sabato 16 settembre 2017

E' morto Harry Dean Staton, ha interpretato Mente in Fuga da New York di John Carpenter


E' morto - per cause non ancora rese note - all'età di 91 anni l'attore Harry Dean Staton, interprete di alcune delle pellicole più apprezzate del cinema degli ultimi 60 anni. Staton è deceduto nella giornata di ieri - 15 settembre - presso l'ospedale di Los Angeles.

Oltre alla sua recente apparizione nella terza stagione di Twin Peaks, nella carriera di Staton i ruoli iconici sono stati molti: fu Travis in Paris Texas di Wim Wenders, Mente in 1997: Fuga Da New York di John Carpenter e anche un poliziotto in Il Padrino II di Francis Ford Coppola. Per Carpenter è anche stato l'ispettore Rudolph Junkins in Christine - La Macchina Assassina

Proprio il regista, con la quale aveva anche stretto una solida amicizia, ha voluto ricordare la figura di Staton attraverso un post su Facebook: «Harry Dean era un uomo meraviglioso. Era gentile, generoso ed amava suonare la musica. Ho amato dirigerlo e mi mancherà. Riposa in pace, Harry Dean.»


Jamie Lee Curtis: tornerà ad interpretare Laurie Storde nel nuovo Halloween


Jamie Lee Curtis, storica scream queen del cinema horror e lanciato in questo universo cinematografico da Halloween di John Carpenter appena maggiorenne, tornerà - a 40 anni dalla prima volta - ad interpretare Laurie Strode nel nuovo film del franchise, in uscita il 19 ottobre 2018.

A dare l'annuncio è stato lo stesso Carpenter sulla propria pagina Facebook. Il regista della pellicola originale del 1978, per questo nuovo capitolo dedicato alle avventure del demoniaco Michael Myers sarà produttore esecutivo e anche molto probabilmente autore della colonna sonora.

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mercoledì 13 settembre 2017

Christine: guarda il video del primo singolo estratto da Anthology di John Carpenter


L'etichetta Sacred Bones Records ha messo a disposizione sul proprio canale YouTube il video di "Christine" (tema rivisitato dall'omonimo film del 1983), primo singolo estratto dal nuovo album celebrativo di John Carpenter dal titolo Anthology, che sarà disponibile a partire dal prossimo 20 ottobre (LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU').

La clip, diretta dallo stesso Carpenter, vede il regista anche protagonista dell'azione, che al volante di una (o della, sarebbe più corretto) Plymouth rossa protagonista anche della pellicola, terrorizza e rincorre una ragazza in cerca di soccorso dopo che la sua auto ha smesso di funzionare. 


lunedì 11 settembre 2017

Essi Vivono: perchè dopo quasi 30 anni è uno dei film più rilevanti di sempre


Traduzione integrale dell'articolo apparso su wbur.org a cura del nostro collaboratore Francesco Abruscato

DOPO QUASI 30 ANNI, “ESSI VIVONO” E’ ANCORA UNO DEI FILM PIU’ RILEVANTI DI SEMPRE
«Credo nell’America, seguo le regole», dice John Nada, il protagonista del cult di John Carpenter “Essi Vivono”.

Nada - il cui nome sta letteralmente per “niente”- non capisce come queste regole siano state designate per mantenere quieti e reprimere il popolo come lui, mentre la classe sociale più agiata continua ad arricchirsi. Ma John presto scoprirà, grazie ad un paio di occhiali da sole modificati per vedere la realtà in bianco e nero, che l’economia Reaganiana stanno diventando una forza predominante. Gli Yuppies e I Repubblicani non sono altro che un cumulo di alieni dalle fattezze da insetto.
Un’invasione ordita per addomesticare la razza umana e depredare la terra delle sue risorse naturali.

Il film, pensato per avere la forma e l’aspetto di un normale B-Movie, cela una mastodontica ed aggressive critica anticapitalista che quasi sconvolge pensare a come Carpenter abbia fatto a convincere gli studios a finanziarlo. Forse, l’aver piazzato un ex-wrestler a combattere alieni in un film lowbudget avrà giocato la sua parte, la stessa dinamica che portò alla luce Robocop l’estate prima.


Il film è tristemente ancora attuale poichè è ancora quadro accurato della realtà dei fatti: i cartelloni, le pubblicità, gli slogan, i manifesti, non sono altro che propaganda, messaggi subliminali che, nella vision di Carpenter sono asciutti e crudi, com’è giusto che sia.

