora per fare alcun concerto da nessuna parte, ma c'è sempre speranza per il futuro, specialmente considerando la popolarità di mio padre in Italia.

06. Essendo tu il primo musicista di “professione” nella famiglia Capenter, quando tuo padre si è reinventato rockstar, non hai pensato di essere stato influente nelle scelte di tuo padre? (domanda di Caddisy Plissken)
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RISPOSTA: A dire il vero mio nonno (il padre di mio padre) era un musicista professionista piuttosto noto. Era un membro fondatore dei NASHVILLE STRINGS, ha suonato con Roy Orbison e gente di quella scena. Poi è diventato professore di musica alla Kentucky University. E' stato più Daniel Davies a convincere me e mio padre ad andare in tour insieme. Daniel è stato in giro per diversi tour in precedenza e ci ha spiegato quale tipo di esperienza aspettarci.

07. Adesso, passiamo al cinema, e iniziamo subito con una domanda difficilissima. Pensi che la televisione, visto il grande successo di servizi come Netflix e Amazon Prime possa dare una nuova vita artistica a tuo padre dopo che la macchina cinematografica gli ha ingiustamente voltato le spalle? Che ne pensi appunto di aziende come Netflix e similari? (domanda di Vincenzo Ruscio e Francesco Hannibal Aliberti)
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RISPOSTA: Credo che la possibilità esista per questi servizi di dare nuove idee artistiche a mio padre. Non so cosa lui voglia fare, ma so di certo che la possibilità esiste. Credo che molto dipenda dal desiderio e dalla possibilità di avere una idea davvero fantastica, per persuaderlo a fare qualcosa. Penso che Netflix e servizi simili siano una gran cosa. Non li ho mai usati, ma qualsiasi piattaforma che consenta a diversi tipi di creatività di essere fruibili è sempre una buona cosa. Più opzioni e più contenuti ci sono, meglio è.


08. Nel parlare con tuo padre della sua carriera, quali pensi che siano i villain che lo abbiano più appagato? Hai mai assistito alla creazione di qualche “mostro” da lui creato? (domanda di Nazzareno Barbieri)
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RISPOSTA: Bella domanda, ma non so quale sia la risposta! Sarebbe una gran domanda da rivolgere direttamente a lui. Se intendi la creazione fisica di un mostro si, mi ricordo di aver visto i team all'opera sui mostri per "IL SEME DELLA FOLLIA". Ancora una volta, la mia memoria non è buonissima ma credo di ricordare di vederli al lavoro su quelle cose.

09. Adesso veniamo invece ai “buoni”. Dei tanti anti-eroi creati da tuo padre, da Snake Plissken a Jack Burton, quale pensi sia il personaggio che più rispecchia il modo d'essere di John Carpenter nel quotidiano? (domanda di Gabriele Gambini)
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RISPOSTA: Non sono sicuro che i personaggi che mio padre ha creato lo rispecchino personalmente, lui è stato influenzato molto dai personaggi dei western che ha amato da giovane (John Wayne etc.etc.). Credo che siano più una riflessione delle qualità che lui trova attraenti, come nei personaggi forti dei western.


10. Secondo te, qual'è il film che ha più sodisfatto tuo padre nella sua carriera? (domanda di Mattia Borges)
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RISPOSTA: Credo che mio padre avverta che "LA COSA" sia stato il suo film migliore, ecco perchè è stata così dura per lui quando il film non è stato ben accolto all'uscita. So per certo che a lui non piace riguardare i suoi film, perchè ogni volta dice che avrebbe fatto qualcosa diversamente.



11. Da quel che abbiamo letto, sin da piccolo hai seguito tuo padre sul set. Qual'è il ricordo più divertente che hai da questa esperienza? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Vorrei poter parlare di alcuni di questi momenti divertenti ma davvero, onestamente, non ho ricordi precisi di quei periodi. Credo che fossi tutto il tempo nelle roulotte a giocare coi videogiochi, perchè era tutto quello che mi interessava quando ero piccolo!

12. Tuo padre, dei registi del panorama moderno dell'horror, ha mai inquadrato un suo degno erede? (domanda di Luca Corsi)
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RISPOSTA: Potrei sbagliarmi ma non credo che mio padre guardi molti film horror moderni, quindi non credo abbia un vero e proprio regista horror moderno preferito.

13. Ok Cody, siamo arrivati alla fine dell'intervista. Nel rigraziarti della tua disponibilità, vuoi lasciare un particolare messaggio alla nostra community italiana che ormai conta più di 5.000 iscritti? (domanda dello Staff)
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RISPOSTA: Grazie davvero per le domande, spero che le mie risposte siano almeno un po' interessanti! Mi spiace non ricordare molto del mio periodo sul set da ragazzino per alcuni dei film di mio padre. So che lui è estremamente grato ai suoi fan Italiani per essere così fantastici, e personalmente ho davvero apprezzato molto il tempo trascorso in Italia (ed il cibo!), e spero che saremo in grado di tornare e suonare ancora un giorno!

venerdì 23 marzo 2018

Vampires: presto inizierà la Start Up della CG Entertainament per il porting in blu-ray


Ottime notizie per i fan di John Carpenter: dopo un sondaggio all'interno del gruppo Facebook STARTUPPer, la CG Entertainament ha da poco annunciato che Vampires, pellicola girata dal regista californiano nel 1998, sarà il prossimo film coinvolto in una Start Up per essere poi pubblicato per la prima volta in blu-ray sul mercato italiano (ma probabilmente sarà prevista anche una versione in DVD). Non è ancora stato dichiarato se verrà promossa anche una versione deluxe, come spesso accade con le uscite dell'etichetta toscana. 


Fu la stessa CG nel 2002 a portare su DVD il film, che da un pò di tempo era però finito fuori catalogo. 
La Start Up dovrebbe iniziare tra la prima e la seconda settimana di aprile. Per maggiori informazioni sulla release, restate aggiornati. 


giovedì 22 marzo 2018

La Cosa: su Etsy in vendita la videocassetta con scultura incastonata


Il sito di e-commerce etsy.com ha messo in vendita delle videocassette create dalla ReadfulThings con delle sculture incastonate. Tra i film che hanno ricevuto questo speciale trattamento c'è anche La Cosa di John Carpenter, che come potete vedere dall'immagine sopra, crea una grossa inquietudine anche a prima vista. 

Le sculture, di taglio artigianale e con tecnica mista, sono create con argilla polimerica ed hanno un costo di circa 80 dollari (spese di spedizione escluse).