Dunque, ecco che interi palazzi si riducono a parole come “OBBEDISCI” “CONSUMA” “IO SONO IL TUO DIO”, facendo a meno dell’eleganza per marcare un solco nella memoria dello spettatore.

La sua crudezza è il motivo per cui il film rimane impresso: è come se ne diventassi complice, lasciandoti qualcosa una volta finito di guardarlo. 
Una delle scene più note è quella del combattimento tra il protagonista e Keith David, totalmente insensato ed incurante dell’aver spezzato il ritmo del film. 
Lungo e appassionante, comincia a diventare noioso al punto dall’essere comico.

Da un lato, si può interpretare il film come una deprimente rappresentazione del sottoproletariato, multirazziale e differenziato, messi contro l’un l’altro mentre i loro oppressori si ritrovano liberi e spensierati. 
Dall’altro, vista la presenza di un wrestler professionista, Carpenter avrà solo volute dar sfogo alle sue abilità. 
Essere fan di “Essi Vivono” significa saper apprezzare ambo le cose. 

venerdì 8 settembre 2017

John Carpenter, grosso maestro sul piccolo schermo: i film diretti per la TV



Film DIRETTI da John Carpenter per la TV - Qui la faccenda diventa davvero seria, perché il Maestro qui ha menato il suo colpo più duro, senza nessun tipo di timore per il formato o le limitazioni televisive, Giovanni Carpentiere ha diretto una manciata di titoli davvero degni di nota.

Pericolo in agguato (Someone's Watching Me!, 1978)
La guardabile Lauren Hutton decide di trasferirsi a Los Angeles proprio mentre la città è funestata da una serie di sospetti suicidi di belle ragazze sole. Nemmeno l’appartamento iper tecnologico in cui la bionda si è trasferita aiuta quando la ragazza si convince di essere stata presa di mira da un ammiratore fin troppo invadente, silenzioso e imprendibile tanto che nessuno crede alla versione della ragazza, destinata a fare a diventare la “Final girl” di turno.
Potrebbero sembrare le prove generali del Maestro per il suo capolavoro Halloween, in realtà “Pericolo in agguato” è il film più spudoratamente Hitchcockiano mai diretto dal nostro Giovanni, l’ispirazione arriva da “La finestra sul cortile” (1954) e “Vertigo” (1958), ma Carpenter non imita nessuno al massimo dimostra di aver assimilato in pieno le regole della suspense di zio Hitch in un film davvero riuscito che fa ottimo cinema sul piccolo schermo. Dal 2007 esiste anche ristampato in DVD, quindi se non lo avete mai visto ora non avete più scuse!



Elvis - Il Re del rock (Elvis, 1979)
La passione per la musica di John Carpenter è cosa nota, in questo film il Maestro paga il suo debito di passione nei confronti del Re del Rock, qui interpretato in maniera superba da un giovanissimo Kurt Russell. Se non bastasse il fatto che il film si lascia davvero guardare, la componente aggiuntiva è proprio questa: la prima collaborazione di una delle coppie di amici più solida della storia del cinema, per dirla come l’avrebbe detta Elvis, let's be friends.
Di tanti che hanno interpretato Elvis Presley al cinema, ancora oggi la prova di Kurt Russell è una delle più centrate, anche se nel film non si sente nemmeno una canzone del Re, sì, perché i diritti di sfruttamento cinematografico di un solo pezzo di Presley sarebbero costati alla produzione più del costo totale del film finito (storia vera), ma quando hai Carpenter e Kurt Russell non hai davvero bisogno di altro.

Body Bags - Corpi estranei (1993)
Il meglio per la fine, sì, perché l’antologico horror Body Bags è nato originariamente come pilot per una possibile serie tv, sulla falsa riga di “I racconti della cripta” (Tales from the Crypt), questo spiega perché il nostro John compare nei lugubri panni del Coroner, un personaggio molto rassicurante con la propensione per la battutaccia e uno spiccato gusto per il macabro che ammettiamolo, è perfetto per essere interpretato da Carpenter, che non ha mai voluto fare l’attore in vita sua, ma qui è particolarmente a suo agio.
“La stazione di Rifornimento”, “Hair” ed “Eye” sono tre gustose storie horror, le prime due dirette dallo stesso Carpenter, in realtà la seconda Larry Sulkis e poi accreditata al Maestro) e l’ultima dal grande Tobe Hooper in cui si ride, ci si schifa e spesso si resta attaccati ai braccioli della poltrona, ad Ovest di “Creepshow” (1982) il più bell’antologico Horror mai visto in circolazione, ma anche un riuscito omaggio a Tales from the Crypt e ai fumetti della EC Comics.

Cigarette Burns - Incubo mortale (2005)
Tutti gli appassionati di horror dovrebbero voler bene a Mick Garris già solo per aver radunato insieme tutti i migliori talenti del nostro genere preferito, nella prima straordinaria stagione della serie tv Masters of Horror. Nel 2005 signori come Joe Dante, Dario Argento, John Landis, Don Coscarelli, Stuart Gordon, Tobe Hooper e Takashi Miike hanno dato il loro contributo, ma sapete chi ha detto loro “Vediamo chi arriva secondo oggi”? Proprio John Carpenter che con Cigarette Burns sforna l’episodio migliore della stagione e forse anche l’ultimo capolavoro della sua filmografia… Fino ad ora.
Kirby Sweetman (Norman Reedus) è un cacciatore di pellicole cinematografiche con un passato appena un po’ tormentato, Udo Kier gli promette soldoni in cambio di una ricerca impossibile, una copia intatta di “La Fin Absolue du Monde” il film maledetto che proiettato una sola volta trent’anni prima al festival di Sitges ha fatto impazzire gli spettatori trasformando la sala in una mattatoio.
Dal titolo potrebbe sembrare un omaggio alle sua amate sigarette, in realtà qui John Carpenter rende omaggio alla potenza del cinema, all’ossessione di ogni cinefilo di spingersi sempre più in là nella sua ricerca. Un piccolo capolavoro di poco meno di un’ora in cui Carpenter oltre a portare in scena un angelo (una delle figure più iconografiche della sua filmografia) ci ricorda che la distanza tra realtà e finzione può essere sottilissima, come quella che separa la sanità mentale dalla follia. Se dalla sua collaborazione con Universal Cable Productions Carpenter dovesse sfornare altra roba di tale potenza, qui abbiamo solo da metterci comodi e goderci lo spettacolo.



Pro-Life - Il seme del male (2006)
Angelique (Caitlin Wachs) sta scappando dal suo parecchio incazzato papà Ron Perlman, trascinandosi dietro il suo pancione, la ragazza dice di essere incinta da pochi giorni, le dimensioni della pancia lascerebbero intendere diversamente, non aiuta nemmeno che la ragazza racconti una storia delirante sull’identità del padre del bambino, un tizio cornuto e non perché di mestiere fa l’arbitro di calcio.
La soccorrono due medici di una clinica per l’interruzione delle gravidanza che presto si ritrovano sotto assedio, perché papà Ron Perlman sente le voci, il Signore gli parla dicendogli di impedire questo peccato mortale salvando il nascituro.
Sulla carta andrebbe tutto bene, un grande attore come Perlman, un assedio, grande tema Carpenteriano, ma anche un tema non semplice come la posizione della chiesa Cattolica nei confronti dell’interruzione di gravidanza. Tutta roba in puro stile Carpenter, peccato che la sceneggiatura sia poverissima e l’episodio non brilli, perfettamente in linea con la seconda stagione di Masters of Horror che ha regalato ben poche gioie, inutile girarci attorno, di sicuro il peggior lavoro che porta la firma del Maestro. Che, però, ha una funzione sociale non indifferente: quella di non farci alzare troppo le penne in vista della collaborazione con Universal Cable Productions, meglio tenere i piedi a terra, ispiriamoci al pragmatismo disarmante di John Carpenter.

CONCLUSIONE
Trovo sempre incredibile che Maestri come John Carpenter, artisti che hanno fatto per davvero la storia del cinema debbano faticare così tanto per trovare fondi e sfornare nuove opere, ma la qualità delle serie tv odierne (e la loro influenza anche economica) non è nemmeno da paragonare a quelle del passato. Il nostro ha dichiarato il suo entusiasmo, tornare a lavorare in tv è un po’ come tornare a casa per lui, ma soprattutto facendolo alle sue condizioni, dettaglio davvero non trascurabile.
Insomma, è sempre un ottimo momento per essere Carpenteriano ed ora lo è più che mai, invece di stravaccarci sul divano a vedere l’NBA, potremmo vedere nuove opere firmate dal Maestro John Carpenter. Voi non mi vedete (per vostra fortuna) ma io qui sto sorridendo, buon lavoro Maestro!

                                                       Articolo scritto da La Bara Volante di Cassidy per il nostro blog.